Carnival Row recensione episodio 1 Qualche dio oscuro si sveglia

Carnival Row recensione episodio 1
Carnival Row recensione episodio 1 Qualche dio oscuro si sveglia con Orlando Bloom e Cara Delevingne su Amazon Prime Video

Carnival Row recensione episodio 1 Qualche dio oscuro si sveglia con Orlando Bloom e Cara Delevingne su Amazon Prime Video

Carnival Row recensione della prima stagione

Carnival Row – Episodio 1: Qualche dio oscuro si sveglia
Episodio 2: Aisling
Episodio 3: I Regni della Luna
Episodio 4: L’unione di cose diverse
Episodio 5: Niente più sofferenza
Episodio 6: Fate non accompagnate
Episodio 7: Il mondo che verrà
Episodio 8: Il crepuscolo

La grande attesa per la serie TV fantasy Carnival Row prodotta da Amazon ed interpretata da Orlando Bloom e Cara Delevingne può essere finalmente soddisfatta dal 30 agosto su Amazon Prime Video: sarà il genere fantasy, raramente trasposto sul piccolo schermo, il fascino ammaliante dei suoi interpreti, la bellezza dei prologhi su Philo (Orlando Bloom) e Vignette (Cara Delevingne), ispettore di polizia umano lui, bellissima fatina lei, Carnival Row ha generato uno straordinario hype lungo la rotta che vede gli Amazon Studios sempre più protagonisti nel campo della produzione di contenuti per il piccolo e per il grande schermo.

Carnival Row è qualcosa in parte diverso da ciò che ci aspettavamo o sarebbe meglio dire immaginavamo: René Echevarria e Travis Beacham costruiscono un mondo fantasy dove esseri umani ed esseri fatati convivono, ma le premesse sono decisamente terrene.
Le Terre delle Fate di Tirnanoc, famose e bramate per le loro inestimabili ricchezze, vengono attaccate militarmente dall’uomo, in particolare dagli Stati del Patto – Il Patto tra gli Stati di Quiviro e Cibolan – ed il Regno delle Fate capitola anche a causa della ritirata degli alleati della Repubblica degli umani di Burgue, uniti in battaglia dal Trattato di Tain e fianco a fianco nel difendere la libertà ed indipendenza degli esseri fatati nelle terre natie.

Cara Delevingne in Carnaval Row
Cara Delevingne in Carnaval Row
Orlando Bloom in Carnival Row
Orlando Bloom in Carnival Row

Tirnanoc diventa così un inferno di morte e distruzione dal quale le fate cercano di fuggire attraverso viaggi di fortuna via mare, pagati a caro prezzo ai mercanti di profughi che si arricchiscono sulle coste di Burgue, Stato che, nonostante il ritiro dalla guerra, continua a rappresentare un porto sicuro per gli esseri fatati.

Uno scenario, come scritto, decisamente terreno ed attuale ai giorni nostri, parabola travestita da fantasy che difficilmente passa inosservata, pensando specialmente alle stragi sulle rotte dell’immigrazione nel Mediterraneo e alle derive populiste contemporanee.

Fate, Centauri, Fauni (o Puck), Trow, i bizzarri mostriciattoli Kobold e tanti altri esseri fatati popolano Burgue dopo l’esodo dalle terre natie, ed è bene sottolineare che non tutti provengono dal continente delle fate Tirnanoc, di cui è originaria Vignette, in fuga dal territorio di Anoun.

Carnival Row ci immerge letteralmente in un nuovo, immenso mondo fantasy senza tuttavia chiarircene in alcun modo la mitologia, e la mancanza di fonti e materiale sorgente di ispirazione destabilizza la visione, soprattutto ai più appassionati che vorrebbero calarsi in questo nuovo universo senza purtroppo averne gli strumenti a disposizione.

Orlando Bloom e Cara Delevingne
Orlando Bloom e Cara Delevingne in Carnival Row
Qualche dio oscuro si sveglia
Carnival Row recensione episodio 1 Qualche dio oscuro si sveglia

Philo e Vignette

Con il pilot Qualche dio oscuro si sveglia la serie TV Carnival Row si rivela più un thriller poliziesco immerso nella magia che un fantasy in senso stretto: il protagonista Rycroft Philostrate, alias Philo, è un ispettore di polizia, particolarmente dedito alla difesa dei più deboli, ossia degli esseri fatati che nel corso degli anni hanno popolato in cerca di rifugio la Carnival Row, divenuta ormai la loro seconda casa per necessità.

Philo è stato anche follemente innamorato di una di loro, la fata Vignette (Cara Delevingne), che lo ha creduto morto per sette anni e fugge da Anoun diretta a Burgue, in cerca di salvezza.

In un contesto politico instabile tra favorevoli e contrari all’immigrazione degli esseri fatati, accusati dai razzisti di Burgue di esseri criminali, molesti, luridi e dannati, tra delitti e complotti che trascendono l’umano, anche le note musicali che smorfiano Sherlock Holmes ci avvolgono ed accolgono in una storia di investigazione e di mistero.

Nonostante una mitologia inaccessibile e alcune debolezze degli effetti speciali visivi in CGI che colpiscono i movimenti in volo e le gesta di Vignette, il primo episodio di Carnival Row è decisamente accattivante e originale, tant’è che rimarremo sulla Carnival Row insieme a Philo e Vignette.