Venezia 76 Day 9: Dalla grande produzione televisiva di ZeroZeroZero al Portogallo di Tiago Guedes

ZeroZeroZero di Stefano Sollima
ZeroZeroZero di Stefano Sollima

Venezia 76 Day 9: Dalla grande produzione televisiva di ZeroZeroZero di Stefano Sollima al Portogallo della Rivoluzione dei Garofani di Tiago Guedes in A herdade

Babyteeth di Shannon Murphy

Ci eravamo lasciati nel Day 7 con Gloria Mundi e Babyteeth. Del film di Guédiguian ne parliamo in maniera più approfondita in questa recensione. L’opera prima di Shannon Murphy, invece, presentata in concorso, vuole essere il racconto di un’elaborazione, quella che un’intera famiglia deve portare avanti per la malattia della figlia Milla. La regista australiana riesce a smussare le insidie di un tema così delicato lavorando con grande leggerezza (ma non superficialità) nella prima parte e alternando ironia e commozione in una chiusura che forse scivola un pochino nella retorica ma tiene a livello di impatto emozionale. Il ritratto dei giovani protagonisti è sincero ed emergono tutte le idiosincrasie di una fase della vita che diventa ancora più complicata quando ci si trova ad affrontare un ostacolo insormontabile come quello della prospettiva della morte. Un esordio non indimenticabile ma sicuramente non banale.
VOTO: 🌟🌟🌟 (3 stelle su 5)

Babyteeth di Shannon Murphy
Babyteeth di Shannon Murphy

A herdade – La Tenuta di Tiago Guedes

È in concorso anche A herdade – La Tenuta, una sorta di Novecento portoghese diretto dal regista Tiago Guedes. Ambientato lungo due archi temporali differenti, prima nel 1973 e poi nel 1991, il film procede secondo una duplice direttiva: la progressiva caduta di un uomo e del suo ruolo di pater familias va di pari passo con il cambiamento politico del Paese, che passa attraverso la Rivoluzione dei Garofani. Al netto di alcune lungaggini, Guedes realizza con grande padronanza stilistica un affresco nel quale spiccano la scrittura e la caratterizzazione dei personaggi, in particolare del protagonista Joao, proprietario apparentemente progressista ma in realtà autoritario di una grande tenuta.
A herdade è un esempio di ottimo cinema classico, supportato dalle giuste ambizioni e con un grande respiro.
VOTO: 🌟🌟🌟 1/2 (3,5 stelle su 5)

A herdade - La Tenuta di Tiago Guedes
A herdade – La Tenuta di Tiago Guedes

ZeroZeroZero di Stefano Sollima

L’evento delle giornata è stato però sicuramente la proiezione in anteprima dei primi due episodi di ZeroZeroZero, la serie TV diretta da Stefano Sollima e tratta dal libro di Roberto Saviano (entrambi presenti al Lido). Una conferma di quanto la serialità stia diventando sempre più importante in termini di mezzi e di spettacolarità. Sollima, forte dei modelli Narcos e Gomorra, alza il tiro con una produzione ad altissimo budget e fa ancora una volta centro: i primi episodi di ZeroZeroZero colpiscono per la qualità della scrittura e per una struttura concentrica ma che abbraccia numerose angolature e diversi punti di vista. Un prodotto destinato al grande (meritato) successo.
VOTO: 🌟🌟🌟🌟 (4 stelle su 5)

Moffie di Oliver Hermanus
Moffie di Oliver Hermanus

Moffie di Oliver Hermanus

Nelle sezioni collaterali abbiamo visto Moffie (Orizzonti), film che racconta il dramma dell’apartheid attraverso la figura di un giovane omosessuale di 16 anni che è costretto a prestare il servizio militare per due anni. Un’opera con una tematica importante che però guarda con eccessiva derivazione al modello Full Metal Jacket e perde di vista quegli elementi interessanti che la contraddistinguono.
VOTO: 🌟🌟 1/5 (2,5 stelle su 5)

Boia, maschere e segreti: l’horror italiano degli anni sessanta
Boia, maschere e segreti: l’horror italiano degli anni sessanta

Boia, maschere e segreti: l’horror italiano degli anni sessanta di Steve Della Casa

Boia, maschere e segreti: l’horror italiano degli anni sessanta (Classici – Non Fiction) è invece un documentario molto filologico su un genere che è stato di punta per il cinema italiano. Un film per appassionati che ha il pregio della sintesi nel raccontare quelle che sono state le coordinate tematiche, gli aspetti stilistici e le novità di un filone che ha portato alla ribalta il genio di Mario Bava e di Riccardo Freda e il fascino di Barbara Steele.
VOTO: 🌟🌟🌟 (3 stelle su 5)

Sergio