Vivarium

Vivarium recensione [Anteprima]

Vivarium recensione film di Lorcan Finnegan con Imogen Poots, Jesse Eisenberg, Danielle Ryan, Jonathan Aris, Eanna Hardwicke e Senan Jennings

Gemma (Imogen Poots) e Tom (Jesse Eisenberg) in Vivarium sono una giovane coppia che cerca da mesi la casa perfetta ma non riescono a trovare nulla che soddisfi le loro aspettative. Un giorno, accompagnati da uno strano e sinistro agente immobiliare, visitano il complesso residenziale di Yonder dove tutto sembra visivamente perfetto per una vita ideale, ma le case e le strade sono inquietantemente identiche e cercando quella dei sogni la coppia finisce per trovare il peggior incubo. Ora vivono intrappolati nel n. 9 di questo quartiere da cui è impossibile uscire.

Le strade sono vuote, nessuno vive lì tranne loro due. Non c’è nulla intorno a loro e per quanto provino ad allontanarsi dall’odiosa n. 9, ritornano sempre al punto di partenza. Ma non è tutto, una mattina appare misteriosamente un bambino in una scatola, nella quale c’è scritto che solo crescendolo, come genitori surrogati, potranno riottenere la libertà.

Vivarium di Lorcan Finnegan con Imogen Poots e Jesse Eisenberg
Vivarium di Lorcan Finnegan con Imogen Poots e Jesse Eisenberg
Imogen Poots in Vivarium
Imogen Poots in Vivarium

Il rapporto tra i protagonisti si deteriora mano a mano, mentre affrontano questa nuova realtà in modi diversi. La convivenza forzata prende il sopravvento a livello psicologico e l’ossessione di Tom di scoprire una via di uscita lo porta a scavare compulsivamente una buca in giardino, divenendo il suo unico scopo personale.

Vivarium è disturbante, claustrofobico ed angosciante, un vero incubo con un bambino in braccio; ci porta in un ambiente totalmente confuso per i protagonisti, apparentemente innocuo ma terrificante. Il regista irlandese Lorcan Finnegan descrive nel film l’odio del ripetitivo, della perfezione superficiale e della mancanza di originalità con le stesse case assiepate l’una all’altra e, paradossalmente, quest’ambiente ripetitivo conferisce originalità alla trama esasperante proposta dal regista.

Jesse Eisenberg e Imogen Poots
Jesse Eisenberg e Imogen Poots
Senan Jennings in Vivarium
Senan Jennings in Vivarium

Un film che farà riflettere su molti aspetti della nostra vita attraverso le sensazioni di questa coppia intrappolata, con la quale non sarà difficile identificarsi, soprattutto in questi tempi in cui tutti viviamo una situazione di forzato isolamento nelle nostre case.
Il terrore non arriva sotto forma di fiotti di sangue ma attraverso una corposa dose di oppressione psicologica, l’atmosfera soffocante ed esasperante è il punto di forza che sapientemente trova il suo climax alla fine, in cui lo spettatore diventa partecipe dell’angoscia vissuta dai protagonisti.

L’atmosfera è kafkiana, la scenografia ricorda Magritte con le sue strutture calde ma disumanizzate e le sue nuvole formalmente perfette, ed Hopper in alcune pose e nei colori pastello. Tutto concorre a rendere lo spettatore nudo, l’osservatore di un meccanismo di cui non si rivela lo scopo.

Vivarium non fornisce risposte – cosa che nel cinema non è richiesto né necessario – ma sicuramente fa sorgere interrogativi che appartengono all’esistenza di ognuno di noi.

Gabriela

Sintesi

Vivarium di Lorcan Finnegan è disturbante, claustrofobico ed angosciante, semina terrore attraverso l'oppressione psicologica esercitata in un'atmosfera kafkiana soffocante ed esasperante, facendo sorgere interrogativi che appartengono all’esistenza di ognuno di noi.

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