Speravo de morì prima - La serie su Francesco Totti

Speravo de morì prima – La serie su Francesco Totti recensione serie TV con Pietro Castellitto e Greta Scarano [Sky Anteprima]

Speravo de morì prima – La serie su Francesco Totti recensione serie TV diretta da Luca Ribuoli con Pietro Castellitto, Greta Scarano, Gian Marco Tognazzi, Monica Guerritore, Giorgio Colangeli, Primo Reggiani

Speravo de morì primaPer chi è di Roma (ma anche per chi non lo è), Francesco Totti è diverse cose: un simbolo, un talento, per i romanisti è “l’ottavo re di Roma, ma per tutti è una bandiera, una delle ultime del calcio amato da tutti.

Con gli anni, il concetto di “bandiera” per una squadra è cambiato molto e sono pochissime quelle che ricordiamo, tra cui Gianluigi Buffon, Paolo Maldini, Alessandro Del Piero e Alessandro Nesta. Era quel calcio sanguigno, in cui, durante un derby o un match importante, le città si fermavano per almeno 90 minuti.

Oggi il concetto di “bandiera” è andato a scemare, ma alcuni giocatori sono rimasti nel cuore dei tifosi.

Tra questi, ovviamente Francesco Totti, simbolo dell’AS Roma, amato dai tifosi alla follia. Una follia così grande che ha accompagnato la carriera di quel “numero 10” dall’esordio fino al suo grande addio lo scorso 30 giugno 2017, dopo 27 anni di carriera, solamente con la maglia giallorossa.

Speravo de morì prima - La serie su Francesco Totti recensione serie TV con Pietro Castellitto
Pietro Castellitto (Credits: Maila Iacovelli-Fabio Zayed/Sky)

Greta Scarano
Greta Scarano (Credits: Maila Iacovelli-Fabio Zayed/Sky)

Su Francesco Totti è stato detto e scritto molto: lo scorso anno, ad esempio, è uscito Mi chiamo Francesco Totti, documentario sul calciatore, diretto da Alex Infascelli. Il documentario, accompagnato dalla voce narrante dello stesso Totti, ha ripercorso tutte le tappe principali della sua vita, dalla nascita fino al suo grande addio al mondo del calcio.

Ma a quanto pare, un documentario non era abbastanza per raccontare la sua vita.

Quindi ecco arrivare la miniserie Speravo de morì prima (il titolo è dato da uno striscione esposto durante il suo addio al mondo del calcio, diventato simbolo del lutto per la tifoseria romanista). La miniserie è stata diretta da Luca Ribuoli ed è basata sull’autobiografia Un capitano, scritta da Paolo Condò, in collaborazione con lo stesso Francesco Totti.

La miniserie è incentrata sugli ultimi due anni di carriera di Francesco Totti all’AS Roma, due anni turbolenti per il giocatore, a causa del suo rapporto tumultuoso con l’allenatore Luciano Spalletti.

Speravo de morì prima - La serie su Francesco Totti recensione serie TV con Pietro Castellitto
Speravo de morì prima – La serie su Francesco Totti (Credits: Maila Iacovelli-Fabio Zayed/Sky)

Nel ruolo di Francesco Totti abbiamo Pietro Castellitto, già criticato duramente per la sua poca somiglianza col giocatore.
Nel ruolo di Ilary Blasi troviamo Greta Scarano e in quello di Luciano Spalletti abbiamo Gianmarco Tognazzi.
Completano il cast Monica Guerritore (Fiorella Totti), Giorgio Colangeli (Enzo Totti), Gabriel Montesi (Antonio Cassano), Marco Rossetti (Daniele De Rossi), Alessandro Bardani (Angelo Marrozzini), Primo Reggiani (Giancarlo Pantano) e Massimo De Santis (Vito Scala).

Come detto, la serie è incentrata sugli ultimi due anni della carriera di Totti all’AS Roma, anni difficili per lui, dato il suo rapporto difficile con Spalletti, ma anche per i tifosi e la società. Fin da subito vediamo lo scontro tra il giocatore e l’allenatore, uno scontro dato da un atteggiamento non del tutto benevolo del mister, nonostante fossero molto amici durante la sua prima panchina alla Roma. Vediamo il ritorno di Spalletti alla Roma e quello scontro col Capitano, uno scontro che ha diviso i tifosi e la città intera. Non erano tempi facili per la squadra, poiché aleggiava il malumore, pompato anche dalla stampa, con titoloni sui giornali che mettevano i due uno contro l’altro.

Gian Marco Tognazzi
Gian Marco Tognazzi (Credits: Maila Iacovelli-Fabio Zayed/Sky)

Nonostante la serie sia incentrata prevalentemente sugli ultimi due anni di carriera di Totti, vediamo anche numerosi flashback: alcuni episodi della sua infanzia, quando giocava con gli altri bambini del quartiere, oppure all’inizio del suo successo, quando fu costretto a trasferirsi, all’età di 24 anni, con la sua famiglia, per la troppa fama.

Nel corso della serie vediamo il Totti giocatore, sempre più abbattuto dalla lite con Spalletti e frustrato per la panchina e il Totti uomo, intriso di dubbi sul suo ritiro definitivo dal mondo del calcio.

Ciò che si nota, già dai primi minuti, è sicuramente l’ironia e l’autoironia di cui è intriso il racconto. Ci sono diversi episodi che ci fanno sorridere, non solo per la semplicità del personaggio, che rimane “il ragazzetto a cui basta tirare due calci al pallone per essere felice”, ma anche per le modalità del racconto.
Fra questi episodi, c’è quello in cui ad un giovane Francesco Totti viene preso il viso da Papa Giovanni Paolo II. Qui il protagonista afferma di avere avuto un “tocco divino” nella sua carriera grazie a quell’episodio, il momento è condito anche da cori angelici e farà sicuramente sorridere lo spettatore.

Greta Scarano
Greta Scarano (Credits: Maila Iacovelli-Fabio Zayed/Sky)

Oltre a Francesco Totti, abbiamo diverse figure chiave nella serie: Luciano Spalletti, la controparte del protagonista, che costringe il giocatore sempre alla panchina. Con lui vediamo gli scontri più violenti, una sorta di specchio accusatore, che fa riflettere Totti sul suo ritiro. Ilary Blasi, la moglie del giocatore: si mostra come la coscienza del protagonista, è la donna che lo ama, ma che riesce comunque a metterlo in riga.

I genitori e gli amici di Francesco rappresentano la sua infanzia, la sua famiglia, i suoi fan più accaniti. Qualsiasi cosa succeda, loro sono lì a difenderlo, anche quando molti tifosi danno ragione all’allenatore. Antonio Cassano: come sappiamo si tratta di un personaggio essenziale nella vita del Capitano, come spesso affermato da lui stesso. Nel terzo episodio scopriamo i motivi della loro disputa, ma anche il profondo affetto che li lega.

La regia della serie è semplice e dinamica, molto adatta ad un pubblico giovanile, ma che riesce ad attirare anche quella parte di pubblico più adulta. I salti temporali, così come l’inserimento di scene di archivio, sono molto fluidi e accompagnano la narrazione, che rimane piacevole e divertente.

Massimo De Santis e Pietro Castellitto sono Vito Scala e Francesco Totti
Massimo De Santis e Pietro Castellitto sono Vito Scala e Francesco Totti (Credits: Maila Iacovelli-Fabio Zayed/Sky)

Bisogna fare un particolare focus sul lavoro di Pietro Castellitto, nei panni di Totti. Nonostante le critiche sterili sulla sua poca somiglianza col Capitano, Castellitto riesce a fare un lavoro eccelso, grazie ad un particolare studio del giocatore. Castellitto riesce a regalarci un Totti stanco e abbattuto a causa dei suoi dubbi per il ritiro, ma che non perde mai quel luccichio negli occhi quando parla della Roma e del calcio. Le espressioni e la voce dell’attore riescono a rappresentare perfettamente il Capitano della Roma, senza diventare una mera imitazione.
Castellitto ha anche affermato:

Quando mi hanno proposto il ruolo di Francesco ho pensato al desiderio di renderlo felice, più che sentire il peso della responsabilità. Sono cresciuto con il suo poster in camera e andavo allo stadio a vedere la Roma: l’idea di interpretarlo mi ha disorientato, mi ha fatto capire che ero cresciuto.

Speravo de morì prima si mostra come un prodotto fresco e giovanile, che si adatta al pubblico in modo trasversale, attirando tifosi e non tifosi. La serie ci mostra il lato umano di Francesco Totti, una bandiera indimenticabile per l’AS Roma e per la Città Eterna.

La serie sarà disponibile su Sky e su Now TV a partire dal 19 marzo 2021.

Sintesi

Con ironia e leggerezza Speravo de morì prima racconta la "morte in vita" della leggenda della Roma e del calcio mondiale Francesco Totti, mostrandoci il lato umano del Capitano attraverso una storia che va oltre lo sport per rivolgersi ad un pubblico trasversale.

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