Red Rooms

Red Rooms recensione film di Pascal Plante con Juliette Gariépy [Fantàsia Festival]

Avvincente thriller processuale con una suspense ben orchestrata: dal Fantàsia Festival la recensione di Red Rooms di Pascal Plante

Red Rooms recensione film di Pascal Plante con Juliette Gariépy, Laurie Babin, Elisabeth Locas, Maxwell McCabe-Lokos, Natalie Tannous, Pierre Chagnon e Guy Thauvette

Negli ultimi anni, in maniera più massiccia, il cinema ha indagato il fenomeno che sta dietro alle telecamere di sicurezza e di sorveglianza (ne avevamo scritto a proposito anche dell’ottimo film Home Invasion di Graeme Arnfield, qualche tempo fa).

Red Rooms difatti, già a partire dal titolo – in originale Les chambres rouges – si innesta proprio nel filone cinematografico governato da cellulari, telecamere e piccoli schermi. Questa volta a farla da padrone ci sono le webcam e, in particolare, quella della protagonista, che con il passare del tempo assorbe la ragazza fino a inglobarla dentro l’obbiettivo della camera, come se fosse un Videodrome 2.0. Dove prima c’era la televisione, ora c’è lo schermo del pc.

L’opera seconda del regista di Nadia, Buttlerfly (che avrebbe dovuto essere presentato al festival di Cannes nel 2020, ma purtroppo è rimasto solo tra i film selezionati, e nulla più) non solo mette in scena il rapporto tra gli schermi e le persone che li utilizzano, ma inoltre persegue una linea narrativa volta a esplorare un tema più specifico. Il film evidenzia un dato inquietante e tutt’ora attuale: nelle red rooms – o, più comunemente, nelle chat d’incontro poco sicure – molto spesso si può fare la conoscenza di persone che come unico scopo hanno quello di recare ogni forma di male possibile al malcapitato di turno.

Si leggono spesso cose terribili e ci si domanda altrettanto frequentemente come si sia arrivati a ciò. È davvero impossibile fermare questo circolo vizioso pericolosissimo?

Il regista Pascal Plante vuole essere il più chiaro possibile: questa problematica esiste e diventa sempre più presente, e bisogna fermarla a tutti i costi. Chi commette violenza fisica o verbale attraverso qualsiasi strumento va condannato, non può restare impunito.

Red Rooms recensione film di Pascal Plante con Juliette Gariépy
Red Rooms di Pascal Plante con Juliette Gariépy presentato al Fantàsia Festival (Credits: H264 Distribution, Entract Films, ESC Distribution)

Red Rooms si dimostra essere un film interessante proprio perché senza alcuna remora incalza sul tema, non facendo sconti a nessuno. Esiste si un colpevole, ma a far paura sono più i complici o i semplici spettatori, che non fanno nulla per arginare questo raccapricciante fenomeno.
Nel frattempo c’è anche in corso un processo e una corte suprema che deve di emettere il proprio verdetto incontrovertibile.

In questo discorso è un fattore importante seguire passo dopo passo gli occhi della protagonista Kelly-Anne affascinata per certi versi morbosamente dal caso giudiziario in questione (interpretata magnificamente da Juliette Gariépy). È lei che consente allo spettatore di non perdere il filo del discorso, concentrandosi, come del resto il pubblico, sulla ricerca della verità, quella che potrebbe ribaltare le sorti di un destino già ampiamente compromesso. La prova dell’esistenza di un video segreto potrebbe rappresentare un  punto di svolta.

Nell’opera di Pascal Plante non mancano alcune ingenuità, ad esempio una durata alla  non giustificata rispetto alla storia proposta e un dislivello nei toni e nei modi; troppo spesso si passa da un cinema ricercato ad uno più grezzo. Nonostante ciò, Red Rooms è un thriller processuale piacevole e a suo modo ben orchestrato, dove si vede la mano di un regista decisamente in gamba. Il finale è davvero mozzafiato ed incredibilmente glaciale.

Red Rooms è stato presentato da poco al Karlovy Vary Film Festival e a brevissimo al Fantàsia Festival; speriamo che il suo percorso festivaliero non si esaurisca in breve tempo. Il distributore internazionale ci ha riferito che sta trattando per una distribuzione italiana. Nulla è ancora detto.

Sintesi

Red Rooms è un avvincente thriller processuale. La suspense è ben orchestrata e si concentra più sui complici e sugli spettatori che sul colpevole stesso, rendendo la pellicola di di Pascal Plante interessante ed inquietante.

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