Quentin Tarantino e le sue donne: i migliori personaggi femminili [Throwback Thursday]

Tarantino e le donne: il cineasta ha sempre messo al centro delle sue narrazioni donne forti e indipendenti, ricche di sfaccettature. Vediamo i migliori personaggi femminili di Quentin Tarantino

Nel cinema di Tarantino ci sono diversi elementi onnipresenti: la violenza, il sangue (tanto sangue), un particolare feticismo per i piedi e le donne. Il regista, nel corso della sua carriera, ha sempre esplorato la psiche femminile, creando dei personaggi diventati iconici.

Cosa hanno queste donne in comune? Forse tutto o forse niente, ma possiamo sicuramente affermare che in loro viene declinata la forza femminile in diverse forme e, nella maggior parte delle volte, si tratta di personaggi in cerca di vendetta.

I migliori personaggi femminili di Quentin Tarantino

Mia Wallace in Pulp Fiction (1994)
Mia Wallace in Pulp Fiction (1994)

Mia Wallace (Pulp Fiction)

Film del 1994, da molti considerato il manifesto del cinema di Tarantino, dove il regista inserisce tutti i suoi tratti più riconosciuti: trame intrecciate, violenza, riferimenti alla cultura pop e salti temporali nella narrazione.
In Pulp Fiction abbiamo il personaggio di Mia, interpretato magnificamente da Uma Thurman, alla sua prima collaborazione col regista. Mia è la moglie del capo, bella quanto annoiata dalla vita e pericolosa. Tra le scene più iconiche del film c’è il suo ballo con Vincent Vega (John Travolta) sulle note di Chuck Berry, per poi quasi morire per overdose.
Il personaggio di Mia, nonostante abbia un ruolo piuttosto relegato al cliché (“la donna del capo”) riesce a scardinare questo stereotipo anche attraverso il suo abbigliamento, composto da un semplice pantalone nero e una camicia bianca.
Il rovesciamento degli stereotipi, il suo fascino imperturbabile e la sua pericolosità rendono Mia uno dei personaggi femminili migliori di Tarantino, se non del cinema, grazie ad una grandiosa interpretazione da parte della Thurman.

Uma Thurman in Kill Bill vol. 1
Uma Thurman in Kill Bill vol. 1

Beatrix Kiddo (Kill Bill)

Non possiamo pensare al cinema di Tarantino senza che la nostra mente vada verso Kill Bill e la sua protagonista Beatrix Kiddo, sempre interpretata da Uma Thurman. L’attrice è stata anche una delle creatrici del personaggio insieme al regista, durante la produzione di Pulp Fiction.
Beatrix è un’assassina di professione e, prima di sposarsi, viene ridotta in fin di vita dal suo capo ed ex compagno e da quelle che erano le sue colleghe. Dopo quattro anni di coma, Beatrix si mette alla ricerca degli esecutori di quel massacro di cui è stata vittima, per cercare la sua vendetta.
Il personaggio di Uma Thurman è uno dei personaggi femminili più complessi e ricchi del cinema di Tarantino: parliamo sicuramente di un’antieroica, che passa sopra a tutto e tutti per avere la sua vendetta.
Oltre alla scene di combattimento, per le quali l’attrice si è allenata per mesi, la sua forza sta proprio in quello sguardo che ricerca vendetta nei confronti di chi le ha tolto la felicità, una vita normale, una figlia. Ma la scena finale, l’ultimo incontro con Bill, è il momento in cui Beatrix mostra tutta la sua forza, non quella fisica, bensì quella emotiva, passando dalla donna a cui è stato portato via tutto a colei che ha compiuto la sua vendetta.

Shosanna Dreyfus in Bastardi senza gloria (2009)
Shosanna Dreyfus in Bastardi senza gloria (2009)

Shosanna Dreyfus (Bastardi senza gloria)

Passiamo al 2009 con la pellicola ucronica sulla Seconda Guerra Mondiale di Tarantino: Bastardi senza gloria.
Uno dei personaggi femminili simbolo di questo film è sicuramente quello di Shosanna (Mélanie Laurent), una giovane ebrea scappata dal massacro della sua famiglia da parte del colonnello tedesco Hans Landa (Christoph Waltz). Dopo essere scappata riesce a rifarsi una vita a Parigi, grazie anche agli zii che le hanno lasciato in eredità una sala cinematografica, ma è qui che escogita la sua vendetta.
Shosanna è la protagonista di uno dei filoni del film ed è la personificazione della vendetta, volendosi vendicare di Hans Landa, per aver ucciso la sua famiglia, ma anche dei nazisti, colpevoli di tanto orrore.
Nonostante la rabbia e la vendetta prendano il controllo di Shosanna, la donna è anche estremamente fragile e la sua vulnerabilità viene mostrata tutta nella scena dell’incontro con la sua nemesi, Hans Landa, un incontro memorabile e pieno di tensione.
“E voglio che guardiate bene in faccia l’ebrea che vi ucciderà”, così si chiude la vendetta di Shosanna che non vendica solo sé stessa e la sua famiglia, ma anche un intero popolo.

I migliori personaggi femminili di Quentin Tarantino
Daisy Domergue in The Hateful Eight (2015)

Daisy Domergue (The Hateful Eight)

In una pellicola popolata totalmente da uomini, si staglia il personaggio di Daisy, interpretato da Jennifer Jason Leigh (peraltro è l’unica interprete ad ottenere una nomination in questa pellicola).
Ci troviamo nel 1877 e un gruppo di persone si ritrovano nell’emporio di Minnie, mentre fuori infuria la bufera.
Daisy è una criminale e su di lei pende una taglia di 10mila dollari: prigioniera del boia John Ruth (Kurt Russell), cerca con tutte le sue forze di liberarsi dalle catene e scappare.
Daisy si staglia sugli altri personaggi, tutti maschili, mostrando la sua determinazione e ribellione alla prigionia. Il suo temperamento non la salverà dalle brutalità di cui è vittima e dal tragico finale, ma attua comunque la sua vendetta, portando alla morte il suo boia.
Si tratta sicuramente di uno dei personaggi femminili più sottovaluti nella filmografia di Tarantino, ma che non ha nulla da invidiare agli altri per tempra e carattere.

Sharon Tate in C'era una volta a... Hollywood (2019)
Sharon Tate in C’era una volta a… Hollywood (2019)

Sharon Tate (C’era una volta a… Hollywood)

Arriviamo all’ultima fatica del nostro Quentin con la Sharon Tate di Margot Robbie in C’era una volta a… Hollywood.
Qui, a differenza degli altri film del regista, Margot Robbie interpreta un personaggio reale e veramente esistito, dallo sfortunato destino, terminato quella notte a Cielo Drive.
Come ben sappiamo il finale è profondamente diverso e Sharon Tate si salva, ma il suo personaggio, seppur con un minutaggio minore rispetto ai suoi colleghi Pitt e DiCaprio, buca lo schermo e ci colpisce al cuore.
La Tate di Tarantino viene rappresentata come una figura angelica, un’anima candida che si muove in una Hollywood sporca e corrotta. Questo lo constatiamo soprattutto nei comportamenti che adotta, come il ballare da sola nella sua stanza oppure quando va al cinema a vedere un suo film ed è felice che la sua performance piaccia al pubblico.
Lo scarso minutaggio non sminuisce l’interpretazione della Robbie (peraltro perfetta, sia per quanto riguarda l’incredibile somiglianza fisica e sia per l’interpretazione stessa), anzi, la pone come impeccabile contrapposizione alle azioni dei due protagonisti, la cui vita si snoda nella peccaminosa Hollywood della fine degli anni Sessanta.

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