Qualcosa di Meraviglioso

Qualcosa di meraviglioso recensione

Qualcosa di meraviglioso recensione del film di Pierre-François Martin-Laval con Gérard Depardieu, Isabelle Nanty, Assad Ahmed e Mizanur Rahaman

Anche i cuori più duri rimarranno colpiti dalla storia, vera, di Fahim Mohammad, interpretato dall’esordiente Ahmed Assad, e suo padre, Nura Mohammad (Mizanur Rahaman), che nel maggio del 2011 emigrano in Francia per scappare dalla loro terra natia, il Bangladesh, che riservava loro una vita piena di pericoli; dopo mesi di situazione precarie nel paese europeo, durante i quali Fahim inizia a frequentare la scuola di scacchi di Sylvain Charpentier (Gérard Depardieu), che dopo un primo approccio diffidente e sprezzante costruirà un solido rapporto con il ragazzo, padre e figlio rischiano l’espulsione dalla Francia, ma a seguito della vittoria di Fahim al campionato francese di scacchi la situazione si ribalta e la famiglia Mohammad riuscirà ad avere il proprio riscatto ricongiungendosi in Francia con la possibilità di vivere una vita normale.

Il film, tratto dal libro autobiografico Un re clandestino: la mia storia vera scritto proprio da Fahim insieme al suo insegnante di scacchi Xavier Parmentier, è diretto da Pierre-François Martin-Laval, che ha avuto la capacità di farci mettere nei panni di un emarginato sociale e di farci sperimentare le difficoltà e le sofferenze che queste persone, spesso, sono costrette ad affrontare.

Gérard Depardieu e Assad Ahmed
Qualcosa di meraviglioso di Pierre-François Martin-Laval con Gérard Depardieu e Assad Ahmed

Qualcosa di meraviglioso recensione
Qualcosa di meraviglioso

La narrazione risulta molto realistica e non sovraccarica di drammaticità gli eventi riportati: oltre alle situazioni di degrado del paese di origine dei protagonisti e di rifiuto e squallore vissuti nel paese d’accoglienza, la storia scorre in maniera piacevolmente fluida grazie alla comicità del burbero insegnante di scacchi, la spontaneità dei ragazzi, che si dimostra essere un linguaggio universale e senza frontiere, e le gag del padre di Fahim con Mathilde (Isabelle Nanty), la segretaria della scuola di scacchi, a causa delle incomprensioni linguistiche.

Qualcosa di meraviglioso mostra il lato umano delle vicende a cui assistiamo quotidianamente; ci ricorda che l’amore e le preoccupazioni di un padre verso il figlio sono le stesse ovunque e rappresenta i due lati della cultura occidentale di fronte al tema dell’immigrazione: l’indifferenza e il disprezzo verso ciò che è diverso, da un lato, interpretato da Gérard Depardieu all’inizio della vicenda, e l’empatia e l’apertura nei confronti dello straniero interpretato da Isabelle Nanty durante tutto il film, dall’altro.

Inoltre, l’opera invita a riflettere sull’applicazione delle leggi che regolano l’esilio e il diritto d’asilo: dovremmo davvero interpretarle alla lettera ed espellere un bambino e suo padre?

Gérard Depardieu
Gérard Depardieu

Isabelle Nanty
Isabelle Nanty

Sintesi

Tratto dal libro autobiografico Un re clandestino: la mia storia vera, Pierre-François Martin-Laval racconta la vera storia del rifugiato campione di scacchi Fahim Mohammad, ricordandoci che l’amore e le preoccupazioni di un padre verso il figlio sono le stesse ovunque e rappresentando i due lati della cultura occidentale di fronte al tema dell’immigrazione: da un lato l’indifferenza e il disprezzo verso ciò che è diverso, dall'altro l’empatia e l’apertura nei confronti dello straniero.

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