Mi chiedo quando ti mancherò

Mi chiedo quando ti mancherò recensione film di Francesco Fei con Beatrice Grannò [Anteprima]

Mi chiedo quando ti mancherò recensione film di Francesco Fei con Beatrice Grannò, Claudia Marsicano, Dragan Misviski e Marusa Maier

Mi chiedo quando ti mancherò di Francesco Fei, ispirato al libro del 2003 Wonder When You’ll Miss Me di Amanda Davis, è appena uscito nelle sale distribuito da Istituto Luce Cinecittà. Sono Beatrice Grannò e la sua collega Claudia Marsicano le vere scoperte di questo film, due giovani attrici cresciute insieme a questa pellicola e che si muovono ora verso nuovi orizzonti nell’ambito cinematografico. Purtroppo, l’ottima performance delle due protagoniste non basta a salvare il film.

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Trama, in breve: Amanda (Beatrice Grannò) è alle prese con un’adolescenza particolarmente complessa e, come ogni ragazzina un po’ sfigata (i compagni la definiscono “flaccida”), non può che fidarsi del primo ragazzo che le dimostri un po’ di gentilezza. Ma il mondo non è tutto rose e fiori, cosa che Amanda dovrebbe aver già notato, e le spine pungono subito: l’essere invitata a una festa di coetanei da questo ragazzo è un po’ la farfalla che, nella legge di Murphy, sbatte le ali e causa un’inondazione. La vita di Amanda è un disastroso gioco del domino che la porta a unirsi a un circo prima di trovare il coraggio di tornare indietro, a casa.

Beatrice Grannò
Beatrice Grannò

Beatrice Grannò e Claudia Marsicano
Beatrice Grannò e Claudia Marsicano (Credits: Istituto Luce Cinecittà)

Un libro del 2003 e un film in lavorazione da circa otto anni: cosa può andare storto? Tanto. Se alcune tematiche sono incredibilmente attuali, altre sono state viste talmente tante volte da rendere il film prevedibile passo dopo passo.

Se quella subita da Amanda non può, forse, essere definita violenza sessuale (la domanda da porsi è: il consenso resta tale se arriva solo dopo una lunga insistenza?), il racconto della ragazzina messa in disparte che ottiene le attenzioni del figo della scuola solo per una scommessa è vecchio come il mondo; la metamorfosi caratteriale a cui Amanda va incontro procede di pari passo con una metamorfosi fisica (da “flaccida” a snella) che se probabilmente non è stata intesa come grassofobica (anche perché conseguenza di un disturbo mentale) può essere recepita come tale insieme alla creazione dell’alter ego di Amanda, La Cicciona, il personaggio di Claudia Marsicano. Quando Amanda scappa le viene rubato lo zaino… neanche a farlo di proposito, da un gruppetto di ragazzi dell’est, dei circensi. Anche questa, una narrativa già vista, stereotipica e in parte dannosa. Ah, gruppetto di ragazzi dell’est di cui fa parte il ragazzo che prima la tratterà “male” e poi si prenderà una bella cotta per lei. Qualcosa di mai visto prima, non è forse così?

Beatrice Grannò riesce a interpretare perfettamente la repulsione di Amanda nei confronti del cibo, che non è evidente, ma mostrata in un piccolo crescendo di gesti nei confronti del cibo stesso e della Cicciona; riesce a interpretare anche l’ansia sociale del personaggio, sia prima che dopo la “metamorfosi”, in una comprensione del personaggio che ci ha ricordato gli attori che, a Broadway, interpretano il ruolo di Evan Hansen in Dear Evan Hansen e, nello specifico, in Words Fail, la canzone più complessa dell’intera traccia.

Mi chiedo quando ti mancherò recensione film di Francesco Fei con Beatrice Grannò
Beatrice Grannò e Dragan Misviski

Mi chiedo quando ti mancherò recensione film di Francesco Fei con Beatrice Grannò
Claudia Marsicano (Credits: Istituto Luce Cinecittà)

Il personaggio di Claudia Marsicano, all’inizio, ci aveva lasciato “l’amaro in bocca”, perché la solita ragazza sovrappeso fissata con il cibo e con un modo di fare un po’ osé, ma si è poi rivelata per quella che è, l’esorcizzazione dei problemi di Amanda, “il suo coraggio”, come ha commentato la stessa attrice.

Mi chiedo quando ti mancherò è stato girato tra Milano, la Sardegna e la Slovenia nel corso di un mese, e Francesco Fei ha deciso, come regista, di incentrare il tutto sulle performance delle attrici protagoniste prima che sul paesaggio, una scelta saggia data l’espressività di entrambe e la loro capacità di condividere lo schermo. Soprattutto agli inizi, il lavoro di camera può apparire traballante, instabile, soprattutto nei momenti che vediamo attraverso gli occhi di Amanda, e il tutto va a stabilizzarsi e farsi lineare con il tempo, assecondando il cambiamento della protagonista.

Nonostante abbia degli aspetti positivi negli attori scelti e in alcune delle tecniche utilizzate, Mi chiedo quando ti mancherò non arriva ad una sufficienza, ed è destinato a restare emblema del (molto) potenziale sprecato.

Sintesi

Due vere scoperte, le protagoniste Beatrice Grannò e Claudia Marsicano cresciute insieme a questa pellicola e che si muovono ora verso nuovi orizzonti cinematografici, non riescono a compensare appieno una narrativa già vista, stereotipica e in parte dannosa.

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