Ma recensione

Ma, la recensione
Ma, la recensione del film di Tate Taylor con Octavia Spencer e Diana Silvers

Ma è l’ultimo prodotto della casa di produzione Blumhouse: ecco la recensione del film di Tate Taylor con Octavia Spencer,Juliette Lewis, Luke Evans, Missi Pyle, Allison Janney e Diana Silvers

Ma è l’ultimo film della Blumhouse, casa di produzione di successo, che ha sfornato recentemente film come Get Out e Halloween.
Uno dei cavalli di battaglia della Blumhouse, ultimamente, è un genere che mescola l’horror al thriller, il tutto con un sottotesto sociale.

Il film si svolge in una cittadina dell’Ohio, nella quale tornano Erica Thompson (interpretata da Juliette Lewis) e la figlia adolescente Maggie (Diana Silvers).
Maggie fa subito amicizia con altri coetanei del luogo ed insieme decidono di bere qualcosa di nascosto.
Per poter comprare l’alcol, si rivolgono a Sue Ann (interpretata da Octavia Spencer), una donna che, all’apparenza, è gentile e cordiale coi ragazzi ed accetta di aiutarli, a patto che non facciano nulla di rischioso.
Ma l’aiuto di Sue Ann non si limita al comprare alcolici, la donna propone ai ragazzi di scatenarsi nel suo seminterrato, dove c’è tutto il necessario per fare baldoria.
La donna pone alcune condizioni, tra cui quella di rivolgersi a lei, chiamandola Ma.
La sua ospitalità inizia a sfociare nell’ossessione ed inizia l’incubo per i ragazzi.

Ma di Tate Taylor
Octavia Spencer in Ma di Tate Taylor
Scena di Ma (2019)
Scena di Ma (2019)

L’opera, che inizia con le migliori intenzioni proponendo una trama interessante, si perde nel suo svolgimento.
Ci troviamo di fronte ad una donna di mezza età, che soffre di solitudine e, nonostante le premesse siano poco credibili, l’esordio è convincente. Ma la sceneggiatura è piuttosto sbilanciata: l’introduzione è molto lunga ed il culmine del film arriva alle battute finali, rendendo la conclusione confusionaria e troppo affrettata.

La regia è di Tate Taylor, già regista del thriller psicologico La ragazza del treno, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo diventato caso editoriale, nel quale Taylor aveva mostrato delle ottime doti narrative.
Taylor aveva già lavorato con Octavia Spencer in The Help, film che aveva portato l’attrice a vincere l’Oscar come miglior attrice non protagonista.
Il cineasta, infatti, riesce a mostrare tutti i lati della poliedrica Spencer, che riesce a dare al pubblico una performance molto valida.

Missi Pyle e Octavia Spencer in Ma di Tate Taylor
Missi Pyle e Octavia Spencer in Ma di Tate Taylor
Octavia Spencer
Octavia Spencer

Ma è un personaggio poliedrico, possessivo e manipolatore, con un background molto interessante, che la spinge a comportarsi in maniera sadica con il gruppo di teenager.
Quello che pecca in Ma è proprio la sceneggiatura, nonostante sia dello stesso Taylor.
Gli altri personaggi, oltre Ma, sono poco caratterizzati e la trama manca di fluidità, puntando ad un inizio dal ritmo lento e ad una conclusione fatta di soluzioni banali e senza ragione di causa.

Il film rimanda la mente dello spettatore a Misery non deve morire di Stephen King, ma non ha lo stesso spessore nella trama. Chiari sono i riferimenti anche al contrappasso dantesco nelle azioni di Ma, nel punire quei ragazzi, colpevoli solamente di ricordare alla donna, i compagni che l’avevano bullizzata quando era teenager.

Ma lascia l’amaro in bocca, perché aveva una prospettiva interessante, tuttavia è troppo frettoloso e semplicistico per poter funzionare, nonostante la grande performance di Octavia Spencer, grandiosa anche nelle parti da protagonista assoluta.