Il viaggio di Fanny recensione [CheTVedi]

Il viaggio di Fanny recensione
Il viaggio di Fanny di Lola Doillon con Léonie Souchaud, Fantine Harduin e Juliane Lepoureau basato sul romanzo di Fanny Ben-Ami

Il viaggio di Fanny recensione del film di Lola Doillon con Léonie Souchaud, Fantine Harduin e Juliane Lepoureau basato sul romanzo di Fanny Ben-Ami

Stasera in TV: Il viaggio di Fanny

La scelta cinematografica di questa settimana per la rubrica CheTVedi ricade su Il viaggio di Fanny, dramma diretto da Lola Doillon che andrà in onda stasera alle 21:27 su Rete 4, interpretato dai giovani attori Léonie Souchard (Fanny), Fantine Harduin (Erika), Juliane Lepoureau (Georgette) e Cécile De France (Madame Forman).

Durante la Seconda Guerra Mondiale Fanny, le sue sorelle e un gruppo di bambini sono costretti a scappare da soli dalla furia nazista. L’unica salvezza sembra la possibilità di superare il confine ed arrivare in Svizzera. L’impresa, dura e sfiancante, li costringerà a passare attraverso la gentile custodia di qualche adulto disposto ad aiutarli.

Léonie Souchard
Léonie Souchard (Fanny), Fantine Harduin (Erika), Juliane Lepoureau (Georgette) e Cécile De France (Madame Forman)

La regista Lola Doillon riesce a trasformare nel suo terzo lungometraggio il romanzo autobiografico di Fanny Ben-Ami. La donna, sopravissuta ai fatti narrati, ha deciso di scriverne un libro e successivamente di incontrare la regista con lo scopo di rendere la sua storia un film. Viene trasmessa la dolcezza e la fragilità dei bambini che in tempo di guerra, se sopravvissuti, devono badare quasi da soli a se stessi. Ma allo stesso tempo, come voluto dalla stessa protagonista della vicenda, il vero scopo è la sensibilizzazione dei giovani di oggi ad un tema grave e drammatico come quello delle persecuzioni razziali nella Germania nazista.

Il viaggio di Fanny recensione
Il viaggio di Fanny

Nel Giorno della Memoria

La pellicola, nelle sale dal Giorno della Memoria del 2016, trova la sua forza principale sia nella capacità della regista sia nelle capacità attoriale dei giovani protagonisti. Sin dai primi minuti il dramma è presente, silenzioso nel sottofondo, sul punto di esplodere durante la narrazione. I bambini si assumono un carico gravoso non semplice da comprendere appieno. Sono costretti alla fuga, a cambiare identità, ad essere costantemente allerta, pronti ad essere trovati o traditi da un momento all’altro. L’immedesimazione e la vicinanza con i piccoli protagonisti è massima. Si trattiene il fiato per tutto il tempo nella speranza di un “lieto fine”, dove di lieto non ci sarebbe comunque poi così tanto.

Opera capace di commuovere e creare suspense narrativa, ci lascia sperare in un futuro migliore per Fanny e i suoi compagni di viaggio, con il monito di non dimenticare.

Valentina

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