Il matrimonio di Rosa

Il matrimonio di Rosa recensione film di Icíar Bollaín con Candela Peña [Anteprima]

Con leggerezza e originalità Il matrimonio di Rosa racconta un dolcissimo gesto d’amore: la recensione

Il matrimonio di Rosa recensione film di Icíar Bollaín con Candela Peña, Sergi López, Nathalie Poza, Ramón Barea, Paula Usero, Xavo Giménez e Paloma Vidal

Rosa sta correndo una maratona, il suo respiro sovrasta ogni altro rumore fino a quando sul suo tragitto non incontra i membri della sua famiglia. Le loro voci iniziano a prendere il sopravvento mentre incitano Rosa a continuare a correre. La pressione e l’inquietudine crescono sempre di più e Rosa cerca di scappare, anche dopo aver superato il traguardo, continua a correre nel tentativo di raggiungere il mare, ma sviene cadendo a terra per svegliarsi improvvisamente.

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È questo l’incipit de Il matrimonio di Rosa, leggero, divertente e commuovente melos scritto da Icíar Bollaín, al contempo regista del lungometraggio, e Alicia Luna, le quali scelgono di sfruttare al meglio gli stilemi del genere melodrammatico per raccontare una storia dolcissima.

Paula Usero
Paula Usero (Credits: Natxo Martínez/Officine Ubu)

Rosa vive a Valencia, ha quasi quarantacinque anni, lavora come sarta per una costumista e si sente persa. La figlia Lidia (Paula Usero), madre di due gemelli, vive a Manchester fingendo davanti alla madre una stabilità inesistente per non farla preoccupare anche se quest’ultima vorrebbe solo esserle d’aiuto, un aiuto che invece le è continuamente richiesto dal resto dei suoi affetti. Suo fratello Armando (Sergi López), sua sorella Violeta (Nathalie Poza), suo padre Antonio (Ramón Barea) e il suo compagno Rafa (Xavo Giménez) fanno costantemente affidamento su di lei per ogni difficoltà in cui incorrono, ma, soprattutto, per evitare responsabilità che non vogliono affrontare al fine di non dover rinunciare a qualcosa di positivo per la loro vita personale o professionale. E così Rosa si ritrova a dover costantemente mettere in secondo piano i suoi progetti e desideri fino a quando qualcosa si spezza.

Durante le prove degli abiti deve fare delle modifiche a un vestito da sposa, mentre lo adatta al corpo dell’attrice quest’ultima ripete le battute, i voti nuziali. Rosa inizia ad ascoltare un giuramento di fedeltà e rispetto, quelle parole le rammentano quanto lei non stia amando e rispettando se stessa. Tale epifania la porta a mettersi in viaggio, raggiunge un piccolo villaggio marittimo e riapre la vecchia sartoria della madre, ma soprattutto decide che ha bisogno di sancire questo nuovo percorso con una cerimonia, un matrimonio con sé stessa di cui non rivelerà la natura agli invitati mettendo in moto una serie di eventi comici esilaranti che permetteranno alla protagonista di affrontare la sua paura più grande.

Candela Peña
Candela Peña (Credits: Natxo Martínez/Officine Ubu)

Candela Peña
Candela Peña (Credits: Natxo Martínez/Officine Ubu)

Le sequenze oniriche, le soggettive, i colori e gli spazi; tutto si muove al fine di dar vita a una messa in scena che evidenzi al meglio il senso di oppressione e smarrimento di Rosa. L’importanza del melodramma risiede proprio in questo, nella sua capacità di esprimere l’emozione in forme puramente oniriche e di rappresentare la quintessenza di ciò che definiamo drammatico.

I melodrammi portano in superfice i conflitti e le strutture della psiche, un’esteriorizzazione che avviene attraverso situazioni estreme al fine di generare una retorica etica su cui il dramma si basa. Al centro de Il matrimonio di Rosa vi è infatti un nemico che la protagonista deve affrontare, ma a differenza di quanto possiamo inizialmente presumere questo nemico è lei. La sua vita a disposizione degli altri l’ha resa infelice per molto tempo, il grande amore che prova per chi la circonda la sta dilaniando perché non ne rimane nulla per lei.

Il matrimonio di Rosa recensione film di Icíar Bollaín con Candela Peña
Il matrimonio di Rosa di Icíar Bollaín con Candela Peña, Sergi López, Nathalie Poza, Ramón Barea e Paula Usero (Credits: Natxo Martínez/Officine Ubu)

Icíar Bollaín racconta una storia di amore e indipendenza a partire dalla riscrittura di una cerimonia che nel corso dei secoli ha sempre sancito per la donna il prestarsi a servizio di un altro. Rosa distrugge tutto e decide di mettere in scena il suo desiderio, lo domanda e reclama, l’unico giuramento che pronuncia è per lei e lei soltanto.

Una sarta senza ditale cuce poco e cuce male.
( Il matrimonio di Rosa)

Da bambina Rosa ricamò questa dolce frase insegnatale dalla madre su una scatola rivestita di tessuto contenente il suo primo materiale da cucito. È un monito buffo se non si è mai preso in mano ago e filo, ma nasconde in sé il cuore dell’opera. Un ditale è una barriera protettiva per creare qualcosa di bellissimo e che cos’è un gesto d’amore se non un atto di creazione.

Sintesi

Il matrimonio di Rosa è un commovente e divertente melos, in cui tutto si muove al fine di dar vita a una messa in scena che evidenzi al meglio il senso di oppressione e smarrimento della protagonista. Sfruttando al meglio la natura del melodramma, Icíar Bollaín e Alicia Luna danno vita a una storia d'amore di indipendenza che celebra il rapporto d'amore più duraturo di tutti, quello della protagonista con se stessa.

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