Chernobyl, boom di selfie sul luogo del disastro: parla Craig Mazin

Dopo la messa in onda della serie tv, a Chernobyl è stato registrato un aumento del turismo pari al 40% ma non sono mancate le polemiche.

Chernobyl, boom di selfie sul luogo del disastro: parla Craig Mazin
Chernobyl, boom di selfie sul luogo del disastro: parla Craig Mazin

In questi giorni non si fa che parlare di Chernobyl (qui la recensione): la serie tv targata Sky e HBO ha debuttato anche qui in Italia e continua a raccogliere consensi a livello globale sia da parte del pubblico che della critica. Il disastro del 1986 lo ricordiamo tutti, alcuni perché hanno vissuto direttamente il periodo di panico e le relative conseguenze di quegli anni, altri perché hanno approfittato dei libri di storia e della tecnologia per informarsi su quanto accaduto.

Chernobyl, gli influencer invadono i luoghi della tragedia

La serie tv creata da Craig Mazin ha saputo ricostruire nei minimi dettagli gli attimi subito successivi al disastro, utilizzando il giusto livello di crudezza ma anche una buona dose di sensibilità nel descrivere le sensazioni provate dai vari protagonisti della vicenda. Evidentemente tale sensibilità non è però roba da tutti, come testimoniano le tante polemiche esplose nelle ultime settimane.

Dopo la messa in onda della serie tv, a Chernobyl è stato registrato un aumento del turismo pari al 40%. Fin qui si potrebbero individuare soltanto aspetti positivi, se non fosse che moltissime persone, i cosiddetti influencer, abbiano scelto di raggiungere i luoghi del disastro per scattarsi qualche selfie, alcuni dei quali in pose a dir poco fantasiose. A tal riguardo si è espresso anche Craig Mazin, ideatore della serie tv, attraverso un post sui social:

“Molto positivo è il fatto che lo show abbia portato tantissimi turisti a Chernobyl ma sì, ho avuto modo di vedere in giro alcune foto. Se scegliete di visitare quei luoghi, ricordate che lì c’è stata una tragedia. Portate dunque rispetto per chi ha sofferto e per chi si è sacrificato”.

Qui di seguito potete invece dare un’occhiata ad alcuni dei selfie “incriminati”: