Young Royals

Young Royals recensione serie TV con Edvin Ryding e Omar Rudberg [Netflix]

Young Royals recensione serie TV Netflix creata da Lisa Ambjörn, Lars Beckung e Camilla Holter con Edvin Ryding, Omar Rudberg, Malte Gårdinger, Nikita Uggla, Pernilla August e Frida Argento

Anno 2015. Una serie televisiva norvegese dà il via a un fenomeno mondiale. Si chiama SKAM e tratta, senza la leggerezza spesso forzata dei prodotti per giovani, di tematiche pesanti come – tra le altre – il trovare la propria personalità nonostante tutto e tutti, la religione, i diversi orientamenti sessuali, il disturbo bipolare.

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Anno 2019. Esce in libreria Red, White & Royal Blue (edito in Italia per Hope Edizioni con il titolo Rosso, bianco & sangue blu), la storia d’amore tra il Principe d’Inghilterra e il First Son americano. Tra video su TikTok e recensioni appassionate il libro d’esordio dell’autrice Casey McQuinston diventa virale.

Anno 2021. Una serie televisiva svedese diventa virale su Tumblr il giorno stesso dell’uscita, e rimane tra gli hashtag più utilizzati per giorni. Ma cos’ha di tanto speciale Young Royals, serie ideata da Lisa Ambjörn, per la regia di Erika Calmeyer e la sceneggiatura congiunta di Lisa Ambjörn e Pia Gradvall?

Omar Rudberg e Edvin Ryding
Omar Rudberg e Edvin Ryding (Credits: Johan Paulin/Netflix)

Edvin Ryding, Malte Gårdinger e Nikita Uggla
Edvin Ryding, Malte Gårdinger e Nikita Uggla (Credits: Johan Paulin/Netflix)

La trama è piuttosto lineare. Wilhelm è il Principe (non ereditario) di Scozia, cosa che gli ha permesso di condurre un’adolescenza piuttosto normale. Quando si mette nei guai e un video che lo ritrae nel mezzo di una rissa diventa virale, gettando un’ombra sulla famiglia reale, la Regina ritiene che la cosa migliore da fare sia mandarlo a Hillerska, il collegio dove da anni vengono educati tutti i membri della famiglia reale e che il Principe Ereditario Erik ha lasciato da poco.

Il Principe Wilhelm (Edvin Ryding) si sente un po’ fuori posto in quel collegio, frequentato da membri dell’aristocrazia e “nuovi nobili”, nonostante la presenza di un parente alla lontana (August, interpretato da Malte Gårdinger) che dovrebbe fargli da guida e ancora da salvezza in quel nuovo ambiente.
Le cose sembrano cambiare quando Wilhelm conosce Simon (Omar Rudberg), uno studente di Hillerska che, insieme alla sorella Sara (Frida Argento), ha un motivo diverso per essere lì: per quanto possa essere elitaria, Hillerska offre comunque la possibilità di frequentare “persone comuni” come loro.

Edvin Ryding e Malte Gårdinger
Edvin Ryding e Malte Gårdinger (Credits: Johan Paulin/Netflix)

Edvin Ryding
Edvin Ryding (Credits: Johan Paulin/Netflix)

Tra Wilhelm e Simon nasce subito qualcosa, un interesse, che viene approfondito con una naturalezza difficile da trovare nei media nonostante il tentativo di normalizzazione della comunità LGBTQ+. Essere attratto da un ragazzo non risulta strano a nessuno dei due, sono due ragazzi che si innamorano, il sesso non conta più di tanto. Ed è qui che vediamo i primi punti a favore della serie: oltre alla mancata sessualizzazione dei personaggi, è assente anche la narrativa dannosa del continuo dubbio, il “Sarà naturale? Sarà solo una fase?” che ha portato molte coppie omosessuali alla rottura e ha spinto la maggior parte del pubblico LGBTQ+ a cercare un ambiente positivo per davvero, che non puntasse solo a ottenere visualizzazioni attraverso una feticizzazione, per quanto light, della comunità.

Basta questo? Certo che no, indi per cui ecco altri cinque motivi (comunque non esaustivi) per guardare Young Royals e incrociare le dita in attesa di una seconda stagione.

Magnus Roosmann, Ivar Forsling, Edvin Ryding e Pernilla August
Magnus Roosmann, Ivar Forsling, Edvin Ryding e Pernilla August (Credits: Johan Paulin/Netflix)

Young Royals recensione serie TV Netflix con Edvin Ryding e Omar Rudberg
Young Royals serie TV Netflix creata da Lisa Ambjörn, Lars Beckung (Credits: Johan Paulin/Netflix)

Young Royals: cinque motivi per amare la serie Netflix

  1. Gli attori, adolescenti, vengono ripresi “come mamma li ha fatti”, senza trucco a nascondere ogni brufolo e ogni benché minima imperfezione della pelle. Uno schiaffo alla dismorfia causata da anni di rappresentazione erronea sui media;
  2. Il personaggio sovrappeso non esiste solo perché tale. Felice (Nikita Uggla) non avrebbe proprio problemi legati al peso se non fosse per le aspettative di una madre asfissiante, con delle aspettative esagerate;
  3. Dove finisce lo stress scolastico e dove inizia il disturbo? È la domanda che si pone August, messo sotto pressione e convinto – o fintamente convinto e pronto a sfruttare tale certezza, a voi il dubbio – di soffrire di ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione Iperattività);
  4. È possibile vivere la normale vita da adolescente nonostante lo stigma e nonostante gli ostacoli di un disturbo dello sviluppo. Sara, che soffre di sindrome di Asperger, risulterà antipatica a molti, con il suo amore per i cavalli – che capisce meglio delle persone – e la sequela di scelte sbagliate, ma è facile ritrovarsi in lei, anche senza Asperger di mezzo, se mai si hanno avuti problemi di socializzazione durante gli spietati anni scolastici;
  5. È importante comunicare ed essere chiari. Se molti media, soprattutto con come target i ragazzi, giocano con i problemi di comunicazione o l’assenza della stessa (che porta quindi a mancato confronto o alla presenza di fraintesi), Young Royals presenta personaggi in grado di comunicare, di sbagliare ma cercare di chiarire, come dovrebbe essere normale (e, di nuovo, normalizzato) fare.

Sintesi

Serie svedese diventata rapidamente virale, Young Royals approccia il tema LGBTQ+ con rara naturalezza, mostrando un ambiente positivo privo della sessualizzazione dei personaggi e della dannosa narrativa del dubbio. Naturalezza che permea anche l'aspetto, la fisicità, la psicologia e i disturbi dei suoi interpreti, presentandoci finalmente personaggi in grado di comunicare con chiarezza, come dovrebbe essere nomale fare e senza giocare con distorsioni nella comunicazione.

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