Western Stars recensione [#RomaFF14]

Western Stars recensione
In Western Stars Bruce Springsteen interpreta tutte le canzoni dell'omonimo album

Western Stars recensione del film-concerto di Bruce Springsteen presentato alla Festa del Cinema di Roma

Il Viale del Tramonto. Una strada che, prima o poi, tutti sono costretti a percorrere. C’è chi la accoglie di buon grado, contento di ciò che ha portato a termine durante i suoi “anni migliori”, ma c’è anche chi non riesce proprio a dirigersi su quella via così crepuscolare. Bruce Springsteen rientra nel secondo gruppo, quello degli ostinati. Non è tanto l’uscita del suo nuovo album, Western Stars, né tantomeno il tour che sta organizzando in giro per il mondo a renderlo un “combattente dei tempi”, quanto il film/concerto/documentario che ha deciso di realizzare per lanciare nuovamente la sua figura di musicista. Noi lo abbiamo visto in anteprima alla 14° edizione della Festa del Cinema di Roma.

Bruce Springsteen in Western Stars
Bruce Springsteen in Western Stars

Rimane un po’ difficile digerire una mossa commerciale come Western Stars, principalmente per la sua natura ambigua. Il film passa dall’essere una sorta di documentario tra la vita dell’artista e il significato dietro le canzoni dell’album e un concerto privato organizzato nel suo fienile dove suona per un gruppo ristretto di amici (senza contare il centinaio di addetti ai lavori che sono stati ingaggiati per riprendere la performance). E la pellicola è così dall’inizio alla fine. È una sorta di spiegazione song-by-song dell’album girata con mezzi molto più costosi del necessario e inframezzata da esecuzioni dal vivo.

Bruce Springsteen
Bruce Springsteen durante una delle performance dal vivo nel fienile di famiglia

Ovviamente, la colonna sonora è di alto livello, trattandosi delle canzoni di Western Stars, ma l’ascolto di buona musica non distoglie lo sguardo da quanto Springsteen (che si improvvisa anche regista insieme a Thom Zimny) ha voluto creare attorno a quello che poteva essere un’ottima registrazione di un concerto live. Non c’era bisogno di annacquare il tutto con l’aggiunta di filmati di repertorio e scene girate appositamente per l’occasione. Sembra come se Bruce Springsteen avesse dubitato di poter intrattenere il pubblico cinematografico solo attraverso la sua musica, come se fosse stato insicuro e avesse voluto enfatizzare il tutto per “andare sul sicuro”. Così come è stato realizzato sembra una lettera di scuse ai fan che lo hanno supportato. Un mea culpa dove giura di essere cambiato, di essere diventato migliore di come era una volta, più maturo, meno avvezzo al “peccato”. Sembra la ricerca disperata dell’approvazione di un pubblico che, in definitiva, è ancora là fuori, pronto per fargli registrare il tutto esaurito nei maggiori stadi del mondo.

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Western Stars: Il poster