Vice – L’uomo nell’ombra recensione

Torna il regista Adam McKay con la sua satira e con la sua visione della storia americana. Ecco la recensione di Vice - L'uomo nell'ombra.

Vice - L'uomo nell'ombra
Christian Bale, Amy Adams, Steve Carell e Sam Rockwell in Vice - L'uomo nell'ombra di Adam McKay

Ormai lo conosciamo lo stile di Adam McKay: irriverente, sarcastico e provocatorio ed in Vice non tradisce il suo stile: nel suo nuovo film, vediamo cinquant’anni di storia politica americana, raccontata dagli occhi di Dick Cheney.

Dick Cheney è stato un politico americano, anche vicepresidente, durante l’amministrazione di George W. Bush.
Il film racconta la sua storia, i suoi lati oscuri e la sua personalità silenziosa, ma letale, pronta ad arrivare al proprio obiettivo, ad ogni costo.

Vice - L'uomo nell'ombra
Christian Bale, Amy Adams, Steve Carell e Sam Rockwell in Vice – L’uomo nell’ombra di Adam McKay

Nei panni di Dick Cheney vediamo il camaleontico Christian Bale, ingrassato nuovamente per il ruolo.
Oltre a Bale, nel cast stellare vediamo anche una strepitosa Amy Adams, nel ruolo di Lynne Cheney, moglie del politico, Steve Carrell nel ruolo di Donald Rumsfeld e Sam Rockwell nel ruolo di George W. Bush.

Questo cast stellare si riunisce per interpretare quattro personaggi chiave della politica americana dell’ultimo cinquantennio.
Probabilmente, a noi italiani molti di questi nomi (tolto Bush) sono ignoti, ma McKay racconta proprio la loro silenziosa letalità nel campo politico e decisionale degli Stati Uniti.

McKay si era conquistato il nostro cuore già con La Grande Scommessa, film che trattava del crack finanziario del 2008 e mantiene il suo stile anche in Vice.

Vice - L'uomo nell'ombra
Amy Adams e Christian Bale in Vice – L’uomo nell’ombra di Adam McKay

Il film è ricco di disgregazioni narrative e rotture della quarta parete, è un film amaramente ironico, che fa sorridere (o anche ridere a crepapelle) lo spettatore, ma per motivazioni amare e comunque negative: si ride dei danni che ha fatto Cheney e di come un “inetto” come lui abbia potuto fare la scalata politica, fino alla vicepresidenza, arrampicandosi anche all’immaturità politica dello stesso Bush.

McKay ci racconta la storia di un personaggio spinoso e sfaccettato, che passa da operaio elettrico del Wyoming a burattinaio della politica statunitense.

Vice - L'uomo nell'ombra
Steve Carell è Donald Rumsfeld

Bale è immenso: impersona un personaggio detestabile, ma comunque subdolo, caratterizzandolo in mille sfaccettature, ma non l’unico pezzo da novanta della pellicola. Amy Adams fa un ottimo lavoro come sempre, è perfetta nel ruolo della donna che tira i fili a Cheney per tutta la vita: il politico avrà sempre sbagliato, ma era lei a decidere.

Carrell, ormai, abbiamo imparato ad amarlo nel drammatico quanto (se non di più) nel comico ed è convincente nel ruolo di mentore prima e recluso poi; Rockwell impersona alla perfezione Bush, sia fisicamente che nella gestualità ed illumina la pellicola dal momento della sua prima apparizione.
I quattro protagonisti sono affamati di esaltare, il che rende la pellicola estremamente valida, interpretata da quattro assi.

Vice - L'uomo nell'ombra
Sam Rockwell è George W. Bush

Questo connubio tra fatti reali ed umorismo è ormai marchio di fabbrica del regista McKay. Rende delle storie che potrebbero essere noiose, delle storie interessanti, dove lo spettatore ride, ma impara anche, in una sorta di forma didattica cinematografica; senza l’ironia del regista, sembrerebbe un dramma shakespeariano.

Il film è candidato a otto Oscar, tra cui Miglior Film e Miglior Regia.
Non perdetevi Vice, il racconto di un uomo che ha cambiato la vita politica americana da dietro le quinte, che ha forzato la Costituzione, plasmandola nel modo più opportuno, il tutto visto da un regista che riesce a narrare con quel tocco d’ironia amara, che rende questa black comedy uno dei migliori film degli ultimi tempi.