Venezia Day 4: Al Lido le streghe (non horror) di Guadagnino e il ritorno del Polar

Quarto giorno della Mostra che si apre con il remake, rigorosamente non horror, di Suspiria di Luca Guadagnino, la cui recensione in anteprima da Venezia è disponibile qui.

Suspiria di Luca Guadagnino
Dakota Johnson nel remake di Suspiria

Sempre in Concorso, è stato presentato Frères Ennemis, nuova fatica del regista David Oelhoffen, già a Venezia nel 2014 con Loin des hommes. Thriller mozzafiato che omaggia il polar, il film è il classico racconto ambientato in una periferia disagiata dove a dominare è la legge del narcotraffico. In questo contesto, Manuel e Dries scelgono di prendere strade diverse, diventando l’uno criminale e l’altro poliziotto. Una storia non particolarmente nuova di collaborazione, tradimenti e vendette, che però si fonda su un’ottima gestione dei tempi e del racconto e sulle grandi interpretazioni di Matthias Schoenaerts e Reda Kateb. Un film vigoroso e disperato, degno erede di una tradizione che ci ha regalato grande cinema. (3 stelle su 5)

Frères Ennemis
Frères Ennemis, nuova fatica del regista David Oelhoffen

Nel Day 3 ci eravamo lasciati con Peterloo di Mike Leigh, la personale rivisitazione del regista inglese di uno dei più grandi massacri della storia del Regno Unito. Il film sceglie di raccontare la costruzione delle basi per la definizione della democrazia britannica e, per questo motivo, parte molto alla lontana. Per tutta la prima parte, Peterloo ripropone in maniera estenuante una serie di comizi che mettono a dura prova lo spettatore. Leigh sa girare ma, questa volta, richiede troppo e diventa progressivamente didascalico. Nel finale, il film prende quota ma a difettare è la gestione delle scene di massa. Un piccolo passo falso nella carriera di un autore che, generalmente, ha sempre convinto senza riserve.
(2 stelle su 5)

Peterloo
Peterloo di Mike Leigh

Piccola grande sorpresa della giornata La noche de 12 años, presentato nella sezione Orizzonti. Un film politico che racconta della prigionia nell’Uruguay del 1973 di tre tupamaro, rinchiusi in cella per 12 lunghi anni e sottoposti a ogni tipo di sopruso per spingerli alla follia. Il regista Alvaro Brechner riesce a dare respiro a una vicenda claustrofobica, costellando il suo lavoro di visioni angeliche e demoniache, senza mai spingere sul pedale della facile retorica. Il suo è un film asciutto, coerente e con una solida anima civile. Speriamo venga distribuito in Italia. (3,5 stelle su 5)

La noche de 12 años
La noche de 12 años di Alvaro Brechner

Nel daily di domani spazio alla serialità televisiva con L’amica geniale di Saverio Costanzo (i primi due episodi).

Sergio

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