The Last Hillbilly

The Last Hillbilly recensione film documentario di Diane Sara Bouzgarrou e Thomas Jenkoe [TFF 38]

The Last Hillbilly recensione film documentario di Diane Sara Bouzgarrou e Thomas Jenkoe con Brian Ritchie presentato al Torino Film Festival 38

Avere figli significa avere paura.
(Brian Ritchie in The Last Hillbilly)

Fuori Concorso al 38esimo Torino Film Festival, il film documentario diretto da Diane Sara Bouzgarrou e Thomas Jenkoe The Last Hillbilly si connette con tanto raro quanto prezioso tempismo all’uscita su Netflix di Elegia americana di Ron Howard, basato sul bestseller Hillbilly Elegy di J.D. Vance che racconta la crisi del sogno americano alla fine degli Anni ’90 mettendo a nudo la povertà delle regioni dei monti Appalachi nel Nord-Est degli Stati Uniti in seguito all’esaurimento dei giacimenti di carbone e alla terribile crisi dell’industria siderurgica, e i risvolti politici della protesta di quel proletariato bianco, povero e non istruito che un tempo era il motore delle industrie e dell’agricoltura, che nel 2016 pesò drasticamente sulla vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali.

Criticatissimo in patria per aver tenuto soltanto sullo sfondo il dramma sociale di una nazione intera, sviscerato invece nell’opera di J.D. Vance che è diventata simbolo della crisi del sogno americano, anche in Italia Elegia americana è stato criticato per spirito di emulazione e allineamento con la critica “ufficiale” nonostante il Kentucky, gli Hillbilly e le memorie di J.D. Vance siano a noi distanti e non abbiano influenzato la nostra cultura.

Brian Ritchie è l'ultimo Hillbilly
Brian Ritchie è l’ultimo Hillbilly

Fa che sia io a preoccuparmi in silenzio mentre loro sognano.
(Brian Ritchie in The Last Hillbilly)

Grazie al Torino Film Festival ci siamo immersi dunque con grande curiosità ed interesse nell’opera di Diane Sara Bouzgarrou e Thomas Jenkoe per poterci avvicinare a quella realtà a noi così distante e sconosciuta.

Brian Ritchie si professa l’ultimo degli Hillbilly, rivendicando con orgoglio quel termine di per sé dispregiativo destinato agli abitanti delle zone montuose degli Stati Uniti del Nord-Est, considerati ignoranti, poco istruiti, poveri, violenti, incestuosi e che vanno in giro col mulo. Ma gli Hillbilly rappresentano soprattutto le comunità autosufficienti ed indipendenti che sono state fieramente in grado di resistere alla modernizzazione della società.

The Last Hillbilly recensione film documentario di Diane Sara Bouzgarrou e Thomas Jenkoe
The Last Hillbilly film documentario di Diane Sara Bouzgarrou e Thomas Jenkoe

Ho sepolto quella parte di me che non vuole essere sepolta con te.
(Brian Ritchie in The Last Hillbilly)

Dopo essere stati pionieri indipendenti nel popolare ed arricchire le comunità rurali e montuose, aver lavorato per cento anni nelle miniere di carbone e aver alimentato sia l’industria che l’agricoltura, dopo tre generazioni di lavoratori adesso gli Hillbilly sono ridotti allo stremo, ignoranti e disoccupati che si ostinano a non abbandonare quelle terre dimenticate da Dio e dallo Stato.

Vittime generazionali dell’abuso di droghe come suboxone e metadone dopo vite passate in miniera, gli Hillbilly hanno smesso di andare in Chiesa, buona parte di loro ha provato a fuggire dalle montagne salvo poi ritornare, incapaci di estirpare il legame con quella terra senza speranze, continuando a combattere per il destino ed il futuro dei propri figli.

The Last Hillbilly recensione film documentario di Diane Sara Bouzgarrou e Thomas Jenkoe
The Last Hillbilly film documentario di Diane Sara Bouzgarrou e Thomas Jenkoe

Sono stato l’ultimo bambino libero d’America.
(Brian Ritchie in The Last Hillbilly)

Il ritratto dipinto da Diane Sara Bouzgarrou e Thomas Jenkoe è eccezionalmente crudo ed autentico, uno sguardo intimo, ravvicinato ed emotivamente forte su uomini che hanno smesso di sperare e non riescono a ribellarsi a quella routine masochistica, tanto orgogliosi del loro lignaggio e della loro autosufficienza quanto impotenti ed incapaci di spezzare quelle catene che li legano ad un destino sempre più buio.

Quando non sono le lucide parole di Brian, disilluse, cariche di rabbia ma allo stesso tempo pacate nel confessare le sue paure per il futuro dei suoi figli e per un falso progresso che sta nuocendo alla società, Bouzgarrou e Jenkoe lasciano parlare le immagini, fortissime e spietate nel mostrare le interazioni di bambini senza futuro annullati dalla noia e dall’ozio – che Brian apostrofa come imprigionati in YouTube e sui video di display elettronici, incapaci di spegnere tutto e andare oltre – non illuminati come dovrebbe essere a quell’età dalla fantasia, dalla creatività e dal piacere della scoperta, imprigionati invece nell’alternanza tra il dormire e il camminare in mezzo ad una natura poco ospitale.

Un grido di aiuto che stringe il cuore
Un grido di aiuto che stringe il cuore

Accompagnati dalle splendide ed ipnotiche musiche di Jay Gambit e Tanya Byrne, assistiamo ad una sintesi eccezionale dei valori degli Hillbilly, dall’importanza dell’unità del clan familiare messa a rischio dai mutamenti sociali che avvengono all’esterno minando la comunità dall’interno, alla determinazione con cui preservano il loro stile di vita pur muovendosi verso un futuro sempre più incerto, fino al senso di fallimento ed impotenza provato nel non riuscire ad assicurare un futuro migliore ai propri figli, eredi di un mondo in rovina che dovranno reinventare.

Un grido di aiuto lanciato nell’oscurità che stringe il cuore.

Sintesi

Stringe il cuore The Last Hillbilly, il documentario di Diane Sara Bouzgarrou e Thomas Jenkoe che in modo eccezionalmente crudo ed autentico ci mostra uno ritratto intimo, ravvicinato ed emotivamente forte di uomini che hanno smesso di sperare, incapaci di spezzare le catene che legano loro ma soprattutto i loro figli ad un destino sempre più buio.

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