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Tár recensione film di Todd Field con Cate Blanchett [Venezia 79]

Tár recensione film di Todd Field con Cate Blanchett, Mark Strong, Noémie Merlant, Julian Glover, Sydney Lemmon, Nina Hoss, Sophie Kauer e Julian Glover

In concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, Tár di Todd Field con protagonista una maestosa Cate Blanchett porta sullo schermo la figura di Lydia Tár, direttrice (anche se per l’intera durata del film si farà chiamare Maestro) della Berliner Philharmoniker, allieva di Leonard Bernstein, prodigio della musica, compositrice, vincitrice EGOT, benefattrice – ha istituito una borsa di studio per giovani compositrici – e autrice di un libro di prossima uscita Tár on Tár, come scopriamo nell’intervista tra la protagonista e il giornalista del New Yorker Adam Gopnik in apertura del film. Una lunga lista di successi e di vittorie che mostrano al pubblico la genialità e l’unicum che costituisce Lydia Tár, non soltanto per il suo ruolo, ma anche per la passione e profonda conoscenza della musica, le cui armonie e regole plasmano anche la stessa vita della donna.

E se la sua immagine pubblica appare così rifulgente, lo stesso non si può dire del suo privato, dove la relazione decennale con la moglie, la prima violinista della Berliner Philarmoniker (Nina Hoss) e il legame con la figlioletta Petra, rischiano di essere messi a dura prova da una serie di voci che accusano Lydia di aver intrattenuto relazioni con giovani studentesse, abusando del suo potere, con conseguenze più gravi di quanto si possa pensare.

Cate Blanchett in Tár
Cate Blanchett in Tár (Credits: Focus Features)

Tár – luci e ombre di un’artista

Ma il magnetismo di Lydia è, tuttavia, adombrato dal suo eccessivo rigore, dai toni pungenti con cui si rivolge ai suoi sottoposti che chiama robot o nullità, dalla facilità con cui piega le regole a proprio beneficio, favorendo coloro che attirano la sua attenzione, come la giovane violoncellista che arriva alla Philarmoniker, il tutto senza che nessuno riesca a opporsi. In questo modo, Todd Field porta alla luce i meccanismi contorti che portano a idolatrare figure geniali – artisticamente parlando – ma la cui condotta morale non è irreprensibile.

La genialità di Lydia non è mai messa in ombra, anzi il regista fa in modo di mostrarla sempre illuminata e al centro della storia, sottolineando come l’artista riesca davvero a fare di piccoli momenti della sua vita delle opere d’arte, ma al contempo tutta quella luce non può non evidenziare le ombre sul volto della donna e sulla sua vita. E così si susseguono sequenze in cui, con rapidi movimenti di bacchetta, Lydia porta l’orchestra esattamente dove vuole, piegandosi e curvandosi al suono potente della musica, ad altre in cui, nel buio della sua casa, il ritmo del racconto rallenta, i fantasmi del passato diventano presenze e rumori quasi tangibili e il film assume i toni di un thriller psicologico, che conduce a una sorprendente fine, senza possibilità di redenzione alcuna.

Tár racconta di oggi, di individui che sono soggetti al giudizio altrui e dei social media, che cercano di costruire un’identità (anche di genere), ma che nel film ci viene detto di annullare in favore della sublimazione con l’arte e, soprattutto, racconta delle conseguenze dell’abuso di potere. Ma senza per questo essere didascalico o cercare di offrire una morale o una speranza. Al contrario, Tár è un film dal sapore amaro, algido ed elegante – grazie alla fotografia di Florian Hoffmeister – e che saprà catturarvi per l’alta cultura musicale che regala (merito di Hildur Guðnadóttir), una sceneggiatura che regala scene che sono già memorabili e per la sua magnetica protagonista, una Cate Blanchett che con la sua interpretazione arriva di diritto in pole position per la Coppa Volpi.

Tár, il poster del film di Todd Field con Cate Blanchett
Tár, il poster del film di Todd Field con Cate Blanchett (Credits: Focus Features)

Sintesi

Todd Field con Tár porta alla luce i meccanismi contorti che portano a idolatrare figure geniali la cui condotta morale non è irreprensibile. Un film dal sapore amaro, algido ed elegante dall'alta cultura musicale, che racconta di oggi e delle conseguenze dell'abuso di potere, che regala scene memorabili con la sua magnetica protagonista Cate Blanchett.

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