Takara - La notte che ho nuotato

Takara – La notte che ho nuotato – recensione

A notte fonda, il piccolo Takara viene svegliato dal rumore dell’auto del papà, diretto al mercato del pesce, dove lavora. Invece di tornare a letto, il bambino si mette a giocare nella sua stanza, immaginando e disegnando un mondo sottomarino mentre la sorella e la mamma dormono. La mattina dopo, Takara viene spedito a scuola, ma insonnolito per la nottata in bianco e affascinato dalla coltre di neve che ricopre il paese, inizia ad esplorare la campagna imbiancata, fino a che gli verrà un’idea.

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Takara La notte che ho nuotato

Takara – La notte che ho nuotato è la collaborazione di due registi, il Francese Damien Manivel ed il Giapponese Kohei Igarashi, i quali, dopo essersi conosciuti al Festival di Locarno, hanno deciso di unire le forze creative per raccontare un’infanzia sulle montagne giapponesi.

Il risultato dell’incontro di due diverse culture è un film inusuale, scevro (per scelta e forse per necessità) di dialoghi o testi esplicativi (ad eccezione dei titoli dei tre capitoli): snellito fino alle componenti di base del cinema, Takara sfrutta esclusivamente immagine e suono per un diverso tipo di narrazione, implicita, delicata e non affrettata, che non manca di incuriosire lo spettatore e coinvolgerlo nel tentativo di interpretare le silenziose intenzioni del bambino.

Il ritmo lento del racconto può portare talvolta la mente a vagare, ma, come in una meditazione, l’attenzione viene presto riportata sul presente, grazie al carisma del piccolo protagonista, Takara Kogawa. A soli sei anni, il giovane attore è incredibilmente espressivo e dotato di invidiabili tempi comici: una performance eccezionale, ottenuta anche grazie al tempo che i due autori si sono concessi per conoscere meglio il bambino ed includere elementi della sua vita reale nel processo creativo.

Con una durata di quasi ottanta minuti, Takara è una sorta di moderno film muto, un gioiellino che, grazie al rilassante paesaggio giapponese, al leggero accompagnamento di pianoforte e all’innocenza del piccolo Takara, ci lascia con un raro senso di purezza e di serenità.

Takara – la notte che ho nuotato arriverà nei nostri cinema il 23 maggio grazie a Tycoon Distribution.

Una scene di Takara – la notte che ho nuotato

Sintesi

Un gioiellino che, grazie al rilassante paesaggio giapponese, al leggero accompagnamento di pianoforte e al carisma e l’innocenza del piccolo Takara, ci lascia con un raro senso di purezza e di serenità.

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