Slow Horses

Slow Horses recensione serie TV con Gary Oldman [Apple TV+]

Slow Horses recensione serie TV Apple TV+ di James Hawes e Will Smith con Gary Oldman, Kristin Scott Thomas, Jonathan Pryce, Jack Lowden, Olivia Cooke e Christopher Chung

L’idea di uno spionaggio d’alto profilo, fatto di classe, charme e tecnologia con licenza di uccidere si è fatta strada nell’immaginario collettivo nel corso degli anni grazie alla figura di James Bond. Eppure basta farsi un giro nella Slough House di Slow Horses per capire che in ogni ambiente, sotto la punta in vista dell’iceberg, c’è un sommerso di livelli inferiori che mettono in chiaro come la realtà sia sempre più brutale del previsto.

Slough House è il purgatorio del mondo dello spionaggio dove le spie dell’MI5 fanno scorrere lentamente il tempo che rimane delle loro carriere fallite. L’espressione slow horses indica infatti quel sottobosco di spie che hanno in un modo o nell’altro affossato la propria carriera. Incompetenza, superficialità, giochi di potere, la rosa delle possibili cause è variegata ma sempre inscritta nel circolo della mediocrità e dell’incompetenza. Se la maggior parte di loro si rassegna ad un lavoro d’ufficio senza adrenalina, c’è chi affronta la cosa obtorto collo e farebbe di tutto per tornare sul campo e avere una seconda chance.

Gary Oldman e Jack Lowden in Slow Horses
Gary Oldman e Jack Lowden in Slow Horses (Credits: Apple TV+)
Freddie Fox, Chris Reilly e Kristin Scott Thomas in Slow Horses
Freddie Fox, Chris Reilly e Kristin Scott Thomas in Slow Horses (Credits: Apple TV+)

River Cartwright (Jack Lowden), uno di questi “cavalli lenti”, fallisce per noi in apertura del primo episodio, in un’operazione nell’aeroporto di Stansted che lo spedisce dritto nelle braccia di Jackson Lamb (Gary Oldman). Quando un giovane viene rapito e i suoi rapitori minacciano di trasmettere la sua decapitazione in diretta su Internet, River vede un’opportunità di mettersi in mostra. La sua ambizione personale sconfina in interessi più alti e contrastanti per raccontare i punti ciechi di una professione che normalmente si svolge nell’ombra. Mentre il conto alla rovescia sull’esecuzione procede senza scrupoli, Slow Horses rivela lentamente le trame della sua trama per attrarre lo spettare in una tela robusta ma con qualche piccolo buco.

Se da un lato la formula dei sei episodi premia una narrazione senza fronzoli, non riesce a fare altrettanto con tutti i personaggi che popolano la Slough House e l’MI6. Ci sarà sicuramente il tempo giusto per farlo, vista una seconda stagione già pronta per Apple TV+, ma qui Gary Oldman fagocita i tre quarti del cast con un’interpretazione estremamente efficace di un burbero e disgustoso agente a metà del suo viale del tramonto. Non è un caso che sulla sua backstory si metta il primo punto interrogativo della serie, lasciando aperta la porta di servizio delle sudicie leghe inferiori dello spionaggio.

Slow Horses rimane un buon prodotto, contraddistinto da un’abbondante dose di humour pungente e minimale, votato ad un intrattenimento senza presunzione di complessità. Quella che si può rintracciare è solamente narrativa, forte anche della lunga saga letteraria di Mick Herron, e si esaurisce nella durata prevista dagli episodi. Un caso, raro di questi tempi, in cui la misura aumenta l’attesa per il ritorno dello sgangherato team della Slough House.

Jonathan Pryce
Jonathan Pryce (Credits: Apple TV+)
Jack Lowden, Christopher Chung, Olivia Cooke e Paul Higgins
Jack Lowden, Christopher Chung, Olivia Cooke e Paul Higgins in Slow Horses (Credits: Apple TV+)
Rosalind Eleazar e Dustin Demri-Burns
Rosalind Eleazar e Dustin Demri-Burns (Credits: Apple TV+)

Sintesi

Slow Horses è un buon prodotto del filone spy, contraddistinto da un'abbondante dose di humour pungente e minimale, votato ad un intrattenimento senza presunzione di complessità. Quella che si può rintracciare è solamente narrativa, forte anche della lunga saga letteraria di Mick Herron, e si esaurisce nella durata prevista dagli episodi. Un caso, raro di questi tempi, in cui la misura aumenta l'attesa per il ritorno dello sgangherato team della Slough House.

Perché MadMass.it

Consapevoli del nostro ruolo, da cinque anni in MadMass.it portiamo avanti una linea editoriale responsabile, preferendo la copertura dei festival al content farming, le recensioni al clickbait, le rubriche e le interviste al sensazionalismo. Stiamo cercando di fare la nostra parte: sostienici con una donazione, acquistando i prodotti consigliati sul nostro magazine o semplicemente passa a visitarci, sfoglia le nostre pagine e condividi i nostri articoli sui social: ci permetterai di continuare a crescere e fare sentire la nostra voce.

Articoli Correlati

Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ultimi Articoli

Slow Horses recensione serie TV con Gary Oldman [Apple TV+]Slow Horses è un buon prodotto del filone spy, contraddistinto da un'abbondante dose di humour pungente e minimale, votato ad un intrattenimento senza presunzione di complessità. Quella che si può rintracciare è solamente narrativa, forte anche della lunga saga letteraria di Mick Herron, e si esaurisce nella durata prevista dagli episodi. Un caso, raro di questi tempi, in cui la misura aumenta l'attesa per il ritorno dello sgangherato team della Slough House.