Cannes 72: Roubaix, Une Lumiere recensione e podcast

Roubaix Une Lumiere
Léa Seydoux in Roubaix, Une Lumiere

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Le opere e i giorni della polizia di Roubaix. Per una volta citata, senza venire associata alla classica di ciclismo e orfana del binomio con Parigi. Cui l’antica città operaia ruba anche l’epiteto, nel film di Arnaud Desplechin in concorso a Cannes.

Roubaix, Une Lumiere sapora di cinema francese, di genere. Noir poliziesco (leggi in crasi: polar) che in mano a Desplechin ha un surplus di umanità e un minus di azione.

ROUBAIX, UNE LUMIERE: RECENSIONE PODCAST

Dura la vita al commissariato. Dura la vita in città e dintorni. La prima parte incrocia tanti fatti e fatterelli. La seconda si concentra su un fattaccio: l’omicidio di un’anziana signora.

Tutto già visto (ricorda troppo Polisse di Maiwenn, che a Cannes vinse il Premio della Giuria ma Desplechin, come sempre (lo splendido Racconto di Natale), sa dirigere la sua orchestra.

Roubaix Une Lumiere
Sara Forestier in Roubaix, Une Lumiere

Il cast è pazzesco e prenota riconoscimenti. Sara Forestier, infelice e tormentata, elemosina pietà a ogni battito di ciglia.

Federico