Mystify: Michael Hutchence

Mystify: Michael Hutchence recensione [#RomaFF14]

Mystify: Michael Hutchence recensione documentario di Richard Lowenstein su Michael Hutchence, leader e vocalist della rock band australiana INXS

Sesso, droga, piaceri e vita sopra le righe: alzi la mano chi non ha mai desiderato mettersi anche solo per un giorni nei panni di una rockstar, meglio ancora se sull’onda di un successo internazionale. Il fan / ascoltatore percepisce però solo la parte luccicante e dorata di una esistenza estenuante e piena di tormenti che, se non derivanti dalla fama, sono repliche ingrandite di disagi personali sedimentati nell’anima.

Per onestà intellettuale, devo ammettere che prima della visione di Mystify: Michael Hutchence, presentato alla Festa del Cinema di Roma, di Michael Hutchence e INXS non avevo mai sentito parlare e, nell’ottica di questa recensione, è stato un bene. Il racconto di Richard Lowenstein della rockstar australiana è talmente easustivo e puntuale da permetterti di uscire dalla sala di essere un fan della band da tempo immemore o canticchiare Disappear come se fosse una canzone della mia infanzia.

Mystify: Michael Hutchence recensione
Michael Hutchence con gli INXS in concerto al Wembley Stadium di Londra (Photo by Geoffrey Swaine/REX/Shutterstock 621720a)

L’utilizzo di un materiale d’archivio sterminato ed estremamente intimo, realizzato in alcuni casi dalla stessa rockstar australiana o da persone a lui vicine, conferisce uno spessore raro alla panoramica sul leader degli INXS. Lowenstein costruisce in maniera convincente un racconto esaustivo e trasversale che sottrae il cantante al patinato mondo dei tabloid e del successo per restituire l’uomo e i suoi tormenti. In questo modo è interessante intercettare i punti di contatto e le distorsioni tra immagine pubblica e immagine privata sfruttando il lavoro del regista che è talmente meticoloso da lasciare spazio in ogni caso ad una interpretazione personale degli eventi rimessi insieme secondo un fil rouge all’interno del documentario.

Sulla scia di un’altro grande documentario “musicale” come Amy, è ormai ragionevole pensare che per tracciare un’opera sensata e interessante riguardanti personaggi con una certa popolarità ci sia bisogno di un estremo amore per la persona, oltre che per la sua versione mediatica, senza dover per questo risparmiarsi o evitare aspetti controversi.

Mystify riesce a comunicare un Michael Hutchence a tuttotondo, nel bene e nel male, dimenticando filtri e toni da forzata agiografia, e da persona del tutto ignara della star mi è stato possibile conoscere l’uomo che l’ha costruita dal profondo.

Richard Lowenstein
Richard Lowenstein sul Red Carpet del Roma Film Fest 14

Sintesi

Lowenstein costruisce un biopic esaustivo e trasversale su Michael Hutchence che sottrae il leader degli INXS al patinato mondo dei tabloid e del successo per restituire l'uomo e i suoi tormenti, permettendoci di intercettare i punti di contatto e le distorsioni tra immagine pubblica e immagine privata.

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