Mitzi Peirone: intervista alla regista e sceneggiatrice di Chimera – Braid

Mitzi Peirone: intervista alla regista e sceneggiatrice di ChimeraBraid in occasione dell’uscita in Italia del suo lungometraggio d’esordio e i suoi prossimi film e serie

Regista, sceneggiatrice, attrice e modella italiana trasferitasi a soli diciannove anni a New York, Mitzi Peirone è considerata una delle registe under 30 più promettenti della sua generazione, rappresentata dalla prestigiosa talent agency cinematografica ICM Partners dopo il brillante esordio nelle doppie vesti di regista e sceneggiatrice con ChimeraBraid, presentato al Tribeca Film Festival e al Toronto Film Festival e candidato come miglior film sia al Sitges che ai Fangoria Chainsaw Awards.

Abbiamo avuto il piacere di incontrarla, seppur virtualmente, e di scoprire qualcosa di più su di lei, la sua visione ed il suo modo di intendere il cinema e non solo.

A fine intervista una chicca: vi sveliamo infatti in anteprima i progetti sui cui Mitzi Peirone sta lavorando, di cui uno altamente esplosivo per il ricercatissimo premio Oscar coinvolto

Vi lasciamo all’intervista della nostra Gabriela a Mitzi Peirone, buona lettura!

Mitzi Peirone: intervista alla regista e sceneggiatrice di Chimera - Braid
Mitzi Peirone: intervista alla regista e sceneggiatrice di Chimera – Braid (Credits: Adriano Russo/Mitzi Peirone)

Mitzi Peirone: intervista alla regista di ChimeraBraid

Cosa significa per un sognatore oggi essere accettato dalla realtà prestabilita che ci circonda, nel momento in cui gli spazi si riducono sempre di più, da quello lavorativo a quello sociale?

Mitzi Peirone: In questi tempi di pandemia ognuno di noi si fa domande sulle cose che desideriamo e quale sia la migliore strada da percorrere. Ricordo che una persona mi disse “puoi fare qualunque cosa, puoi scrivere di qualunque cosa, dipende da che dolore vuoi affrontare”. Si può rimanere bloccati nella ripetizione della vita quotidiana o esplorare invece il viaggio dell’incertezza. La mia anima e la mia personalità mi spingono ad andare oltre nel mio lavoro, a misurarmi e a buttarmi senza perdere la razionalità dello stato delle cose. Fare la regista oggi ha le sue problematiche ma non mi sento scoraggiata, anzi dobbiamo farci nutrire dallo stato delle cose. Penso che le difficoltà e le sfide ci definiscano.
Sono sicura che, nonostante questo periodo storico che l’industria cinematografica sta attraversando, riusciremo a scrivere delle cose ancora più belle e ancora più profonde.

La tua regia colpisce, è coraggiosa e originale. Da dove è scaturita la scelta di alcune riprese e come è stata la pianificazione delle stesse?

Mitzi Peirone: Purtroppo quando si ha un budget ristretto non si può improvvisare. Lo sapevo ed avevo le idee molto chiare dal punto di vista visivo di quello che volevo trasmettere e di come volevo girare le scene. La pre-produzione è stata fondamentale; un lavoro programmato e organizzato nei minimi dettagli anche grazie al direttore della fotografia (Todd Banhazl) che ha capito il mio senso estetico e le mie referenze artistiche. In questo stato di sinergia abbiamo sviluppato un linguaggio specifico per questo film e una volta sul set sapevamo esattamente quale inquadratura girare.

Imogen Waterhouse
Imogen Waterhouse (Credits: Blue Swan Entertainment)

Come mai hai scelto come meccanismo narrativo il gioco di ruolo e quali sono i significati che raggiungi attraverso questo meccanismo utilizzato.

Mitzi Peirone: Penso che ognuno di noi ha più persone dentro di sé e capire l’essenza di ogni essere umano è la vera missione nella vita. Così come riuscire a capire noi stessi è l’essenza della nostra anima. Penso che le diverse personalità che assumiamo sono un meccanismo che parte dal pensiero, dall’idea: penso e voglio essere una regista e per questo mi comporto da tale.
Tutti noi partecipiamo a un gioco di ruolo. Ogni cosa può essere e credo che l’immaginazione sia il motore dell’universo, il motore delle nostre vite. Il gioco di ruolo, in ognuno di noi, inizia da bambino e non ha mai fine, nonostante i momenti in bianco e nero.

Le tue idee nascono da influenze cinematografiche specifiche o spaziano attraverso diversi generi?

Mitzi Peirone: Non voglio incasellarmi in un solo genere cinematografico. Amo parlare di cose che mi preoccupano e che in un momento specifico percepisco. Il lavoro del regista risiede anche nell’usare i propri strumenti per sensibilizzare la società su problematiche contemporanee e aprire un dialogo verso possibili soluzioni. La fantascienza, ad esempio, mi intriga particolarmente.

Imogen Waterhouse, Sarah Hay e Madeline Brewer
Imogen Waterhouse, Sarah Hay e Madeline Brewer in Chimera (Credits: Blue Swan Entertainment)

Mitzi Peirone: i prossimi film, dallo sci-fi Ultramundus con Bella Thorne alla serie The Human Overdose, fino alla regia di un soggetto di Adam McKay

Il nuovo progetto di Mitzi Peirone in fase di scrittura, Ultramundus – Higher World (precedentemente noto come The Uncanny), è appunto una storia di fantascienza cyberpunk ispirata a Il mondo nuovo di Aldous Huxley con Bella Thorne nelle vesti della protagonista Scarlet, che disegna un futuro con una società rosea immune allo squilibrio, in cui ad ogni cittadino viene impiantato un microchip in grado di colmare le distanze tra la volontà e le zone grigie del cervello, controllando tutto, dalle azioni alle emozioni, ponendo fine alle dipendenze, alle psicosi e a tutti gli altri istinti irrefrenabili, bilanciando deficit ed eccessi dell’organismo umano e fornendo assistenza medica in tempo reale.

Ma non tutto è idilliaco nella società distopica di Ultramundus – Higher World, in cui i popoli meno fortunati si vedono obbligati ad emigrare a causa dei gravi cambiamenti climatici verso le poche terre rimaste abitabili e civilizzate, trattati come climate refugees ed ammassati in bunker sotterranei destinati alle comunità di rifugiati, in attesa di essere assegnati alle località che prosperano sulla superficie in un nuovo Rinascimento tecnologico.

In questo irrealizzabile equilibrio tra mondo superiore e mondo inferiore, nel 2091 un’apocalisse informatica, scatenatasi in seguito ad un aggiornamento generale del software, finisce per devastare la maggior parte dell’umanità lasciando le vittime paralizzate dal collo in giù. Cinque sopravvissuti – la protagonista Scarlet e quattro rifugiati ostracizzati per anni dal mondo superiore, costretti a vivere nascosti in un bunker con gli impianti strappati dalle loro colonne vertebrali – iniziano a chiedersi se siano stati soltanto abbastanza fortunati da sopravvivere o se ci sia un preciso disegno dietro alla loro apparente salvezza…

Negli intenti dell’autrice Ultramundus – Higher World è il secondo capitolo di una trilogia fantascientifica, che spazierà dal 2050 circa agli eventi scatenanti del 2091.

I prossimi progetti di Mitzi Peirone Ultramundus The Human Overdose Adam McKay
I prossimi progetti di Mitzi Peirone: lo sci-fi Ultramundus con Bella Thorne, la serie The Human Overdose e la regia di un soggetto di Adam McKay (Credits: Adriano Russo/Mitzi Peirone)

The Human Overdose è invece una serie TV, sempre di ambientazione post-apocalittica, in cui i reiterati danni procurati dall’avidità del genere umano hanno provocato l’esaurimento delle risorse naturali sulla Terra, lacerata e ridotta ad una spoglia desertica, in cui si è resa necessaria l’adozione di leggi draconiane per sopravvivere, quali la procreazione controllata – come in Cina, la One Child Nation, e come visto in Snowpiercer – e l’espulsione di uomini e donne dalla società al compimento del settantesimo anno, considerati superflui e mandati in esilio verso morte certa tra deserti inospitali.

Evidente l’intento dell’autrice di ossequiare la funzione più nobile della fantascienza, ossia riflettere sui grandi temi contemporanei attraverso una visione più libera ed immaginifica, slegata da vincoli storici, sociali e politici e per questo ancor più potente.

Infine, chiudiamo in bellezza con uno scoop di cui andare parecchio orgogliosi per Mitzi: le è stata proposta la regia di un soggetto scritto dal premio Oscar Adam McKay (La grande scommessa, Vice, il prossimo Don’t Look Up con Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence), probabilmente il più ricercato autore contemporaneo, scritto insieme a Brian Steele che si è occupato anche della sceneggiatura.

In attesa di saperne di più, auguriamo in bocca al lupo alla nostra Mitzi Peirone, che continueremo a seguire su MadMass.it.

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