I cinque migliori film sul razzismo [Throwback Thursday]

Il tema del razzismo è molto presente nel cinema. In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, ripercorriamo insieme i migliori film sul razzismo

È sotto gli occhi di tutti quello che sta accadendo attualmente negli Stati Uniti: dopo l’uccisione di George Floyd, un 46enne afroamericano, da parte di un agente della polizia statunitense a Minneapolis, si sono scatenate numerose proteste in gran parte delle città americane a causa del razzismo dilagante negli USA.

La matrice di questo omicidio è sicuramente da ricollegare al razzismo, una tematica delicata che è stata sviluppata numerose volte nel cinema, sia in pellicole storiche che raccontano episodi specifici sia in pellicole che raccontano vicende a noi familiari purtroppo vicine nel tempo.

I 5 migliori film sul razzismo

Mississippi Burning (1988)
Mississippi Burning (1988)

Mississippi Burning – Le radici dell’odio (1988)

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Partiamo con classico sul tema del razzismo. Mississippi Burning è il cult del 1988 diretto da Alan Parker ed interpretato da Gene Hackman, Willem Dafoe e Frances McDormand. La pellicola è ispirata all’assassinio degli attivisti per i diritti civili del Mississippi, accaduto nella notte tra il 21 ed il 22 giugno del 1964 da parte di un gruppo di delinquenti, capeggiati dal vicesceriffo.
I protagonisti sono due agenti dell’FBI, Anderson e Ford, che indagano sulla scomparsa di tre attivisti del movimento per i diritti civili.
La vicenda sconvolgente che viene narrata nel film è terribilmente attuale e delinea la condizione degli afroamericani negli Stati Uniti, ancora vittime di razzismo e fanatismo da parte dei suprematisti bianchi.
Negli Stati Uniti d’America sconvolti dalle violenze sugli afroamericani, ma colpiti dalla causa di Martin Luther King, si staglia questa storia raccontata in modo struggente.

I migliori film sul razzismo
Il diritto di contare (2016)

Il diritto di contare (2016)

Un altro film tratto da una storia vera è Il diritto di contare (Hidden Figures), stavolta tutta al femminile.
Il diritto di contare racconta la difficile vita che ha avuto Katherine Johnson, matematica, scienziata e fisica afroamericana negli anni Sessanta, quando collaborò con la NASA per tracciare le traiettorie del Programma Mercury e la missione Apollo 11.
Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Margot Lee Shetterly ed è ambientato proprio durante gli anni della segregazione razziale negli Stati Uniti. Katherine (interpretata da Taraji P. Henson) lavorava con altre due colleghe, Dorothy Vaughan (Octavia Spencer) e Mary Jackson (Janelle Monae) alla NASA. Le tre donne subivano discriminazioni continue da parte dei colleghi bianchi, in quanto donne afroamericane, come i bagni separati e collocati in altri dipartimenti.
Il diritto di contare è un “feel good movie” nonostante la componente razzista che racconta: sceglie infatti una storia vera (andata a buon fine) per raccontare il disagio che una donna afroamericana, seppur valida, provava all’interno di un posto di lavoro prevalentemente maschile e bianco. La pellicola racconta la silenziosa battaglia che queste donne straordinarie hanno dovuto combattere per far valere la loro voce.

BlacKkKlansman (2018)
BlacKkKlansman (2018)

BlacKkKlansman (2018)

Cambiamo totalmente registro col film del 2018, diretto da Spike Lee, BlacKkKlansman.
Adattamento cinematografico del libro scritto dall’ex poliziotto Ron Stallworth, vede come protagonisti John David Washington (che presto vedremo in Tenet) e Adam Driver.
Ci troviamo nei primi anni degli anni Settanta in un’America colpita dagli sconvolgimenti sociali per i diritti civili. Ron è il primo detective afroamericano del dipartimento di polizia di Colorado Springs, ma il suo arrivo è accolto con ostilità dagli altri membri del dipartimento. Insieme al suo collega bianco, Stallworth inizierà una missione molto pericolosa: infiltrarsi nelle frange del Ku Klux Klan per svelarne i crimini.
Tratto da una storia incredibilmente vera, BlacKkKlansman si staglia come manifesto contro il razzismo usando comunque sarcasmo e humor, elementi molto evidenti nella cifra stilistica di Spike Lee.
Una menzione speciale al finale, nel quale vengono usate varie immagini attuali dell’ancora latente razzismo negli Stati Uniti, con diverse esternazioni del presidente Donald Trump.

The Help (2011)
The Help (2011)

The Help (2011)

Altro “feel good movie”, altra pellicola al femminile: The Help è un film del 2011, diretto da Tate Taylor, con un cast stellare composto da Emma Stone, Viola Davis, Octavia Spencer e Jessica Chastain.
Ci troviamo negli anni Sessanta, a Jackson, Mississippi: Skeeter (Emma Stone) è una ragazza bianca che, dopo aver conseguito la laurea, torna a casa dai genitori. A differenza delle sue amiche, Skeeter ha come primo obiettivo la realizzazione lavorativa e non trovare un marito e fare figli. Per questo, inizia un lavoro nel piccolo quotidiano della sua città e cerca di intraprendere un progetto editoriale con una casa editrice di New York. La situazione in Mississippi è segnata dalla segregazione e dal razzismo, con molte donne afroamericane che lavorano come domestiche presso le famiglie bianche benestanti, crescendo i loro figli, ma subendo umiliazioni e trattamenti discriminatori. Proprio per questo decide di raccontare la loro storia, quello che provano a crescere i figli di altre persone mentre i propri figli stanno a casa da soli, senza una madre. Se all’inizio trova diverse difficoltà a trovare delle donne che si espongano, col passare del tempo e grazie a Aibileen e Minny (interpretate rispettivamente da Viola Davis e Octavia Spencer) altre donne si fanno avanti per denunciare il razzismo di cui sono vittime.
Nonostante il pizzico di umorismo usato nella storia (grazie soprattutto a Octavia Spencer, vincitrice dell’Oscar come miglior attrice non protagonista), The Help racconta la tragica condizione degli afroamericani negli stati del sud degli Stati Uniti negli anni Sessanta.

I migliori film sul razzismo
Green Book (2018)

Green Book (2018)

Non potevamo che terminare col vincitore dell’Oscar come miglior film nel 2019: Green Book, diretto da Peter Farrelly con protagonisti Viggo Mortensen e Mahershala Ali.
Ambientato negli anni Sessanta, racconta la storia di un pianista afroamericano di fama mondiale che decide di fare una tournée nel profondo Sud del Paese, nonostante il razzismo dilagante. Ad accompagnarlo sarà Tony Lip, italoamericano, che gli farà da autista e guardia del corpo durante l’intero viaggio.
In questo road movie si alternano risate a momenti di alta drammaticità nel quale vediamo due minoranze (gli afroamericani e gli italoamericani) unirsi per sconfiggere il razzismo.
Il film è ispirato alla vera storia di Tony Lip e dell’amicizia che l’ha legato per anni al pianista Don Shirley. Il “green book” del titolo fa riferimento alla guida pubblicata negli anni Cinquanta sulla quale venivano indicati i motel in cui venivano accettati i viaggiatori afroamericani all’epoca.

Tra questi bellissimi film, qual è il vostro preferito? Fatecelo sapere sui nostri social!

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