Il mostro della cripta: intervista al regista Daniele Misischia

Il mostro della cripta: intervista a Daniele Misischia, regista del comedy horror italiano prodotto dai Manetti Bros. con Lillo Petrolo e Amanda Campana

In attesa di raccontarvi in anteprima Il mostro della cripta, il comedy horror in uscita nelle sale il prossimo 12 agosto prodotto dai Manetti Bros. di cui pubblicheremo domani sera la recensione in anteprima, abbiamo incontrato ed intervistato il regista del film Daniele Misischia. L’intervista

Daniele Misischia: intervista al regista de Il mostro della cripta

Siamo in un’epoca di supereroi e cinematic, di superpoteri e fumetti. Come si colloca in tutto questo il tuo film?

Daniele Misischia: Il mostro della cripta, con la sua storia ambientata in Italia nel 1988, tenta un po’ di ritornare alle origini di quel cinema per il grande pubblico che è esploso proprio negli anni 80, grazie a storie avvincenti, personaggi iconici e alla enorme sperimentazione visiva che ha portato sullo schermo cose eccezionali mai viste prima. In qualche modo nel mio film ci sono tutti quegli elementi tanto amati dal pubblico che negli anni si sono evoluti portando al cinema i blockbuster che conosciamo oggi.

Lillo Petrolo, Tobia De Angelis e Nicola Branchini
Lillo Petrolo, Tobia De Angelis e Nicola Branchini (Credits: Benito Tansi/Vision Distribution)
Gabriele Salvatores con Il ragazzo invisibile, poi l’esperimento gradito ai più di Lo chiamavano Jeeg Robot, ora i Manetti, anche produttori di questo tuo film, con Diabolik. L’Italia si sta indirizzando verso nuovi tipi di cinema? Guardi all’America o cerchi di creare qualcosa di nuovo?

Daniele Misischia: Sono un po’ di anni ormai che in Italia il cinema mainstream si sta aprendo al cinema di genere. E questa è una cosa ottima. Spero che nei prossimi anni questa apertura possa esplodere definitivamente e portarci sempre più film “diversi” nel panorama italiano. L’importante però è mantenere una forte identità italiana nel genere senza scimmiottare inutilmente Hollywood. Purtroppo spesso, soprattutto nel cinema indipendente, si tende a raccontare storie ambientate in America, ma palesemente girate nel paesino italiano. Questo aspetto risulta molto spesso ridicolo e, automaticamente, fa perdere credibilità al film.

In ogni film c’è un eroe e un cattivo. Il mostro della cripta è un cattivo?

Daniele Misischia: Non posso entrare nel dettaglio per non fare spoiler. Comunque i personaggi, umani, che nel film tendono a mostrare il loro lato “mostruoso” sono i più malvagi e compiono atti terribili, dimostrando, come spesso accade, che forse i veri mostri siamo noi.

Concludiamo con una domanda personale. Se dovessi trovare in te un lato “mostruoso” quale sarebbe?

Daniele Misischia: È un lato di me che ho scoperto da poco e che, purtroppo o per fortuna, sto nutrendo giorno dopo giorno. È quel lato che mi porta ad essere completamente intollerante verso quelle persone che mi mancano, gratuitamente, di rispetto o mi fanno (o dicono) cose che io non farei (o direi mai) agli altri. Fino all’anno scorso ero molto più tollerante verso questi atteggiamenti, ma ultimamente ho allontanato anche in modo brusco alcune di queste persone, e sto vivendo meglio. Forse questo mio lato un po’ “mostruoso” mi sta aiutando a stare più sereno.

Ringraziamo Daniele Misischia e vi ricordiamo di non perdervi la nostra recensione in anteprima de Il mostro della cripta, che troverete domani sera sulle nostre pagine.

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