I Care a Lot

I Care a Lot recensione film con Rosamund Pike e Peter Dinklage [Amazon Prime Video]

Una spietata tutrice legale organizza l'ennesima truffa, senza sapere che si troverà a fare i conti con un antagonista altrettanto crudele. I Care a Lot è il nuovo thriller con protagonista Rosamund Pike, fresca di Golden Globe, disponibile su Amazon Prime Video: la recensione

I Care a Lot recensione film di J Blakeson con Rosamund Pike, Peter Dinklage, Eiza González, Dianne Wiest e Alicia Witt su Amazon Prime Video

I Care a Lot ha debuttato da poco su Amazon Prime Video e la sua protagonista, Rosamund Pike, ha vinto il Golden Globe come Miglior Attrice Protagonista per un film comedy o musical.

J Blakeson dirige una dark comedy thriller che vede protagonista Marla Grayson (Rosamund Pike), una tutrice legale priva di ogni scrupolo. Negli USA, la legge prevede che quando una persona non sia più in grado di prendersi cura di sé, un giudice può nominare un tutore legale, il quale si occuperà di garantire il benessere dell’assistito e gestirà tutti i suoi beni.

Marla sfrutta il suo lavoro di tutrice per organizzare truffe ai danni degli anziani assistiti, rinchiudendoli in lussuose case di riposo e sfruttando il loro patrimonio per assicurarsi una vita agiata. Affinché le sue truffe riescano, si serve di una rete di collegamenti, che comprende dottori, direttori di case di riposo e la sua partner di lavoro e di vita, Fran (Eiza González).

L’ultima vittima dei suoi raggiri è Jennifer Peterson (Dianne Wiest), un’anziana donna in pensione, nubile, senza una famiglia e ricca: una vera cherry, la vittima perfetta. Ma cosa succede quando questa truffa diventa per Marla l’inizio di una sfida contro Roman Lunyov (Peter Dinklage), narcotrafficante russo interessato anche lui a Jennifer Peterson?

Eiza González, Dianne Wiest e Rosamund Pike
Eiza González, Dianne Wiest e Rosamund Pike (Credits: Amazon Prime Video)

I Care a Lot – Marla Grayson: ritratto di una donna orribile

Marla Grayson è una donna orribile e questo è evidente fin da subito. A suon di tacchi a spillo, tailleur stilosi e caschetto biondo, avanza implacabile verso il suo obiettivo: diventare ricca. In passato è stata povera, ce lo dice lei stessa, con la voce profonda di Rosamund Pike fuori campo all’inizio della storia.

Marla è una tutrice legale e questo agli occhi dello spettatore/spettatrice evoca tutta una serie di qualità positive che, invece, sono completamente assenti nel suo personaggio. Non riusciamo a entrare in empatia con lei, perché Marla rientra in quella categoria di Angeli Custodi Ombra, la parte oscura di uno degli archetipi eroici. Il suo è un personaggio che rompe ogni regola morale, etica e per questo il pubblico si trova impossibilitato a definirla in maniera positiva. Non sarebbe neppure un problema, perché non è detto che ogni film debba necessariamente farci empatizzare con il/la suo/a protagonista.

Eiza González
Eiza González (Credits: Amazon Prime Video)

Rappresentazioni femminili problematiche

J Blakeson ha voluto tratteggiare una donna ambiziosa, implacabile, moralmente crudele, che agisce per un proprio tornaconto e per cui, nonostante tutto, potremmo tifare. Peccato che al di là di tutto questo evil side non ci venga rivelato altro: perché Marla desidera così tanto arricchirsi? Sì, sappiamo che era povera, e poi? Non abbiamo ulteriori informazioni, non c’è nulla di più su di lei, la sceneggiatura non ci consente di scoprire nient’altro.

Persino del suo rapporto con Fran non sappiamo quasi nulla e la loro relazione funge più da contorno e da motivo scatenante della vendetta contro il personaggio di Peter Dinklage. La vendetta, inoltre, richiama i primi esempi del sottogenere del rape & revenge, in cui il personaggio femminile di turno (Fran, in questo caso) è vittima di abusi e torture e tocca al suo compagno (Marla) vendicarla. Infatti, Marla racchiude in sé molte caratteristiche dei personaggi maschili, rischiando di incorrere in quella definizione, orribile, di “personaggio femminile forte”, come se la forza fisica o morale fosse propria solo del genere maschile. La forza, in un qualsiasi personaggio, dovrebbe essere la determinazione e la motivazione che spinge tale personaggio a comportarsi un certo modo, a perseguire i suoi obiettivi, senza dimenticare, tuttavia, la sua fragilità e vulnerabilità.

I Care a Lot recensione film Amazon con Rosamund Pike e Peter Dinklage
Marla Grayson (Rosamund Pike) in una scena del film (Credits: Amazon Prime Video)

Un film che inizia bene, ma si perde strada facendo

Nella prima parte il ritmo della storia, il personaggio di Marla e la curiosità morbosa che porta a chiedersi fin dove si spingerà la protagonista rendono la pellicola interessante e piacevole da guardare. Anche l’introduzione dell’antagonista di Marla, Roman Lunyov, intriga molto, soprattutto, per i legami misteriosi con Jennifer Peterson. Tuttavia, già a metà del racconto, ci rendiamo conto che qualcosa non va e che tutti i tasselli non sono esattamente al loro posto. I Care a Lot diventa, nella seconda metà della storia, una gara tra Marla e Roman, che giocano a chi è più spietato. E a colpi, prima di avvocati e tribunali, poi di pestaggi e tentativi di omicidio, i due litigano per il premio finale.

Peter Dinklage interpreta un villain altrettanto crudele, eppure, talvolta corre il rischio di una rappresentazione un po’ macchiettistica, quasi buffonesca. Ma, in generale, fa un ottimo lavoro.

Roman Lunyov (Peter Dinklage) in una scena del film
Roman Lunyov (Peter Dinklage) in una scena del film (Credits: Amazon Prime Video)

I Care a Lot e un finale problematico (Spoiler)

La nota davvero dolente di I Care a Lot è il suo finale, con la scelta di punire (non vi diciamo come) Marla. Perché? Per un personaggio così, al di là di una caratterizzazione problematica, non sarebbe stato meglio un trionfo su tutta la linea? Perché renderla così inavvicinabile, algida e crudele per poi punirla, come se avesse oltrepassato un confine e, dunque, meritasse di essere ricondotta sulla strada giusta? Ciò che è peggio è che il suo punitore è in qualche modo una sua creatura e ciò è ancora più spaventoso, quasi a dire che la punizione “se l’è meritata”.

E questo moralismo finale stona enormemente con il resto della pellicola e con i suoi personaggi: lungo l’intera narrazione, infatti, giusto e sbagliato sono due concetti assolutamente relativi, così come bene e male. Attraverso brutalità e ironia, J Blakeson ci trasporta in un mondo freddo e privo di scrupoli, come Marla, ma rovescia tutto improvvisamente e senza un reale motivo, nelle ultime scene.

In generale, I Care a Lot può fare per voi se amate le dark comedy con un tocco di grottesco e di thriller e personaggi decisamente impossibili da amare, ma per cui potrete comunque fare il tifo.

Sintesi

I Care a Lot è una dark comedy thriller in cui non esiste nessuna morale e si fa a gara a chi sia più cattivo. Al netto di un finale non proprio in linea con il tono della narrazione, la pellicola di J Blakeson intrattiene al punto giusto.

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