Equinox

Equinox recensione serie TV di Tea Lindeburg con Danica Curcic e Karoline Hamm [Netflix]

Equinox recensione serie TV di Tea Lindeburg con Danica Curcic, Karoline Hamm, Viola Martinsen, Lars Brygmann, Hanne Hedelund, August Carter, Fanny Leander BornedalAlexandre Willaume

La vita non fa altro che peggiorare.
(Fanny Leander Bornedal in Equinox)

Ribattezzata all’estero la nuova Dark senza particolari motivi o meriti, Equinox è basata sul podcast danese Equinox 1985, realizzato da Tea Lindeburg che è anche creatrice della serie originale Netflix.

Lungi dall’apparire troppo critici nei confronti di un prodotto seriale che comunque per soggetto, testi e ambientazioni si dimostra di valore internazionale, il tanto reclamizzato paragone con Dark – flebili in realtà i punti di contatto, dalle ambientazioni e i temi musicali Anni ’80 ai boschi carichi di mistero e soprattutto le sparizioni dei giovani e biondissimi protagonisti – rischia in realtà di penalizzare l’opera di Tea Lindeburg che, per scelte di casting deboli, l’alternanza di riprese in esterni talvolta poco efficaci e moderne o da fiction televisiva e dinamiche familiari non particolarmente funzionanti non può reggere il confronto con quella che è stata a parere di chi vi scrive la migliore serie degli ultimi anni.

Danica Curcic
Danica Curcic (Credits: Tine Harden/Netflix)

Viola Martinsen
Viola Martinsen (Credits: Tine Harden/Netflix)

Ognuno di noi ha un percorso.
Prova ad illuminare la strada attuale, perché alla fine dei conti siamo tutti soli.
(Equinox)

Scrollato dunque di dosso l’ingombrante paragone, buone sono le intuizioni dell’opera di Tea Lindeburg, dalle rivisitazioni dell’Inferno dantesco, con i volti dei ragazzi scomparsi imprigionati negli alberi della caverna sospesa nel tempo, e del Fauno della mitologia romana che qui assume le sembianze dell’inquietante Re Lepre dalle fattezze umane o König, al mito della dea della primavera Ostara e dell’equinozio di primavera, punto cardinale della storia dell’umanità insieme all’equinozio d’autunno e ai solstizi d’estate e d’inverno e portale verso il mondo delle divinità che reclamano un’offerta votiva affinché la vita possa continuare a rinnovarsi sulla Terra, offerta che viene soddisfatta da Ostara che sacrifica se stessa per il bene degli uomini.

Nel momento in cui giorno e notte hanno la stessa durata e luce e buio sono equamente distribuiti, il rituale pagano della fertilità rinnova l’offerta sacrificale di Ostara al Re Lepre mettendo al mondo bambini speciali nati nel giorno dell’equinozio: è proprio nella sua ricca ed affascinante mitologia e nella potente e seducente messa in scena del rituale dell’equinozio d’autunno che Equinox offre il meglio di sé, attraverso l’espediente narrativo del grimorio sottratto da Jakob (August Carter) all’incarnazione terrena del dio König.

Equinox recensione serie TV di Tea Lindeburg con Danica Curcic
Equinox serie TV Netflix di Tea Lindeburg (Credits: Tine Harden/Netflix)

Karoline Hamm
Karoline Hamm (Credits: Tine Harden/Netflix)

In questo mondo la gente pensa che tu sia malata solo perché sei diversa.
La verità è che tu non sei malata, sei solo speciale.
(Hanne Hedelund in Equinox)

Mitologia accattivante supportata dalle ottime interpretazioni femminili della protagonista Danica Curcic alias Astrid, di Karoline Hamm nelle vesti della sorella scomparsa Ida e della giovanissima Viola Martinsen che interpreta Astrid da bambina.

Alcune ingenuità nell’episodio finale, frettoloso, privo della tensione e non all’altezza di ciò che la serie aveva sapientemente sin lì costruito, frutto di un mal ponderato bilanciamento degli eventi durante le sei puntate, o di un minutaggio minore rispetto alle aspettative – Equinox si sviluppa in sei anziché i canonici otto episodi delle serie Netflix – rischiano di pregiudicare la valutazione complessiva dell’opera di Tea Lindeburg che, seppur depotenziata dalla minore efficacia di talune scelte di casting e dal mancato approfondimento narrativo di alcuni dei suoi personaggi – pensiamo soprattutto ad Amelia (Fanny Leander Bornedal) che perderà qualcosa, ma anche agli stessi Falke (Ask Truelsen) che soffrirà e Jacob (August Carter) che verrà punito – si rivela un prodotto mistery affascinante che avrebbe anche potuto osare di più.

Non è affetto, è controllo. Non è la stessa cosa.
(Karoline Hamm in Equinox)

Sintesi

Affascinante mistery soprannaturale, l'opera di Tea Lindeburg mette in scena buone intuizioni, una mitologia accattivante e ottime interpretazioni femminili in un prodotto seriale che avrebbe anche potuto osare di più.

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