Dance with Me

Dance with Me recensione [FEFF 22]

Dance with Me recensione film di Shinobu Yaguchi con Ayaka Miyoshi, Akira Takarada, Takahiro Miura e Yū Yashiro al Far East Film Festival 2020

Nei musical la gente sembra mentalmente instabile!
I musical sono per gli idioti!
(Ayaka Miyoshi in Dance with Me)

In parte ispirato al musical in stile hollywoodiano degli anni ’60 You Can Succeed, Too (1964) di Eizō Sugawa, “primo vero musical” giapponese della storia del cinema e famoso flop al botteghino, ne condivide in parte la protagonista che come l’impiegato cantante e ballerino del primo film, si esibisce in rocambolesche coreografie o stacchetti musicali che vorrebbero richiamare alla mente il celebre spettacolo How to Succeed in Business Without Really Trying.

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Il cineasta Shinobu Yaguchi è nel mondo delle commedie dal lontano 2001, quando con Water Boys presentava la sua opera prima, e quasi vent’anni dopo opta per un musical che vorrebbe rivoluzionare il genere autodefinendosi “anti-musical”, nel quale Shizuka Suzuki (Ayaka Miyoshi), giovane impiegata di un’azienda commerciale, che odia gli spettacoli e i film musicali a causa di episodi legati alla sua infanzia, finisce per fare da baby sitter alla sua nipotina, lasciatagli dalla sorella maggiore, triste madre single divorziata.

Ayaka Miyoshi
Ayaka Miyoshi

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Dance with Me recensione [FEFF 22]
Dance with Me di Shinobu Yaguchi
Andare al parco divertimenti sembra essere una buona idea se non fosse che ben presto verrà ipnotizzata o meglio dire fortemente suggestionata da un anziano uomo dello spettacolo e ipnotista (i più attenti si accorgeranno che non è altri che Akira Takarada, leggendario attore conosciuto soprattutto per la serie cinematografica Godzilla).
Da quel momento in poi ogni volta che Shizuka sentirà della musica, avrà l’irrefrenabile bisogno di cantare e ballare, in qualsiasi contesto.
L’unico modo per liberarsi dall’incantesimo è trovare l’anziano truffatore, alleandosi con un’altra vittima (Yū Yashiro), con conseguenti disastri che non tardano ad arrivare e compromettere la storia d’amore con il giovane dirigente d’azienda (Takahiro Miura).

Nonostante le tante sequenze musicali realizzate in modo da ricordare i classici musical hollywoodiani (c’è anche un piccolo richiamo a La La Land) ma che avvengono senza preavviso o build-up preparativi solo nella mente della protagonista la quale appare come una donna “mentalmente instabile”, il film è un susseguirsi di gag e canzoni banali a tratti insostenibili, frutto di un cinema mainstream fortemente colorato e stucchevole, senza nessuna morale e riflessione finale.

Ayaka Miyoshi e Takahiro Miura
Takahiro Miura

Akira Takarada
Akira Takarada

E se all’inizio per una buona mezz’ora sa essere divertente e piacevole, fonda poi il resto della narrazione su un road movie improbabile, illogico, ripetitivo e piatto per poi concludere con il classico happy ending, in questo caso presa di coscienza, consapevolezza di se stessi ed emancipazione femminile delle protagoniste che lasceranno le loro vecchie carriere per intraprenderne una nuova insieme.

Per rimediare alla delusione di Dance With Me, ci sentiamo di consigliarvi uno dei più grandi musical della storia del cinema, un vero capolavoro del genere interpretato da Catherine Deneuve e Nino Castelnuovo, pellicola che ha fortemente ispirato Damien Chazelle per il suo La La Land: Les Parapluies de Cherbourg, coloratissimo, malinconico, meraviglioso e iconico.

Sintesi

Road movie musicale improbabile, illogico, ripetitivo e piatto, Dance with Me di Shinobu Yaguchi è un susseguirsi di gag e canzoni banali a tratti insostenibili, frutto di un cinema mainstream fortemente colorato e stucchevole, senza senza nessuna morale e riflessione finale.

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