Crimes of the Future

Crimes of the Future recensione film di David Cronenberg con Viggo Mortensen Léa Seydoux e Kristen Stewart

Crimes of the Future recensione film di David Cronenberg con Viggo Mortensen, Léa Seydoux, Kristen Stewart, Scott Speedman e Welket Bungué

A lungo si temeva che non sarebbe più successo, eppure eccoci qua: sul grande schermo, un nuovo film di David Cronenberg. Maestro internazionalmente riconosciuto del body horror, vincitore di un Leone d’Oro alla carriera nel 2020, il cineasta canadese classe 1943 aveva lasciato intendere che l’eccellente Maps to the Stars del 2014 sarebbe stato il suo ultimo lavoro – e le sue imprese letterarie, un progetto di serie con Netflix e diverse apparizioni nell’inusuale veste di attore sembravano confermare questo intento.

Invece, dopo una pandemia che sembrava aver trasposto alcuni suoi incubi in realtà, David Cronenberg ha girato un nuovo film in Grecia, per presentarlo poi in pompa magna all’ultima edizione del Festival di Cannes: e anche se Crimes of the Future non ha portato a casa nessuna statuetta dalla kermesse, sembra già assoldato che ci troviamo davanti a un nuovo, conturbante cult della fantascienza d’autore.

Viggo Mortensen e Léa Seydoux
Viggo Mortensen e Léa Seydoux (Credits: Lucky Red)
Kristen Stewart e Léa Seydoux
Kristen Stewart e Léa Seydoux (Credits: Lucky Red)

LEGGI ANCORA: Crimes of the Future, la recensione dal Festival di Cannes 75

La filmografia di David Cronenberg fino a Crimes of the Future sembrava poter essere suddivisa agevolmente in due tronconi: fino al 1999, anno dello sfortunato eXistenZ, Cronenberg si era mosso quasi sempre sul solco del cinema di genere, spaziando tra horror, fantascienza e sottogeneri comuni, con alcune significative eccezioni – calarsi nell’immaginario letterario ma comunque visionario di William S. Burroughs con Il pasto nudo, o nei complessi intrighi sentimentali e politici della Pechino anni sessanta con M. Butterfly. Dopo il 1999, la sua carriera sembrava aver preso una parziale ma significativa svolta, il suo genere di riferimento si era spostato sul noir con titoli come La promessa dell’assassino o A History of Violence; non aveva esitato a cimentarsi con tematiche storico-culturali elevate in A Dangerous Method, incentrato sul rapporto tra Jung, Freud e Sabina Spielrein, e prima con Cosmopolis, one-man-show di Robert Pattinson, poi con il corale Maps to the Stars aveva restituito ritratti graffianti, trasfigurati ma precisissimi dell’America contemporanea.

Léa Seydoux e Viggo Mortensen
Léa Seydoux e Viggo Mortensen (Credits: Lucky Red)

Superfluo dire che Crimes of the Future – che si riallaccia nel titolo al film d’esordio di Cronenberg – mescola ulteriormente le carte sul tavolo. Verrebbe da dire che con questo nuovo titolo Cronenberg ritorna al suo genere di appartenenza, la fantascienza, con rinnovata consapevolezza e autorialità. Entro una certa misura, si potrebbe dire che il protagonista, Saul Tenser, interpretato dal fido Viggo Mortensen, rispecchi la figura del regista stesso – un maturo performer artist le cui esibizioni, effettuate in coppia con la chirurga Caprice (Léa Seydoux), sono tutte incentrate sulla capacità del corpo dell’uomo di generare nuovi organi, e sui gesti della coppia per rimuoverli. Questa storia si staglia sull’ombra di un futuro ambiguo, né utopico né distopico, in cui il dolore è scomparso e l’umanità intera si è lasciata ossessionare dalla chirurgia come da un nuovo credo. Un mondo anestetizzato, come il nostro – solo un po’ di più.

Crimes of the Future recensione film di David Cronenberg
Crimes of the Future di David Cronenberg con Viggo Mortensen, Léa Seydoux e Kristen Stewart (Credits: Lucky Red)

La chirurgia è il sesso“, “la chirurgia è il nuovo sesso“. Sono questi i mantra che si susseguono nella narrazione, mentre via via i misteri si infittiscono, la doppia vita di Saul Tenser inizia ad emergere, e la coppia di performer artist viene avvicinata da un uomo, sconsolato dall’omicidio di suo figlio, dotato di peculiari proprietà digerenti, il cui corpo viene loro offerto per una performance autoptica. In una Grecia dalle ambientazioni severe, inusuali, all’insegna dell’abbandono, Bergman e Bacon sembrano sfiorarsi la mano, grazie a quest’ultima fatica di Cronenberg. La pellicola è meditativa, ben più “statica” di alcune sue precedenti opere, la trama benché ellittica scorre via velocemente. Nulla è lasciato al caso: il film è stato girato e ambientato in Grecia, la patria delle tragedie. In attesa che un altro grande maestro dell’horror da troppo tempo in silenzio del calibro di John Carpenter torni a sua volta alla regia, Crimes of the Future conferma ancora una volta l’innegabile talento del filmmaker canadese.

Sintesi

Con Crimes of the Future David Cronenberg ritorna al suo genere di appartenenza, la fantascienza, con rinnovata consapevolezza e autorialità, sull'ombra di un futuro ambiguo, né utopico né distopico. In una Grecia dalle ambientazioni severe, inusuali, all'insegna dell'abbandono, Bergman e Bacon sembrano sfiorarsi la mano, in una pellicola meditativa che conferma ancora una volta l'innegabile talento del filmmaker canadese.

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