Città invisibile

Città invisibile recensione serie TV di Carlos Saldanha con Alessandra Negrini e Marco Pigossi [Netflix]

Città Invisibile è il nuovo thriller fantasy di Netflix, in cui i miti brasiliani prendono vita in una storia di omicidi e salvaguardia dell'ambiente: la recensione

Città invisibile recensione serie TV di Carlos Saldanha con Alessandra Negrini, Marco Pigossi, Jéssica Córes, Julia Konrad, Wesley Guimarães e Fábio Lago

Disponibile su Netflix, Città invisibile (Cidade Invisível) è un mistery fantasy brasiliano. La serie è diretta da Carlos Saldanha, con la sceneggiatura di Mirna Nogueira e prodotta da Beto Gauss e Francesco Civita per Prodigo Films.

Eric (Marco Pigossi) è un agente della Polizia Ambientale che, in seguito alla morte della moglie Gabriela (Julia Konrad), deve occuparsi della figlia Luna (Manu Dieguez). Si troverà costretto a fare i conti con un inquietante omicidio e un passato mitico in cui antiche entità vivevano nella foresta amazzonica e la proteggevano da nemici esterni.
Ma cosa succederebbe se queste creature fossero reali e vivessero tra noi?
Sarebbero amici o nemici?

Julia Konrad e Marco Pigossi
Julia Konrad e Marco Pigossi (Credits: Alisson Louback/Netflix)
Jéssica Córes
Jéssica Córes (Credits: Alisson Louback/Netflix)

Città invisibile – simbologia e mito

Il folklore brasiliano risulta sicuramente poco conosciuto, rispetto ai miti europei e la serie, attraverso anche alcuni flashback, ci mostra l’origine di alcuni personaggi mitici.

Sotto le vesti di Inês (Alessandra Negrini), la sensuale proprietaria del Bar Cafofo si nasconde, ad esempio, La Cuca, una ‘bruxa’, una strega che turba il sonno dei bambini disobbedienti. Nella serie, Inês assume le sembianze della farfalla Morpho menelausun tipo di insetto diffuso nell’America meridionale. Il nome morpho è un riferimento a Morfeo, la divinità che nel mondo greco proteggeva il sonno ed è indicativa dei poteri di Inês, che con il suo canto fa cadere in un sonno profondo chi ha di fronte per poter indagare la sua mente e il suo passato.

Jéssica Córe, Alessandra Negrini e Jimmy London
Jéssica Córes, Alessandra Negrini e Jimmy London (Credits: Alisson Louback/Netflix)
Jéssica Córes e Victor Sparapane
Jéssica Córes e Victor Sparapane (Credits: Alisson Louback/Netflix)

La farfalla è considerata l’animale metempsicotico per eccellenza, in quanto è collegata alla trasformazione che l’anima di un individuo può attraversare durante la vita. Inoltre, è un insetto che collega il mondo dei vivi e quello dei defunti e questo aspetto verrà mostrato nella serie. Il personaggio di Isac (Wesley Guimarães) rappresenta Saci, uno spirito della foresta, in grado di controllare i venti e che si muove su una sola gamba.

Non sono più potenti dei, ma spogliati del divino, sono tra noi, costretti a nascondersi. Sono vittime di quel processo di occidentalizzazione e globalizzazione che, molte volte, cancella identità e culture locali per omologare e appiattire.

Città invisibile recensione serie TV Netflix di Carlos Saldanha con Alessandra Negrini
Città invisibile serie TV Netflix di Carlos Saldanha con Alessandra Negrini e Marco Pigossi (Credits: Alisson Louback/Netflix)

Far rivivere l’antico passato per salvare il presente

Esiste un immaginario infinito di storie e personaggi che ci accompagnano fin dall’infanzia: possiamo chiamarle favole, leggende, miti. Tutti, indistintamente, raccontano di un mondo e un’epoca lontani dal nostro, in cui uomo e natura erano tutt’uno e la malvagità e l’empietà venivano puniti.

In Città invisibile l’antico patrimonio di leggende brasiliane prende a veicolare un messaggio politico e ambientale. L’intreccio delle vicende nasconde, infatti, la lotta per la salvaguardia della foresta amazzonica e delle popolazioni che la abitano, entrambe minacciate dall’azione insensata di spregiudicati e violenti capitalisti bianchi. Attraverso il folklore, gli autori della serie pongono in primo piano le problematiche del loro territorio, per esprimere un’idea di cinema che sia, anche e soprattutto, lotta contro l’espropriazione culturale, sociale e ambientale.

Città invisibile recensione serie TV Netflix di Carlos Saldanha con Alessandra Negrini

Città invisibile recensione serie TV Netflix di Carlos Saldanha con Alessandra Negrini
Alessandra Negrini Credits: Alisson Louback/Netflix)

I meravigliosi scorci di Rio de Janeiro, le spiagge e una fotografia molto luminosa si contrappongono all’oscurità della foresta e dei vicoli più poveri della città. In questo modo sullo schermo vediamo le due facce del Brasile e le sue contraddizioni.

Città invisibile e gli altri

Città invisibile raccoglie l’eredità di serie precedenti, da American Gods, tratta dal romanzo di Neil Gaiman, alla serie creata da Brit Marling The OA, mescolando elementi fantasy e crime per raccontare una storia attuale. La parte investigativa non è innovativa e riprende tutti i cliché del genere, compreso un protagonista maschile cupo e con traumi nel passato. Eppure, la serie pone delle solide basi per una seconda stagione, di cui speriamo di avere presto conferma, grazie ad un prodotto in controtendenza rispetto alla serialità americana che merita decisamente di essere visto.

Sintesi

Tra le lussureggianti e verdi foglie della foresta amazzonica, Città Invisibile porta sullo schermo gli emarginati e la distruzione di un patrimonio culturale e ambientale, mescolando elementi mitici, vendette e mistery, in maniera sapiente e che vi lascerà senza fiato, fino alla fine.

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