C'era una volta il crimine

C’era una volta il crimine recensione film di Massimiliano Bruno con Marco Giallini e Gian Marco Tognazzi [Anteprima]

Arriva in sala il capitolo conclusivo della saga di Massimiliano Bruno. Tra furto della Gioconda, nazisti, partigiani e fascisti, la recensione in anteprima di C'era una volta il crimine

C’era una volta il crimine recensione film di Massimiliano Bruno con Marco Giallini, Gian Marco Tognazzi, Giulia Bevilacqua, Ilenia Pastorelli, Edoardo Leo, Carolina Crescentini e Giampaolo Morelli

Arriva in cinquecento sale, distribuito da 01 Distribution e prodotto da Rai Cinema, il terzo capitolo della banda viaggiatrice nel tempo: C’era una volta il crimine. La regia è, ovviamente, di Massimiliano Bruno. La storia, questa volta, si connota di caratteristiche ben più sfaccettate, ma ancora profondamente legate alla commedia romantica. La banda, infatti, è più unita che mai ed è pronta a rubare la Gioconda

La narrazione riprende da dove l’avevamo lasciata col secondo capitolo. I nostri amati criminali non sono più alla canna del gas, hanno il loro gruzzoletto, ma vogliono investirlo per poter avere di più. Non ci resta che il crimine e, ancora una volta, confermano questa loro risorsa e attitudine. 

Catapultati nel 1943, l’obiettivo reale è quello di riuscire a tornare a casa, perché il furto avviene con grande facilità. I titoli di testa, ricordando un po’ le sonorità de L’armata Brancaleone, attraverso il medium fumetti, narrano rapidamente il loro ingresso nel castello di Chambord, in un’Europa divisa e dilaniata dagli scontri tra nazisti, fascisti e partigiani. In una data catartica come quella dell’8 settembre, giorno dell’armistizio. 

Marco Giallini e Giampaolo Morelli
Marco Giallini e Giampaolo Morelli (Credits: 01 Distribution)
C'era una volta il crimine recensione film di Massimiliano Bruno con Marco Giallini e Gian Marco Tognazzi
Gian Marco Tognazzi e Carolina Crescentini (Credits: 01 Distribution)

C’era una volta il crimine non ha paura di non prendersi sul serio, ma riesce a raccontare e a sdrammatizzare su un periodo storico assai difficile da metabolizzare per il Bel Paese. Attraversare l’Italia, narrare e ironizzare su personaggi storici, inserirli in un contesto quasi parodistico e riuscire ad omaggiare la grande commedia all’italiana è decisamente un’impresa non da poco.
Massimiliano Bruno, con la sua nuova pellicola, realizza una storia intelligente che gioca anche con gli schieramenti politici e ideologici. Del resto si sa, la storia si ripete ciclicamente, e forse attraverso lo sguardo del passato si riesce a comprendere ulteriormente qualcosa del nostro presente. Lo stesso regista ha voluto sottolineare l’utilità che questo tipo di narrazioni possono avere sul grande pubblico, quella di smuovere le coscienze anche in un presente così complicato come quello in cui ci stiamo muovendo. 

Per evitare spoiler è meglio non sottolineare le peripezie dei protagonisti o ciò che incontreranno lungo il loro cammino, ciò che è utile evidenziare è la crescita che i personaggi hanno compiuto in quello che sembra essere l’epilogo della loro storia. Massimiliano Bruno ha dichiarato che al momento vorrebbe lavorare su altri progetti e che quindi l’idea di un quarto capitolo è ben lontana. Ma considerati gli elementi che vengono lasciati in sospeso, forse qualcosa dalla quale poter ripartire c’è sempre. 

Il pubblico ha un po’ imparato a conoscere i personaggi principali, quelli che campeggiano nella locandina, ma oltre ai membri principali della banda, vi sono delle figure nuove che vengono introdotte ad hoc per poter proseguire nel modo più coerente con la narrazione. Accanto a Giuseppe (Gianmarco Tognazzi) e a Moreno (Marco Giallini), infatti, nella locandina troviamo anche Carolina Crescentini e Giampaolo Morelli, rispettivamente Adele, donna del 1943, e Claudio Ranieri, cugino di Heather (Giulia Bevilacqua), esperto storico. 

Marco Giallini, Carolina Crescentini e Giampaolo Morelli
Marco Giallini, Carolina Crescentini e Giampaolo Morelli (Credits: 01 Distribution)
Massimiliano Bruno e Giulia Bevilacqua
Massimiliano Bruno e Giulia Bevilacqua (Credits: 01 Distribution)

Il personaggio affidato a Giampaolo Morelli è quello che permette di conferire una grande quota comica alla narrazione. Egli è l’unico che non solo mette in campo alcune nozioni di storia, ma che riesce a risolvere alcuni dei guai nei quali la banda inevitabilmente finisce. Le sue conoscenze e il suo saggio sulla Seconda Guerra Mondiale gli permetteranno di dare ben più di due schiaffi ai nazisti. 

Adele, donna che ha dentro di sé una forte modernità e una grandissima indipendenza, è un motore assai potente per la concentrazione dei nostri protagonisti maschili. La compagine maschile, molto spesso è tanto “caciarona”, definizione data dalla stessa Crescentini, da non riuscire a focalizzarsi sull’obiettivo che essi devono raggiungere. Così lei serve per riportarli all’ordine. Una fotografa che mantiene il pugno di ferro e che è elemento chiave per la risoluzione di istanti nei quali sono necessari arguzia e ingegno.  

E se nel precedente episodio avevamo avuto modo di vedere l’emotività di Moreno messa a nudo, adesso, invece, viviamo l’evoluzione emotiva di Giuseppe. Tognazzi ha sottolineato un aspetto importante della scrittura dei personaggi ai quali Massimiliano Bruno ha dato vita, cioè le loro diverse sfaccettature. Nel corso dei tre film, lo spettatore può cogliere degli aspetti diversi dei personaggi che si muovono sulla scena. Giuseppe, in particolare, è diventato via via sempre più sicuro di sé. Nel primo episodio era possibile notare la sua codardia; successivamente lo abbiamo visto indurirsi a suon di spari. Infine, qui, osserviamo il suo sentimentalismo. Viene così dato modo di riscontrare quanto questi personaggi abbiano saputo evolversi sullo schermo. 

Sintesi

Tra vecchi ritorni, nuove emotività e un approfondimento di spessore dei personaggi assistiamo all’episodio più importante nonché conclusivo della saga della banda viaggiatrice nel tempo di Massimiliano Bruno, che mette a nudo la forza d’animo ed il coraggio dei suoi protagonisti, sdrammatizzando su un periodo storico assai difficile da metabolizzare per il Bel Paese tra commedia, ironia ed uno sguardo al passato che aiuta a comprendere meglio il presente.

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