Big Little Lies 2, recensione della serie tv in onda su Sky Atlantic

La seconda stagione di Big Little Lies si presenta ancora più matura nel riuscire a raccontare i punti di forza e le debolezze delle sue protagoniste.

Big Little Lies 2, recensione della serie tv in onda su Sky Atlantic
Big Little Lies 2, recensione della serie tv in onda su Sky Atlantic

Mentre su Rotten Tomatoes viene classificata fresh al 98%, la seconda stagione di Big Little Lies giunge al giro di boa su Sky Atlantic. Finora sono stati infatti trasmessi i primi tre dei sette episodi totali, sufficienti però a testimoniare quanto si sia mantenuta alta l’asticella relativa alla qualità della serie tv creata da David E. Kelley.

Big Little Lies 2, nella serie tv la resilienza è donna

Quando, nel maggio del 2015, la HBO ordinò la produzione di Big Little Lies, adattamento dell’omonimo romanzo di Liane Moriarty, in molti drizzarono le antenne per via dei nomi che sarebbero poi andati a comporre il cast della serie tv: in fondo, non capita mica tutti i giorni di vedere gente come Nicole Kidman, Reese Witherspoon, Shailene Woodley, Zoe Kravitz e Laura Dern riunita sullo stesso set. Ebbene, le aspettative non sono state soltanto rispettate ma anche, in buona parte, superate e Big Little Lies ha raccolto alcuni dei maggiori riconoscimenti a livello internazionale. Va da sé che, alla fine del primo ciclo di episodi, la HBO abbia deciso di accontentare tutte quelle persone che richiedevano a gran voce il rinnovo di BLL per una seconda stagione.

E, della serie se le cose le dobbiamo fare, facciamole bene, anche in questo caso si è scelto di puntare in alto: al folto gruppo di attrici citate poco fa si è infatti aggiunta una “certa” Meryl Streep (l’attrice più amata e premiata degli ultimi decenni, mica piazza e fichi) che per i suoi 70 anni, compiuti la scorsa settimana, si è praticamente regalata questa nuova e importantissima esperienza nell’universo delle serie tv.

Nel corso della prima stagione di Big Little Lies, abbiamo avuto modo di conoscere i punti di forza e le debolezze di ogni singola protagonista: la serie tv ha saputo raccontare al meglio l’evoluzione del legame che, episodio dopo episodio, si è andato a creare e solidificare tra le cinque donne. Anche durante la sigla le vediamo camminare a testa alta, affiancandosi e guardandosi con aria di complicità: sono molto diverse tra loro, soprattutto dal punto di vista del modo di vestire e del modo di porsi con il prossimo e con se stesse, ma si percepisce anche tutta la loro unità e lealtà reciproca.

Meryl Streep, la ciliegina sulla torta di un’opera brillante

Attraverso un costante salto tra linee temporali differenti, gli spettatori di Big Little Lies sono arrivati a scoprire quanto è accaduto a quel famigerato party che sin dal principio ci veniva presentato come lo scenario di quella che poi effettivamente è stata una tragedia.

E la seconda stagione riparte proprio a distanza di poco tempo da quella fatidica sera: ci vengono mostrate le reazioni di Celeste e delle altre al misfatto che, seppur in maniera diversa, ha profondamente stravolto la serenità di tutte. All’inizio, infatti, sembra quasi che soltanto Bonnie (Zoe Kravitz) abbia subito delle reali conseguenze psichiche in quanto omicida materiale di Perry (Alexander Skarsgard). Eppure ben presto capiamo che lei non è affatto l’unica a dover fare i conti con un costante senso di colpa e con la paura che infatti domina nell’animo anche delle altre. Anzi, Bonnie è forse l’unica ad avere il coraggio di affrontare il proprio stato d’animo ed il proprio disagio.

Big Little Lies 2, recensione della serie tv in onda su Sky Atlantic

Madeline (Reese Witherspoon), ad esempio, si presenta sempre carica di adrenalina, pronta a posare sguardo e “giudizi” su tutto quello che le accade intorno, eppure soprattutto in questa seconda stagione non mancano momenti in cui riusciamo finalmente a percepire tutto il suo senso di inadeguatezza come madre, donna e compagna; Jane (Shailene Woodley), quella che viene spesso ritratta come l’emblema della libertà e dell’indipendenza, alla fine dimostra di essere ancora imprigionata ai fantasmi del suo passato; Renata (Laura Dern), dal canto suo, sembra essersi “distratta” da quanto accaduto al party concentrando tutta la propria attenzione sul suo status di donna benestante, salvo poi arrivare a capire di dover riprendere totalmente in mano la sua famiglia; infine c’è Celeste (Nicole Kidman), che invece vive la sua condizione di vedova in un equilibrio molto precario e si ritrova a stretto contatto con Mary Louise, la madre di Perry, interpretata in maniera magistrale da Meryl Streep che conferma così di essere un assoluto valore aggiunto per questa serie tv. Proprio a lei spetta infatti l’arduo compito di portare sul piccolo schermo una madre costretta a fare i conti la morte di un figlio, probabilmente il dolore più profondo che un essere umano possa provare nel corso della sua esistenza e che in questa serie tv trova giustizia e credibilità proprio grazie all’interpretazione dell’attrice statunitense.

Crollano le certezze, aumentano le consapevolezze

Nota di merito va poi alla colonna sonora di Big Little Lies, pronta a raccogliere brani di generi ed epoche differenti ma ugualmente capaci di aderire perfettamente al sentimento che prevale in determinate scene (splendido il momento in cui Jane fa fluttuare liberamente il suo corpo sulla spiaggia sulle note di The Mystery Of Love, colonna sonora del film Chiamami col tuo nome).

Big Little Lies 2, recensione della serie tv in onda su Sky Atlantic

Big Little Lies riesce, dunque, anche con questa seconda stagione, a tenere il pubblico incollato allo schermo, intento a capire come si evolveranno non solo le varie vite private delle protagoniste ma anche l’indagine relativa alla morte di Perry. Proprio in relazione a questo, abbiamo visto come Mary Louise (Meryl Streep) sia pronta a raccogliere sempre più prove e portare alla luce più contraddizioni possibili per poter aiutare la polizia a scoprire la verità sulla prematura scomparsa di suo figlio.

Attraverso giochi di regia, dialoghi mai scontati e ritmi tutt’altro che lenti ci si ritrova ad essere risucchiati da un vortice di sensazioni legate ai vari umori delle cinque di Monterey: la sicurezza che pensavano di poter ritrovare all’interno della propria routine e delle loro rispettive famiglie, nonché l’apparente self-control di facciata, lasciano così spazio alla consapevolezza di non avere più nulla sotto controllo, alla rabbia, al panico e ad un mal d’animo generale, e questo, oltre a mettere Celeste e le altre a rischio per quanto riguarda le indagini, le costringe anche a guardarsi dentro per capire come siano arrivate a determinati picchi di disperazione e soprattutto capire come guardare avanti, di nuovo a testa alta e di nuovo vicine e resilienti lungo le splendide spiagge della California.