Beckett

Beckett recensione film con John David Washington, Alicia Vikander e Vicky Krieps [Netflix]

Beckett recensione film di Ferdinando Cito Filomarino con John David Washington, Alicia Vikander, Vicky Krieps, Boyd Holbrook e Panos Koronis

Presentato al Festival di Locarno come film d’apertura e distribuito su Netflix, Beckett è un thriller di ambientazione greca con sottotesti socio-politici, un one man show del suo protagonista John David Washington, adesso noto soprattutto per Tenet di Cristopher Nolan. Co-prodotto da Luca Guadagnino, Beckett è scritto da Ferdinando Cito Filomarino, per molti anni suo partner artistico e sentimentale e regista di seconda unità di film quali Suspiria, nonché nipote di Luchino Visconti.

Le premesse per un film di genere classico ma al tempo stesso velatamente autoriale c’erano tutte, e Beckett in questo senso non delude. Sin dal colpo di scena iniziale, che ci fa empatizzare volutamente di più con il title character nella sua lotta per la sopravvivenza, Beckett si dimostra essere un film in cui la dimensione thriller non viene mai decostruita o frammentata – come magari faceva lo stesso Guadagnino per il suo Suspiria – ma al tempo stesso tutti i personaggi sono contraddistinti da una maggiore umanità e credibilità rispetto alla media dei film di questo genere.

John David Washington
John David Washington (Credits: Yannis Drakoulidis/Netflix)
Alicia Vikander e John David Washington
Alicia Vikander e John David Washington (Credits: Yannis Drakoulidis/Netflix)

La stessa Alicia Vikander, che interpreta la compagna del protagonista, per una volta appare molto più naturale rispetto ai film che la vedevano sovra-truccata o incredibilmente muscolosa e atletica, mentre il personaggio di Vicky Krieps, nota soprattutto per Il filo nascosto e che qui interpreta il ruolo di un’attivista politica, ha un legame da non sottovalutare con l’attualità e con la storia recente della Grecia. Fa piacere ritrovare anche Boyd Holbrook, villain dell’eccezionale Logan e protagonista del meno fortunato The Predator, nel ruolo del console americano.

Quali sono le altre particolarità di Beckett? Innanzitutto, la rappresentazione dell’ambientazione. La Grecia prima rurale e poi urbana in cui il protagonista fugge inspiegabilmente braccato dalla polizia dopo il suo incidente non dà mai spunti a rappresentazioni elegiache o stereotipate, “da cartolina”, ma, ritratta dalla bella fotografia del thailandese Sayombhu Mukdeeprom, è una Grecia austera e severa, in cui la natura non offre scampo né pratico né emotivo al protagonista Beckett. Nome, questo, non privo di significati e rimandi: se è un classico stereotipo di tutto il cinema di genere quello di un protagonista che, in preda alle più gravi difficoltà personali o collettive, scopre la sua missione, la sua identità e i suoi punti di forza – in certe spy story o disaster movie in cui i protagonisti scoprono o accentuano delle qualità che permettono loro di salvare il mondo si potrebbe parlare quasi di un’”individualizzazione catastrofistica”, se non tout court di un messianesimo – in Beckett il protagonista invece è oggetto di una persecuzione improvvisa e inspiegabile da parte tanto delle autorità locali greche quanto dei funzionari dell’ambasciata statunitense che dovrebbero proteggerlo.

Beckett recensione film Netflix con John David Washington e Alicia Vikander
John David Washington e Alicia Vikander (Credits: Yannis Drakoulidis/Netflix)
Vicky Krieps
Vicky Krieps (Credits: Yannis Drakoulidis/Netflix)

Ecco, nascosta dietro questa persecuzione, le cui ragioni sono inspiegabili fino al secondo colpo di scena con cui si chiude il film, si coglie una delle maggiori componenti autoriali del film di Cito Filomarino: l’idea di una messa in accusa e di una persecuzione continua, senza una vera motivazione e quasi “esistenziale” ha molto a che fare con tutta una linea della cultura del Novecento che, iniziata forse da Kafka con il suo Il processo, arriva fino al teatro dell’assurdo e in particolare alle opere del drammaturgo irlandese Samuel Beckett. Ma al di là di questi riferimenti colti o delle allusioni socio-politiche all’austerity in Grecia, Beckett è un thriller che conosce il suo mestiere, anche grazie al montaggio serrato di Walter Fasano, un altro dei collaboratori di fiducia di Guadagnino prestati al giovane discepolo. Non manca qualche situazione stereotipa ma, come viaggio al cardiopalma in una Grecia in crisi, Beckett è sicuramente un film riuscito, che mostra il talento di John David Washington molto più del suo Protagonista pressoché inespressivo di Tenet.

Peraltro Washington Jr. ha saputo di essere stato scelto da Nolan proprio sul set greco di Beckett, che è stato girato prima ma è uscito dopo: segno di quanto Cito Filomarino, Guadagnino e il loro team ci avessero “visto lungo”, avendo così l’occasione di lavorare con un attore un attimo prima che diventasse una superstar globale.

Sintesi

Thriller con sottotesti socio-politici ambientato in una Grecia austera e severa, in cui la natura non offre scampo né pratico né emotivo al protagonista John David Washington, Beckett mostra personaggi umani e credibili e l'idea autoriale di Ferdinando Cito Filomarino di una messa in accusa e persecuzione continua, priva di motivazione e quasi esistenziale collegata alla cultura del Novecento.

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