Antigone

Antigone recensione [#RomaFF14]

Antigone recensione del film di Sophie Deraspe con Nahéma Ricci, Rawad El-Zein, Hakim Brahimi, Rachida Oussaada e Nour Belkhiria

Uno dei migliori film finora visti alla Festa del Cinema, Antigone di Sophie Deraspe consiste in un’attualizzazione nel Quebec dei nostri giorni dell’omonima tragedia di Sofocle. Un’attualizzazione di un testo fondante della letteratura è sempre un’operazione rischiosa, quasi sempre votata al fallimento, alla banalizzazione, ma per una sorta di miracolo cinematografico la sceneggiatrice e scrittrice classe 1973, al suo quarto film di finzione, riesce a creare un’opera quasi senza pecche per quanto concerne il rapporto con la tragedia di partenza. Non a caso Antigone è stato calorosamente accolto dalla critica durante la sua première al Toronto International Film Festival ed è la proposta canadese come miglior film in lingua straniera (il film alterna francese e arabo) per la prossima edizione degli Oscar.

Nahéma Ricci e Rachida Oussaada
Nahéma Ricci e Rachida Oussaada

Nel film della Deraspe, già premiata a Torino per il suo precedente Les Loups, Antigone non è più la figlia di Edipo re di Tebe; è una ragazza tunisina che è immigrata in Canada assieme alla sorella Ismene, ai due fratelli Eteocle e Polinice e alla nonna Menecea. La sua vita da studentessa modello viene scossa dall’improvvisa morte di Polinice, ucciso durante un’azione nei quartieri poveri dalla polizia che aveva confuso il suo cellulare con un’arma; nella stessa azione viene arrestato anche Eteocle, segretamente affiliato a una gang criminale; saputo che Eteocle rischia l’estradizione, Antigone mette in atto un fantasioso scambio di persona che consente al fratello di fuggire dal carcere, facendo però incriminare lei. Attorno al suo caso e alle sue motivazioni – lei ha seguito la “legge del cuore”, stimando il “farsi amare dai morti” più importante del farsi amare dai vivi – si crea un pubblico movimento che mette in campo slogan, simboli e proteste per chiederne la scarcerazione.

Antigone recensione
Antigone di Sophie Deraspe

Particolare forza assumono le scene in cui il riferimento all’attualità è più stringente: e penso innanzitutto al coro greco dell’era digitale, un vorticare di foto, post e commenti social che si esprimono a favore o contro le vicende narrate (la morte “accidentale” di Eteocle, i vari momenti del processo ad Antigone). In queste sequenze la mente corre immediatamente a fatti e vicende attuali, a partire da Greta Thunberg – ancora sconosciuta quando il film è stato concepito e girato – fino ad arrivare ai più foschi omicidi di cittadini neri da parte delle forze dell’ordine americane. Era stato proprio da uno di questi casi – la morte del sudamericano Fredy Villanueva a Montreal, nel 2005 – che Sophie Deraspe aveva tratto l’iniziale ispirazione per arrivare a concepire il suo quarto film.

Nahéma Ricci
Nahéma Ricci

Un film che si poggia molto sulla grandiosa interpretazione di Nahéma Ricci, al suo secondo ruolo cinematografico, stella in ascesa del cinema canadese perfettamente adatta nel suo ruolo di Antigone gracile e adolescenziale, decisa e disperata al tempo stesso. Resta particolarmente impressa la scena con la psichiatra cieca Tiresia/Therese, nonostante un colpo di scena finale un po’ superfluo e fin troppo legato al testo della tragedia originale. Forse non era neanche necessario mantenere la corrispondenza dei nomi dei personaggi, nella loro eccentricità possono risultare fin troppo “pesanti” nella fruizione dell’opera, ma questo è un dettaglio del tutto secondario. Antigone resta un’opera potente, leale a Sofocle e allo stesso tempo estremamente contemporanea e decisamente degna di attenzione da parte del pubblico. Si confida in un distributore italiano.

Antigone recensione
Antigone di Sophie Deraspe

Sintesi

Proposta canadese agli Oscar calorosamente accolta dalla critica, Antigone di Sophie Deraspe è un'opera potente, leale a Sofocle e allo stesso tempo estremamente contemporanea, arricchita dalla grandiosa interpretazione di Nahéma Ricci.

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