A Day

A Day recensione film di Cho Sun-ho con Kim Myung-min e Byun Yo-han [Anteprima]

A Day riutilizza il loop temporale per far scendere la fantascienza ad un livello più umano senza troppi effetti speciali. La recensione

A Day recensione film di Cho Sun-ho con Kim Myung-min, Byun Yo-han, Yoo Jae-myung, Shin Hye-sun, Jo
Eun-hyung e Im Ji-kyu

Fare un’ottima impressione. É l’obiettivo della maggior parte delle persone nel momento in cui affrontano un nuovo inizio. Il ragazzo che vuole far colpo a tutti i costi è poco lontano dalla donna che si presenta ad un colloquio di lavoro in un’importante azienda. Istinto? Obbligo sociale? Probabilmente un mix di entrambe le cose per riuscire a lasciare una traccia che non evapori senza la nostra presenza.

Ha provato a presentarsi con tutti i crismi sicuramente anche Cho Sun-ho, all’esordio come regista dopo aver essersi affacciato nella cinesfera in veste di sceneggiatore di Killer Toon. Non è noto come abbia convinto una casa di produzione a compiere questo scatto di carriera ma, con un ridottissimo margine di approssimazione, è ragionevole che l’idea alla base di A Day (Ha-roo in lingua originale) abbia goduto di un pitch esaltante ed estremamente convincente. Sun-ho avrà proposto ai suoi interlocutori un film che sviluppa il loop temporale di Ricomincio da capo incrociandolo con una vena drammatica molto accentuata. Un tema che non passa mai di moda, nonostante gli abusi e i soprusi subiti nei molti film che l’hanno adattato, relativamente semplice da girare e produttivamente goloso vista la ristretta scelta di ambienti e location. Fondi strappati e via con la produzione.

Kim Myung-min
Kim Myung-min (Credits: P.F.A. Films/Emme Cinematografica)
Kim Myung-min
Kim Myung-min (Credits: P.F.A. Films/Emme Cinematografica)

Sarebbe potuto essere un disastro, avrebbe potuto fare acqua da tutte le parti ma A Day ha una formula e una sceneggiatura che va oltre i cliché della specifica fantascienza e riesce a mostrare il baratro umano che la ripetizione di una giornata terribile può significare per i personaggi interpretati da Kim Myung-minByun Yo-han, Yoo Jae-myung, tre uomini apparentemente sconosciuti ma legati da una tragedia del passato e da un cuore nel senso anatomico del termine. La tensione drammatica che si costruisce con il ripetersi della “giornata tipo” è perfettamente bilanciata con il percorso di briciole informative che fanno luce su una situazione fuori dall’ordinario.

Uscito nel 2017 sul mercato coreano dopo un fortunato passaggio al Festival di Cannes e in arrivo solo ora in Italia, il film di Cho Sun-ho riesce a mantenere una credibilità e una coerenza puntando forte sul mistero e la suspense piuttosto che esasperare la formula della ripetizione all’infinito di un giorno X. A Day riesce quindi dove tanti hanno fallito, a patto di accettare le regole standard del loop temporale senza farsi troppe domande e seguire il montaggio spezzettato di una fantascienza quotidiana.

Sintesi

Con le sue formula narrativa e sceneggiatura A Day di Cho Sun-ho va oltre i cliché della fantascienza di riferimento e riesce a mostrare il baratro umano che la ripetizione di una giornata terribile può significare per i suoi personaggi.

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