ZeroZeroZero recensione serie TV Sky Episodi 1-2

ZeroZeroZero recensione
ZeroZeroZero serie TV Sky di Stefano Sollima con Dane DeHaan, Andrea Riseborough e Gabriel Byrne

ZeroZeroZero recensione della serie TV di Stefano Sollima con Dane DeHaan, Andrea Riseborough, Gabriel Byrne, Giuseppe De Domenico, Adriano Chiaramida e Harold Torres trasmessa su Sky

“Le regole d’onore non dicono che devi essere buono, ma solo che devi essere giusto.”
(Gabriel Byrne è Edward Lynwood in ZeroZeroZero)

Tratta dall’omonimo romanzo inchiesta di Roberto Saviano che indaga la formazione ed evoluzione dei cartelli del narcotraffico e del commercio internazionale del “petrolio bianco” dal Sud America agli Stati Uniti e alle mafie dell’Italia meridionale, arriva su Sky la serie TV italiana prodotta da Cattleya e Fandango e diretta da Stefano Sollima (Soldado, Gomorra: La Serie), attualmente sul set del suo secondo film americano, Without Remorse con Michael B. Jordan, Jodie Turner-Smith e Jamie Bell.

Preceduto dalla presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia – ve ne avevamo già scritto qui – e da un imponente battage pubblicitario, ZeroZeroZero affronta tematiche scabrose, tra fiumi di cocaina, cartelli messicani, corruzione delle istituzioni, potenti broker statunitensi del malaffare e mafie del Sud Italia (la ‘ndrangheta), senza tuttavia mai esserlo scabroso, temi ed eventi appaiono frenati e non assumono spessore sullo schermo, lontani dall’indecenza e dalla spinta emozionale dei canoni del genere.

Dane DeHaan, Gabriel Byrne e Andrea Riseborough
Dane DeHaan, Gabriel Byrne e Andrea Riseborough
ZeroZeroZero recensione
ZeroZeroZero di Stefano Sollima

Dagli omicidi perpetrati dalla ‘ndrangheta calabrese al taglio e confezionamento della cocaina fino alle torture perpetrate dalle Forze Speciali messicane, ZeroZeroZero appare la versione edulcorata e adatta a tutti di contenuti di per sè indecenti e delicati che hanno assunto ben altro livello di realismo ed impatto emozionale nelle produzioni di genere.

Dai cadaveri dati in pasto ai maiali dalla mafia in Hannibal, alla produzione di droga in American Gangster, dalle torture in Sicario alla rappresentazione dei narcotrafficanti in Narcos, ZeroZeroZero si mostra assai lontano dai canoni, finanche nel confezionamento complessivo che, nonostante la direzione di Stefano Sollima, pecca anche di dinamismo – basti pensare agli assalti delle Forze Speciali e alle sparatorie in piazza piuttosto che al meeting del cartello – rivelandosi un prodotto tipicamente per il piccolo schermo.

Harold Torres
Harold Torres
Adriano Chiaramida e Giuseppe De Domenico in ZeroZeroZero
Adriano Chiaramida e Giuseppe De Domenico in ZeroZeroZero

Scelte di casting al di sotto delle aspettative generano un coinvolgimento altalenante nei confronti delle storie dei protagonisti, suddivisi tra compratori (la ‘ndrangheta calabrese), venditori (il cartello messicano dei Leyra), broker mediatori (la famiglia statunitense dei Lynwood) e istituzioni, fedeli e corrotte, con Gabriel Byrne, Dane DeHaan e Andrea Riseborough che rappresentano i momenti migliori, da contraltrare il cast italiano si dimostra di scarso rilievo nonostante l’espediente delle conversazioni in dialetto che avrebbe potuto giovare al realismo della narrazione.

“Non ho mai passato tutta la notte con qualcuno a parte voi.”
(Emma Lynwood, Andrea Riseborough)

La filosofia spicciola di Edward (Gabriel Byrne), basata sul più bieco utilitarismo che sostiene il bisogno di circondarsi soltanto di persone che possano offrirci qualcosa senza avere nulla a pretendere, e la spiritualità deviata e devota alla corruzione di Manuel (Harold Torres), rappresentano lo spessore maggiore raggiunto dai personaggi di ZeroZeroZero, serie che al suo esordio non ci ha purtroppo convinto per trattazione e rappresentazione dei temi affrontati.

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ZeroZeroZero di Stefano Sollima