Costruire mondi: intervista a Zeek Earl, co-regista di Prospect [degenere]

Per la nostra nuova rubrica Degenere, abbiamo intervistato Zeek Earl, il co-regista del film indie di fantascienza Prospect. L’intervista

Quest’estate uno dei film più visti di Prime Video Italia è stato Prospect, originale film indie di fantascienza diretto dal duo americano Chris Caldwell e Zeek Earl, al loro primo lungometraggio. Protagonista del film è la giovane Sophie Thatcher nei panni dell’adolescente Cee, in viaggio con il padre verso una luna aliena dove devono andare alla ricerca di un prezioso minerale; l’operazione prende però una piega drammatica quando i due restano coinvolti in uno scontro a fuoco con un gruppo rivale di cercatori d’oro, e Cee si ritroverà suo malgrado a dover collaborare con Ezra, l’uomo che ha ucciso suo padre, interpretato da Pedro Pascal, star di Narcos e di The Mandalorian. Girato con un budget molto basso per un film di fantascienza, inferiore ai 4 milioni di dollari, Prospect è stato accolto positivamente dal pubblico e dalla critica sin dalla sua presentazione al South by Southwest Film Festival nel 2018, e sta adesso conoscendo un rinnovato successo da quando è stato distribuito sulle principali piattaforme streaming. Abbiamo intervistato Zeek Earl, co-autore dell’opera, per farci spiegare i retroscena della realizzazione del film. L’intervista è stata realizzata in collaborazione con Antonio Orrico di Zon.

Zeek Earl e Chris Caldwell con la protagonista Sophie Thatcher
Zeek Earl e Chris Caldwell con la protagonistadi Prospect Sophie Thatcher

Zeek Earl: intervista al co-regista di Prospect

Quali sono state le tue prime esperienze da regista? Quando hai incontrato Chris Caldwell e come è nata la vostra collaborazione?

Zeek Earl: Quando frequentavo il liceo ho girato un gran numero di piccoli cortometraggi amatoriali. Finite le superiori mi sono iscritto alla facoltà di Letteratura della Seattle Pacific University dove ho conosciuto Chris Caldwell; subito dopo la laurea con Chris ho girato il mio primo corto professionale, intitolato In the Pines, disponibile in rete. Si trattava di un corto a basso budget, un esperimento per fare il tipo di fantascienza che volevamo fare immerso nell’ambiente naturale in cui vivevamo, il Nord-Est del Pacifico, come poi avremmo replicato anche per Prospect.

Per Prospect quali sono state le vostre principali ispirazioni in termini di design e narrazione? Avete scrittori, registi o fumettisti di fantascienza come riferimenti?

Zeek Earl: Prospect mescola un gran numero di referenze diverse. La storia la penso quasi in termini western, è molto ispirata al cinema di Sergio Leone e al suo “uomo senza nome”; siamo però grandi fan anche dei fratelli Coen e in particolare de Il Grinta, li ammiriamo molto per come sono riusciti a creare personaggi riconoscibili e iconici nei loro western moderni. Il design invece è molto retrofuturista, molto anni ottanta, si richiama un po’ ad Alien, un po’ a Blade Runner, un po’ a Moebius, ma quando inizi una ricerca visiva di questo tipo ti ritrovi per le mani un autentico vaso di Pandora a cui attingere.
Chris ed io abbiamo fondato un vero e proprio studio a Washington per occuparci della scenografia, non ci siamo affidati ad altre compagnie, abbiamo direttamente fondato la nostra! Avevamo un grande muro con appese tutte le nostre ispirazioni e tutti i nostri riferimenti, certi giorni ne aggiungevamo di nuovi, altri giorni toglievamo alcuni dei vecchi, creare la nostra visione è stato un processo molto eccitante basato su infinite ispirazioni.

Pedro Pascal in Prospect
Pedro Pascal in Prospect

Quanto tempo ha richiesto la ricerca dei fondi necessari per realizzare Prospect? In quale fase del processo produttivo avete ottenuto il coinvolgimento di Pedro Pascal?

Zeek Earl: Per un regista esordiente è complicato avere il budget di una grande produzione per fare un film di fantascienza, che generalmente richiede delle scenografie piuttosto complicate, e infatti a noi sono serviti ben tre anni per avere i finanziamenti di Prospect. Nel processo di ricerca dei fondi abbiamo revisionato la sceneggiatura almeno tre volte, per cui paradossalmente siamo felici del fatto che ci abbia preso tutto questo tempo il completamento del budget, perché di volta in volta abbiamo sentito come la sceneggiatura migliorava. Certo però è stato molto difficile, innanzitutto su un piano emotivo, dedicarti a lungo a qualcosa senza avere la certezza di riuscire veramente a girarlo: abbiamo sicuramente avuto una grande fortuna a trovare i nostri produttori Scott Glassgold, Andrew Miano, Chris Weitz, Dan Balgoyen che ci hanno seguito in tutti questi anni e ci hanno aiutato molto nella ricerca dei fondi. A Pedro Pascal abbiamo semplicemente inviato la sceneggiatura, gli è piaciuto molto il linguaggio in cui si esprimeva Ezra perché gli ricordava la lingua di certi personaggi Shakespeare, un inglese che in realtà non è del tutto inglese – lui infatti ha avuto una formazione teatrale. La proposta gli è piaciuta ed è stato fantastico averlo con noi.

Da coppia stabile di sceneggiatori e registi, come lavorate nel processo di scrittura e come vi dividete i compiti sul set?

Zeek Earl: Questa domanda ci viene posta spesso, e per noi rispondere è complicato perché lavoriamo insieme da così tanto tempo che sappiamo di più come girare un film in due che come girare da soli. Penso che la base del successo della nostra collaborazione stia nel fatto che Chris ed io lavoriamo insieme ai progetti sin dall’inizio, dalla sceneggiatura fino alla fine. Io sono più attento ai grandi concetti, alle linee generali della storia e ai dettagli visivi, Chris è un maestro nello scrivere i dialoghi e i personaggi, ma essenzialmente vediamo e rivediamo lo script insieme centinaia di volte per cui, quando alla fine arriviamo sul set, abbiamo già deciso tutto e non abbiamo alcun disaccordo, abbiamo già chiaro in mente il film che vogliamo fare. Se arrivi a quel livello di intesa prima di arrivare sul set è perfetto perché hai sempre qualcuno al tuo fianco che ti copre le spalle, se sei stanco c’è un altro che può aiutarti e prendere il tuo posto mentre tu ti riposi. Per me questo è molto utile per essere anche il direttore della fotografia: essendoci Chris io posso occuparmi anche delle luci senza sentirmi come se stessi ignorando gli attori o la storia.

Zeek Earl e Chris Caldwell, co-registi di Prospect
Zeek Earl e Chris Caldwell, co-registi di Prospect

Come tu stesso hai suggerito Prospect può essere avvicinato al retrofuturismo, un genere relativamente nuovo della fantascienza che sembra rappresentare il futuro in un modo antico, polveroso, sporco, come se fosse già visto da una prospettiva passata. Cosa vi ha condotti a questo stile? Pensate che il futuro adesso sembri più oscuro che nei giorni della fantascienza classica?

Zeek Earl: Con Prospect noi non abbiamo mai provato a rappresentare realisticamente il futuro. Viaggiare verso sistemi solari lontani alla ricerca di minerali è qualcosa che avverrà fra molto, molto tempo, e anche le intuizioni più giuste su come potrebbe essere la vita di questi ipotetici minatori spaziali sarebbero solo fantasie. Assieme a Chris abbiamo cercato di costruire un mondo che creasse un’atmosfera generale funzionale ai personaggi e alla storia, che desse le giuste sensazioni, che avesse una compattezza visiva, quasi un suo stile. In un certo senso credo sia vero che in certe cose sembri quasi più un film sul passato che un film ambientato nel futuro. Molti film di fantascienza che avevamo visto però cercavano di sembrare futuristici, ma finivano per diventare la rappresentazione un po’ edulcorata di una sottocultura del mondo contemporaneo. Noi volevamo creare qualcosa che davvero sembrasse appartenere a un mondo diverso dal nostro, che si capisse che non appartenesse a noi, e così è nato il mondo di Prospect. Quanto alla seconda domanda sì, probabilmente adesso il futuro sembra molto più oscuro che negli anni sessanta-settanta della “corsa allo spazio” fra USA e URSS, quando davvero si credeva che che l’umanità avrebbe continuato ad esplorare l’universo e che di lì a poco ci saremmo imbarcati in massa su razzi spaziali. Questa convinzione si è rivelata erronea: viaggiare nello spazio è incredibilmente pericoloso, i pianeti vicini non sono neanche lontanamente abitabili e non torniamo sulla Luna dal ’72, e forse questo disincanto ha influito sull’attitudine psicologica delle persone verso il futuro. Non possiamo non accorgerci di essere circondati da molte altre invenzioni futuriste, le nanotecnologie, gli smartphone, i mondi digitali e via dicendo, ma quell’era ottimista sui viaggi nello spazio non creda esista più.

Sophie Thatcher, la protagonista di Prospect
Sophie Thatcher, la protagonista di Prospect

Prospect è anche una sorta di romanzo di formazione della protagonista Cee, che dopo l’uccisione di suo padre in uno scontro a fuoco finisce per collaborare con Ezra (Pedro Pascal), l’uomo che ha sparato contro suo padre. Cee è interpretata dalla debuttante Sophie Tachter, con grande abilità. Come l’avete scelta? In che modo avete impostato con lei, come registi, la sua prima esperienza di recitazione?

Zeek Earl: Noi abbiamo speso molto tempo per scegliere gli attori a cui assegnare le parti. Abbiamo scelto di andare a Los Angeles per fare delle audizioni, ma allo stesso tempo ricevevamo delle video-audizioni da tutto il Paese statunitense, alcune anche dal Canada, e proprio la video-audizione di Sophie ci ha stregati, perché lei ha delle qualità fuori dal comune, soprattutto per i tempi che corrono. Ci siamo innamorati del suo modo di parlare e di interagire e del suo approccio alla sceneggiatura. Pedro ha passato parecchio tempo con lei e la rispetta davvero tanto, la considera molto intelligente per l’età che ha, e lei stessa ha dimostrato di saper calibrare la sua performance a seconda di ciò che le viene richiesto sul set. Anche noi non abbiamo dovuto darle molte indicazioni su come stare sul set. Sophie non è apparsa in molti film o serie, ma ha avuto numerose esperienze teatrali, ha interpretato Anna Frank, ha recitato anche in un episodio di Chicago P.D.. Sul set Sophie è stata quasi più professionale e performante di quanto non lo fossimo Chris ed io!

Nello sviluppo della storia Cee ed Ezra si incontrano con una setta religiosa di ex-minatori che rifiutano l’utilizzo delle armi ma desiderano acquistare la ragazza. Già in diversi altri film di fantascienza del passato, come Alien3 o Sunshine, il protagonista incontra gruppi di bigotti in pianeti lontani o su astronavi in rovina. Credi che i futuri astronauti, nell’isolamento dello spazio, potrebbero davvero sviluppare forme di estremismo religioso?

Zeek Earl: Questa è una domanda interessante. A dire il vero gran parte della nostra ispirazione per Prospect, soprattutto per quanto riguarda l’episodio della setta religiosa, ci è venuta prendendo come modello la stessa America, dove soprattutto negli Stati occidentali ci sono molte comunità di questo tipo, all’interno delle quali si realizzano delle dinamiche davvero uniche, per quanto individualistiche ed estreme, in nome della fede in un qualcosa. Io immagino che se l’uomo avesse la possibilità di viaggiare e scoprire l’immensa vastità dello spazio, di mettere piede su nuovi pianeti e di costruire stazioni spaziali, ad un certo punto si evolverebbe e si scosterebbe dalle classiche regole culturali che lui stesso ha creato sulla Terra. Ad oggi non ho alcuna idea su come potrebbe essere una realtà simile, ma resta davvero intrigante immaginare e fare congetture su di essa.

Durante le riprese del cortometraggio
Durante le riprese del cortometraggio

Prospect sta ottenendo un rinnovato successo dopo essere stato distribuito su Prime Video, e molti spettatori da tutto il mondo hanno trovato un modo per vederlo, cosa che raramente accade per i film indipendenti. Secondo te, i servizi di streaming stanno diventando più importanti dell’esperienza in sala?

Zeek Earl: Sì, sicuramente. Noi inizialmente eravamo molto felici del fatto che Prospect sarebbe stato distribuito in sala negli Stati Uniti, ma quando è uscito siccome noi non avevamo un grande budget di marketing non lo hanno visto in molti, il film è arrivato nelle sale ma non abbiamo avvertito una forte reazione. Quando però è stato caricato su siti di torrent, da dove le persone potevano scaricarlo illegalmente, paradossalmente è stato un bene per noi, perché abbiamo iniziato a vedere più persone parlarne su Internet, più recensioni apparire online, e via via che Prospect è stato distribuito sui vari server di streaming legale ha finalmente trovato il suo pubblico. Qui negli USA Prospect arriverà su Netflix a novembre e ne siamo molto eccitati, è passato più di un anno dall’arrivo nelle sale e sarà di fatto come una seconda uscita del film, perché la maggior parte delle persone lo vedranno per la prima volta su Netflix.

Quali sono i vostri futuri progetti?

Zeek Earl: Chris ed io stiamo attualmente sviluppando diversi progetti, tutti legati alla fantascienza. Stiamo scrivendo la sceneggiatura di un lungometraggio ambientato in un futuro prossimo qui sulla Terra, ambientata all’interno di alcune fattorie artificiali. Stiamo inoltre lavorando su due diverse serie di cui però non possiamo parlare, e stiamo iniziando a sviluppare anche una potenziale serie TV basata su Prospect.

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