White Lines

White Lines recensione serie TV [Netflix]

La recensione di White Lines, serie tv spagnola di Netflix ideata da Alex Pina, il creatore de La Casa di Carta e co-creatore di Vis a Vis.

La calda stagione è ormai iniziata ed ecco che con lei, puntuali come i tormentoni di Enrique Iglesias, spuntano nel catalogo Netflix tutte quelle serie tv che sembrano racchiudere in sé il trittico “sole cuore amore”, perfetto per andare a braccetto con i mesi più caldi dell’anno. Come a dire che da maggio a settembre/ottobre fa troppo caldo per impegnare la mente con serie tv (o brani musicali) più complessi. E se titoli come Outer Banks e Summertime sembrano essere passati più inosservati, White Lines ha saputo invece richiamare l’interesse e la curiosità di tantissimi abbonati alla piattaforma streaming che di recente sembra aver intuito la convenienza di proporre opere che strizzano l’occhio soprattutto agli utenti più “teen”.

Dopo banche e carceri femminili, Alex Pina con White Lines ci porta tra le meraviglie delle Baleari

Complice di tale successo è sicuramente la firma di Alex Pina, ideatore di White Lines, noto già per aver dato vita al fenomeno La Casa di Carta e, in parte, alla fortunata Vis a Vis – Il prezzo del riscatto. E a pensarci bene queste tre serie tv sono accomunate tra loro da un determinato fattore: il denaro. Chi lo ruba, chi lo brama da dietro le sbarre e chi addirittura arriva ad uccidere un amico per aver perso tutti i propri soldi. Insomma, se in Italia la maggior parte delle serie TV, almeno fino a poco tempo fa, riguardavano spesso malavita e prostituzione, in Spagna sembrano aver capito che alla gente piacciono gli intrighi amorosi conditi da un bel po’ di dannazione.

Marcus Ward (Daniel Mays) in una scena di White Lines
Marcus Ward (Daniel Mays) in una scena di White Lines

White Lines ci porta al fianco di Zoe Walker, che da Manchester sceglie di trattenersi per un periodo a Ibiza per scoprire chi ha ucciso suo fratello Axel venti anni prima, quando cioè il ragazzo si è trasferito sull’isola spagnola cercando (e trovando) il successo come dj. Nonostante siano passati due decenni, tutta la comitiva con cui Axel aveva trascorso i suoi ultimi anni di vita è rimasta ad Ibiza e accoglie Zoe come fosse una sorella minore. Quando però comprendono l’ostinazione della donna che continua ad indagare sempre più a fondo nelle loro vite, alcuni rapporti esplodono, rivelando loschi segreti legati al passato di ciascuno di loro.

I primi episodi di White Lines ti mettono di fronte a quello che appare come un giallo da risolvere ma poi, man mano che si intrecciano le strade e le vite dei protagonisti, sembra si perda completamente di vista l’obiettivo. Lo perde Zoe, figuriamoci coloro che per 10 episodi guardano da casa, un po’ annoiati sul divano o sul letto, gente di ogni età che se la spassa su una splendida isola, facendo la bella vita e campando, a quanto pare, esclusivamente di rendita. E forse l’obiettivo sembra perderlo, a tratti, anche Alex Pina: cosa vuole, in realtà, che il pubblico tentasse di scoprire in anticipo il colpevole come in un qualsiasi romanzo di Agatha Christie? oppure che si appassionasse alla storia tra Boxer e Zoe, arrivando a schierarsi a favore o contro le scelte della donna, come fosse una Tokyo o una Macarena qualsiasi? Vince il genere giallo o quello romantico? Probabilmente, alla fine dei conti, a prevalere è il secondo.

White Lines e quel tuffo in un mare di tentazioni

Un po’ come succede ne La Casa di Carta e in Vis a Vis, un susseguirsi di eventi no sense, quasi al limite dell’inverosimile, rende alcune fasi della narrazione molto stucchevoli e lo spettatore tende a seguire gli episodi solo per capire fin dove possa spingersi la serie o comunque come potrebbe mai chiudersi quello che sembra un tunnel senza via d’uscita. Le linee a cui fa riferimento il titolo, a parte le strisce di cocaina che si sprecano all’interno dello show, sembrano equivalere proprio ai limiti che ciascuno dei protagonisti ha oltrepassato e continua ad oltrepassare nel corso della propria esistenza.

White Lines recensione serie TV
Axel Collins (Tom Rhys Harries) in una scena di White Lines, la nuova serie spagnola di Netflix

Di sicuro il pezzo forte di White Lines è la fotografia, davvero pazzesca grazie agli straordinari scenari delle Isole Baleari. Ibiza ne esce fuori descritta peggio di come di solito viene descritta dalle trasmissioni televisive più trash ma la natura parla per sé e fa ben capire quanto quell’isola non sia solo un covo di droghe e movida ma molto, moltissimo altro. Dal punto di vista cromatico, se ne La Casa di Carta prevaleva il rosso e in Vis a Vis il giallo, qui a dominare la scena è il bianco: quello della droga, delle spiagge cristalline ma anche della genuinità e la purezza che tutti i protagonisti hanno smarrito per strada nel corso degli anni.
Apprezzabile anche la colonna sonora, soprattutto nei primi episodi quando si alternano brani molto celebri, capaci di abbracciare più decadi e farti effettivamente sognare di trasferirti su un’isola per vivere sempre in pantaloncini e infradito.

Un po’ di invidia, dunque, ma in fondo neanche troppa, se si nota quanto alla fine nessuno di loro sia davvero felice. Ti ritrovi piuttosto di fronte ad un bivio: meglio una vita trascorsa in un posto da sogno ma con un grande punto interrogativo per quanto riguarda il futuro, o la concretezza dei rapporti umani ed una maggior sicurezza tangibile già nel presente? Zoe sicuramente lascia emergere se stessa, dopo che ha trascorso troppo tempo a vivere di luce riflessa: è in parte una madre anticonvenzionale, diversa dalla classica rappresentazione che si tende a dare della figura materna in altre serie tv, che può in parte far discutere ma ben venga che esista poiché prima di essere madre, figlia, moglie e sorella è innanzitutto una donna, libera di fare le proprie scelte e seguire il proprio istinto (nei limiti del legale, si intende).

Zoe Walker (Laura Haddock)
Zoe Walker (Laura Haddock), la protagonista di White Lines

Tutti colpevoli, tutti in cerca di redenzione

La figura di Axel è molto elaborata, lo spettatore si ritrova costantemente a cambiare idea tra il dispiacersi per lui e il pensare, anche solo per un attimo, che in fondo un po’ se l’è cercata. Tutti alla fine hanno un motivo per ucciderlo, scopriamo il passato di ciascuno di loro e questo è uno degli aspetti più positivi di White Lines. I continui flashback della serie tv ci permettono infatti di vedere ciò che è stato e ciò che è adesso, mostrandoci le fragilità di ciascuno dei protagonisti e ricordandoci come dietro un’apparente beatitudine si possa nascondere la più profonda inquietudine e solitudine. Dimostrano tutti di desiderare, in definitiva, solo un po’ di amore e stabilità per redimersi e dimenticare quello che hanno fatto in passato.

White Lines recensione serie TV
Duarte “Boxer” Silva (Nuno Lopes), uno dei personaggi più amati della serie spagnola

Gli attori/le attrici, tutti belli/e e fisicati/e, portano sullo schermo una buona prova di recitazione, aspetto che Alex Pina sembra non trascurare mai ma che non è un dettaglio così scontato quando si parla di questo genere di serie tv. Insomma, il giudizio finale di White Lines varia a seconda delle aspettative con cui si inizia a guardare la serie. Alex Pina ha fatto centro con La Casa di Carta, ha convinto i più anche con Vis A Vis, seppur proponendo qualcosa di non troppo innovativo rispetto alla banda del Professore. Con questa nuova serie sembra fare un passo indietro a livello di sceneggiatura ma forse neanche lui puntava troppo in alto ma aveva in mente proprio questo, ovvero un prodotto ben confezionato, abbastanza leggero da poter essere goduto quando nell’aria si inizia a respirare l’arrivo della bella stagione e che, se fosse uscito in pieno inverno, non sarebbe andato altrettanto bene, come il più classico dei tormentoni estivi.

Sintesi

Dopo aver fatto centro con La casa di carta e convinto i più anche con Vis a Vis, con White Lines Alex Pina sembra fare un passo indietro con un prodotto che perde completamente di vista l'obiettivo, in bilico tra giallo e romantico, colmo di eventi no sense quasi al limite dell'inverosimile che rendono stucchevole la narrazione di un serial senza pretese alla stregua dei più classici tormentoni estivi.

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