Van Gogh e il Giappone recensione

Van Gogh e il Giappone Nexo Digital
Van Gogh e il Giappone recensione del docufilm diretto da David Bickerstaff e distribuito da Nexo Digital

Van Gogh e il Giappone docufilm diretto da David Bickerstaff e distribuito da Nexo Digital

Van Gogh e il Giappone è un documentario diretto da David Bickerstaff e distribuito da Nexo Digital, primo della serie “La Grande Arte al Cinema”, dedicata alle storie di opere e artisti degli ultimi secoli.

L’obiettivo di questa iniziativa è far assaporare allo spettatore le opere d’arte con immagini, sequenze e descrizioni che costituiscono un’esperienza unica. In questo caso si assiste ad una narrazione lineare degli aspetti della vita di Van Gogh pesantemente influenzati dall’arte giapponese.

Van Gogh e il Giappone Nexo Digital
Van Gogh e il Giappone docufilm diretto da David Bickerstaff e distribuito da Nexo Digital
David Bickerstaff
David Bickerstaff dirige il docufilm Van Gogh e il Giappone

Pur non avendo mai visitato il paese del Sol Levante, e non avendo nessuna intenzione di visitarlo, l’artista amava le opere d’arte giapponesi, ed è possibile notare ciò dai numerosi suoi dipinti che da esse prendono ispirazione. Colori piatti e delicati, tratti semplici ma dettagli quasi minuscoli per dare una rappresentazione più ampia dei paesaggi furono le maggiori fonti di ispirazione per l’artista, che spesso utilizzò queste tecniche per rappresentare i suoi soggetti.

Buona parte di ciò che sappiamo sul rapporto tra Van Gogh e il Giappone, lo dobbiamo alle lettere che scrisse al fratello Theo, nelle quali troviamo molti dettagli che riconducono alla sua vita in Francia, tra Parigi e Provenza e che costituiscono la struttura narrativa del documentario, riuscendo a dare un contesto alle opere presentate sullo schermo in relazione ai diversi periodi della vita dell’artista.

Shoko Adachi in Van Gogh e il Giappone
L’intagliatore del legno Shoko Adachi
David Bickerstaff
David Bickerstaff

La pellicola ripercorre questi periodi arricchiti da commenti e interviste di critici, artisti e professionisti del mestiere, tra cui molti giapponesi come il calligrafo Tomoko Kawao e l’artista performativo Tatsumi Orimoto, che danno valore aggiunto al tema trattato.

Van Gogh mitizzò, idealizzò e fece suo lo stile giapponese Ukiyo-e (letteralmente “immagine del mondo fluttuante”), riconoscibile in numerose opere dell’artista, molte delle quali riprendevano i soggetti dei dipinti giapponesi, con colori più vividi e arricchite da ideogrammi nipponici.

Van Gogh e il Giappone offre una panoramica sulla vita adulta dell’artista e il suo rapporto con l’arte giapponese, ben documentando gli avvenimenti più importanti e accompagnandoli con splendide sequenze alternate tra paesaggi e dipinti ripresi nel dettaglio.

Alessio