The Man Standing Next

The Man Standing Next recensione [FEFF 22]

The Man Standing Next recensione film di Min-ho Woo con Byung-hun Lee, Sung-min Lee, Do-won Kwak, Hee-joon Lee, So-jin Kim e Hyun-woo Seo

Se uno insiste troppo con un adolescente problematico, alla fine questo va completamente fuori strada..
(Byung-hun Lee in The Man Standing Next)

Una vicenda eclatante quella che culminò con l’assassinio del presidente della Corea del Sud Chung-hee Park, presidenza nata dal colpo di stato militare del 1961 che portò alla nascita della Terza Repubblica e della KCIA, la prima agenzia di intelligence coreana, potentissimo organo centrale in grado di mantenere il mandato del presidente Park per diciotto lunghi anni dando vita al cosiddetto Koreagate, ossia la corruzione di membri del Congresso degli Stati Uniti per mettere a tacere le derive avverse al regime sudcoreano.

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Quaranta giorni prima dell’assassinio del presidente, l’ex capo della KCIA Yong-gak Park (Do-won Kwak) presiede al Congresso americano minacciando di divulgare compromettenti segreti che smaschererebbero la tragedia civile in atto in Corea del Sud, dove i diritti umani sono violati e non esistono democrazia nè giustizia sotto il potere assoluto della KCIA e della presidenza Park.

Si mette dunque in moto un’escalation di eventi che porta direttamente negli USA il direttore della KCIA Kyu-pyeong Kim (Byung-Hun Lee), appoggiato dagli uomini ombra sudcoreani infiltrati nell’establishment statunitense, per richiamare alla ragione Yong-gak Park e mettere a tacere qualsiasi voce dissidente.

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Byung-hun Lee e Do-won Kwak
Byung-hun Lee e Do-won Kwak

Do-won Kwak
Do-won Kwak

Ci sarebbero tutti gli ingredienti per una ricostruzione storica scabrosa e per il political drama di peso, la visione del regista Min-ho Woo tuttavia appare dal respiro corto, teatrale e poco profonda sin dalle prime sequenze ambientate in seno al Congresso USA, frettolosa nel sovraccaricare i personaggi verso una deriva thriller che non lascia spazio all’introspezione e al dramma degli eventi preferendo uno sviluppo spedito dell’intreccio.

Le brave ragazze vanno in Paradiso, ma quelle cattive vanno ovunque.
(So-jin Kim in The Man Standing Next)

Non avvertiamo l’eppure gravoso e storico peso degli eventi, la narrazione preferisce addentrarsi in una spy story tesa ed aggrovigliata che coinvolge i Direttori di Namsan, ossia i capi della KCIA, ed una presunta intelligence ombra del presidente Park che “controlla i controllori” sin dai tempi della rivoluzione, responsabile del malaffare più bieco e personalistico perpetrato direttamente dalla presidenza.

The Man Standing Next di Min-ho Woo
The Man Standing Next di Min-ho Woo

Sung-min Lee è il presidente della Corea del Sud Park
Sung-min Lee è il presidente della Corea del Sud Park

Qui Lincoln è come un dio, ma l’hanno comunque assassinato.
(Do-won Kwak in The Man Standing Next)

Min-ho Woo accantona la critica sociale in favore della suspense, esplorando la natura del potere politico nelle mani dell’uomo smosso dalla bramosia di preservare il proprio dominio.

The Man Standing Next migliora esponenzialmente durante lo sviluppo della narrazione evolvendosi verso il thriller solido ed avvincente nel quale vengono fuori le intense interpretazioni di Byung-hun Lee (il direttore della KCIA Kyu-pyeong Kim), Sung-min Lee (il Presidente della Corea del Sud Park) e So-jin Kim (la lobbista Deborah Shim infiltrata nel governo americano), con il primo, Byung-Hun Lee, volto noto anche al pubblico occidentale per la saga dei G.I. Joe, I magnifici 7, RED 2 e Terminator Genisys, decisamente sugli scudi grazie ad una straordinaria interpretazione che ci trascina nel tumultuoso vortice di eventi che lo vedono protagonista, tra senso del dovere e timore di perdere il proprio potere, tra difesa della democrazia e atto di tradimento, tra giustizia e vendetta a mano armata.

Alla fine a rimanerci impressa è soprattutto l’inquietudine dipinta sul volto del rivoluzionario Kyu-pyeong Kim che, seppur si sia macchiato delle peggiori atrocità in seno all’intelligente per sostenere il lungo regno di un dittatore, si domanda ancora “perché abbiamo fatto la rivoluzione?” e che avrebbe potuto cambiare radicalmente la storia del suo Paese, più di quanto non abbia avuto la forza di fare in quei tragici giorni.

Sintesi

Spy story tesa ed aggrovigliata che mette in secondo piano il political drama in favore del thriller, con The Man Standing Next Min-ho Woo accantona la critica sociale in favore della suspense mettendo in scena thriller solido ed avvincente impreziosito dalla straordinaria interpretazione di Byung-hun Lee.

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