The Holdovers

The Holdovers – Lezioni di vita recensione film di Alexander Payne con Paul Giamatti [Anteprima]

Un film in grado di ragionare sul concetto di famiglia e sul confronto tra generazioni.

The Holdovers – Lezioni di vita recensione film di Alexander Payne con Paul Giamatti, Dominic Sessa, Da’Vine Joy Randolph, Carrie Preston e Tate Donovan [Anteprima]

Paul Giamatti e Dominic Sessa in The Holdovers - Lezioni di vita (Credits Universal Pictures)
Paul Giamatti e Dominic Sessa in The Holdovers – Lezioni di vita (Credits Universal Pictures)

Alexander Payne torna al cinema con un gioiello in pellicola, travestito da film natalizio. Il regista di Nebraska sembra ignorare con orgoglio ciò che il mercato, i media, i social, i giovani e la moda vorrebbero da un prodotto audiovisivo odierno, confezionando un lungometraggio intimo, sottile e delicato.

The Holdovers non è soltanto un accurato esame della psicologia dei propri protagonisti, ma un’appassionata lettera d’amore ad un tipo di cinema specifico, sempre più relegato ad una fascia di pubblico ristretta e poco incline a partecipare alle tendenze più diffuse. Parte della grandezza del film sta in quella preziosa capacità di poter parlare a chiunque.

È innegabile che la maggior parte dei liceali preferirebbe trascorrere il proprio tempo al cinema godendosi uno dei numerosi film del Marvel Cinematic Universe. Tuttavia, nel remoto caso in cui si ritrovassero a guardare questo film, dopo un primo momento di timido rifiuto, riuscirebbero certamente a coglierne il reale significato.

Perché si, il nuovo prodotto realizzato da Payne può vantare molteplici sfumature in grado di accarezzare l’emotività di una generosa fetta di pubblico. In sostanza, uno di quei film che si può serenamente definire “universale”.

The Holdovers catapulta lo spettatore all’interno di un frammento significativo della vita di un professore di storia e di un alunno, entrambi immersi in quell’élite sociale e culturale che, volente o nolente, caratterizzava gli Stati Uniti degli anni settanta.

L’ambientazione è un facoltoso liceo del Nord Est statunitense, in cui le agiate famiglie dell’upper class spediscono i propri figli, un po’ per assicurargli una formazione di alto livello, un po’ per alleggerire l’opprimente peso della genitorialità.

Dominic Sessa e Paul Giamatti in The Holdovers - Lezioni di vita (Credits Universal Pictures)
Dominic Sessa e Paul Giamatti in The Holdovers – Lezioni di vita (Credits Universal Pictures)

Il professor Hunham, magistralmente interpretato da Paul Giamatti, rappresenta una lieve anomalia nel sistema accademico elitario presente nell’istituto: a differenza del resto del corpo docenti, non possiede agganci nel “mondo che conta” e il suo approccio agli alunni prescinde dalle famiglie di quest’ultimi.

Una modalità poco compatibile con un contesto tragicamente inquinato da favoritismi e nepotismo, che permette a giovani viziati di proseguire i propri disastrosi percorsi scolastici senza la benché minima conseguenza.

Il film, per avviare una sontuosa macchina drammaturgica, utilizza un espediente piuttosto collaudato, confinando il professore protagonista e uno dei suoi alunni nell’istituto, durante le feste natalizie. È così che inizia un lento e raffinato percorso di reciproca scoperta, che viene impreziosito dall’annosa questione del confronto tra generazioni.

Si tratta di uno dei temi più antichi della civiltà umana e, per certi versi, della natura stessa. L’incontro-scontro tra due diverse epoche è, da sempre, un terreno fertile per comprendere l’animo umano, l’evoluzione della specie nel corso della storia e lo sviluppo del singolo all’interno della società.

The Holdovers, anche grazie al massiccio e sapiente utilizzo del tagliente sarcasmo anglosassone, sempre utile a nascondere i drammi dei personaggi, riesce a rappresentare con vigore narrativo e spessore emotivo questa affascinante dinamica antropologica.

Ogni nuova generazione crede di aver introdotto il concetto di ribellione, ogni gruppo di anziani di detenere gli unici e immutabili valori utili a seguire la strada giusta e, nel mezzo, gli adulti teneramente disorientati e bisognosi di sentirsi realmente in grado di influenzare il destino del mondo.

In poche parole, la storia più vecchia del mondo, che, proprio grazie alla sua atavica natura esistenziale, può divenire la solida spina dorsale di un grande film, soprattutto se, come in questo caso, dietro la macchina da presa si nasconde un maestro della settima arte.

The Holdovers - Lezioni di vita di Alexander Payne (Credits Universal Pictures)
The Holdovers – Lezioni di vita di Alexander Payne (Credits Universal Pictures)

Sintesi

Valicare le sovrastrutture sociali, politiche e generazionali può regalare un confronto fecondo con un altro essere umano. The Holdovers, in sintesi, è proprio questo. Un film in grado di ragionare sul concetto di famiglia, sul confronto tra generazioni e sulle piccole fragilità che ognuno di noi nasconde quotidianamente dietro una massiccia corazza di convenzioni sociali

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