The Farewell

The Farewell recensione [#RomaFF14]

The Farewell recensione del film scritto e diretto da Lulu Wang con Awkwafina, Tzi Ma, Diana Lin, Gil Perez-Abraham, Lu Hong e Zhao Shuzhen

Acclamato al Sundance Film Festival lo scorso gennaio e possibile candidato agli Oscar, The Farewell arriva anche in Italia alla Festa del Cinema di Roma e, grazie a BIM Film, nelle sale dal 1° gennaio 2020 con il titolo The Farewell – Una bugia buona. Il film, distribuito negli States dalla prestigiosa A24, è una co-produzione cinese – americana girata prevalentemente a Changchun con buona parte dei dialoghi in mandarino.

The Farewell recensione
The Farewell scritto e diretto da Lulu Wang

The Farewell è il ritratto di una famiglia che, scoprendo che la nonna Nai Nai è in fin di vita per un tumore ai polmoni, decide di non dirle la verità e di organizzare in fretta e furia il matrimonio di un nipote per permettere alla famiglia di salutare tutti insieme la nonna. Protagonista e principale punto di vista del film, ispirata a una reale vicenda famigliare dell’ormai lanciatissima regista Lulu Wang, è la nipote Billi Wang, interpretata dall’attrice e rapper Awkwafina, una trentenne in cerca di un posto nel mondo che ha vissuto sin da quand’era piccolissima in America; tuttavia uno dei punti di maggiore forza di The Farewell sta proprio nella sua sceneggiatura e nel suo cast corale, capace di caratterizzare con grandissima credibilità tutti i membri della famiglia, come da tradizione per il cinema asiatico (si pensi a Kore’eda). The Farewell si muove nel cosiddetto genere della “dramedy”, inserendosi nel filone nascente di film americani con un cast asiatico rivoluzionato dalla più commerciale commedia Crazy & Rich: pur non mancando momenti di spessore drammatico, suscitano parecchie risate la frizzante figura della nonna e la trattazione gentilmente umoristica che si offre di alcune tradizioni cinesi.

Awkwafina
Awkwafina in The Farewell

Si avverte chiaramente come chi ha realizzato il film sia figlia di una duplice cultura, ma fra le due parti c’è un’interessante dialettica: sapientemente The Farewell evita macchiette in stile Un americano a Roma o meglio Un americano in Cina. Senza particolari guizzi registici, che sarebbero stati forse un po’ superflui per un film con questo sguardo già sufficientemente avvolgente, il film della Wang si fa apprezzare anche per il lavoro della direttrice della fotografia Anna Franquesa Solano (finalmente una donna in questo campo!) per il suo finale niente affatto scontato.

Lulu Wang alla Festa del Cinema di Roma
Lulu Wang alla Festa del Cinema di Roma presenta The Farewell

Fra i film americani del 2019 è senz’altro uno dei più originali e meritevoli di attenzione, anche in virtù della fusione plastica delle diverse culture cinematografiche di cui Lulu Wang è figlia: da un lato le narrazioni famigliari del cinema asiatico, dall’altro lato il filone comico americano dell’incontro con l’altra cultura. In una scena che vede la protagonista Billi confrontarsi con suo padre e suo zio The Farewell cerca anche di offrire un’interpretazione delle due differenti culture: laddove in Occidente ogni individuo è a sé stante e autosufficiente, in Oriente ciascuno è parte di un tutto, “della famiglia, della società”. The Farewell è un film ibrido, cosmopolita che sa essere leggiadro senza essere leggero, un film senz’altro consigliabile e apprezzabile da spettatori di ogni età e interesse, particolarmente adatto poi per il periodo natalizio, quando uscirà qui in Italia.

Ludovico

Lulu Wang alla Festa del Cinema di Roma
Lulu Wang alla Festa del Cinema di Roma

Sintesi

Acclamata al Sundance Film Festival, la dramedy The Farewell è una delle opere più originali e meritevoli di attenzione dell'anno, anche in virtù della fusione plastica delle diverse culture cinematografiche di cui Lulu Wang è figlia: da un lato le narrazioni familiari del cinema asiatico, dall’altro lato il filone comico americano dell’incontro con l’altra cultura. Film cosmopolita che sa essere leggiadro senza essere leggero.

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