Takeshi Kitano incontro con il maestro che riceve il premio Gelso d’Oro alla carriera [FEFF 24]

Il maestro Kitano Takeshi incontra il pubblico in forma virtuale in occasione della consegna del Gelso d'Oro alla carriera durante la ventiquattresima edizione del Far East Film Festival

Incontro con Takeshi Kitano: il filmmaker di Sonatine, Hana-bi e Zatōichi riceve il Gelso d’Oro alla carriera al Far East Film Festival 24

Aprono la serata le parole di Sabrina Baracetti, presidente del Far East Film Festival. “Ci abbiamo provato, ci abbiamo provato fino all’ultimo momento possibile. Siamo arrivati letteralmente ad un passo dall’aereo, quell’aereo che avrebbe portato qui, dal Giappone, il Maestro. Non ce l’abbiamo fatta: la guerra in Europa, il problema del covid, le possibili conseguenze sugli impegni del maestro non hanno reso possibile la sua presenza qui a Udine. Il maestro, però, ha voluto essere con noi lo stesso.

Takeshi Kitano incontra il pubblico di Udine in forma virtuale, grazie ad un collegamento online, e, nonostante la lontananza fisica, gli spettatori che inondano di applausi la presenza del Maestro, riescono a far sentire tutta la loro vicinanza, anche a migliaia di chilometri di distanza.

Takeshi Kitano incontra il pubblico del Far East Film Festival
Takeshi Kitano incontra il pubblico del Far East Film Festival (Credits: Alice BL Durigatto/FEFF)

Il discorso centrale è occupato dalle parole di Mark Schilling, consulente del festival per la sezione di film giapponesi: “Stasera, il Far East Film Festival di Udine consegna al maestro Kitano Takeshi il premio Gelso d’Oro alla carriera. Come Sabrina [Baracetti, presidente del Festival] mi ha spiegato, molti appassionati di cinema italiani sono cresciuti guardando i suoi film, il più grande fan club di Kitano si trova proprio in Italia, c’è una sorta di “religione di Kitano”, qui, una religione che si è presto diffusa in tutto il mondo: spettatori da ogni parte del globo hanno visto i suoi capolavori, da Sonatine, passando per Hana-bi, fino a Zatōichi ed alla cosiddetta Trilogia della Vendetta.

Schilling passa poi a ricordare gli esordi del maestro, in un contesto del tutto diverso dal film che a breve verrà proiettato: “Non è però sempre stato così: la prima volta che l’ho visto sulla televisione giapponese, ormai quasi quattro decenni fa, era un ragazzo dotato di una lingua molto tagliente e di uno spirito brillante che sapeva far ridere le persone. Poi l’ho visto recitare in Merry Christmas, Mr. Lawrence e mi sono reso conto della sua capacità di interpretare ruoli seri, poteva essere qualcosa di diverso da Beat Takeshi, il personaggio buffo. Quando ha diretto Violent Cop nel 1989 ed i film che a questo sono seguiti sono stato uno fra i molti ad aver testimoniato alla forte presenza che lasciava sullo schermo, oltre al suo talento raro dietro alla cinepresa.

Takeshi Kitano incontro Udine premio Gelso d'Oro alla carriera
Takeshi Kitano incontra il pubblico del FEFF 24 (Credits: Alice BL Durigatto/FEFF)

Spiega infatti che Kitano ha subito saputo distinguersi per il suo modo non solo di intrattenere il pubblico giapponese, ma anche di realizzare pellicole più impegnate. “Fin dai suoi primissimi lavori ha creato uno stile unico, che molti hanno imitato, ma nessuno è mai riuscito ad eguagliare; attraverso precisi movimenti della cinepresa e addirittura aggiungendo un nuovo colore, il famoso “Blu Kitano”. Ha raccontato storie, universali e personali, storie scioccanti e storie divertenti che hanno catturato e divertito gli spettatori di ogni parte del mondo. Ha rivisitato un vecchio genere, quello degli yakuza movie, sempre ampliando l’idea di quello che un film può essere.

Il discorso di consegna del premio si chiude con un caloroso invito rivolto al Maestro, nella speranza che possa far visita a Udine per presentare uno dei suoi lavori. “Ci auguriamo vivamente che abbia ancora molte storie da raccontare e che noi possiamo celebrare, per citare il titolo di uno dei suoi film, Glory to the Filmmaker!, gloria al maestro Kitano Takeshi!

Takeshi Kitano incontro Udine premio Gelso d'Oro alla carriera
Takeshi Kitano incontra il pubblico del Far East Film Festival (Credits: Alice BL Durigatto/FEFF)
Il pubblico del Far East Film Festival 24
Takeshi Kitano incontra il pubblico del FEFF 24 (Credits: Alice BL Durigatto/FEFF)

Sabrina Baracetti passa a consegnare il riconoscimento al Maestro: “È con grande onore che le consegniamo il Gelso d’Oro alla carriera del Far East Film Festival 24“. Kitano fa cenno di ricevere il premio, seppur virtualmente, allungando le mani verso lo schermo, sommerso dagli applausi del pubblico che riempie il Teatro Nuovo di Udine.

La parola passa, infine, a Takeshi Kitano, che esordisce subito scusandosi per non essere riuscito ad incontrare di persona gli spettatori del festival e i suoi fan italiani: “Innanzitutto desidero ringraziarvi per questo premio meraviglioso, inoltre vorrei dire qualcosa riguardo al fatto che avevo promesso ai fan italiani e di Udine che mi sarei recato lì da voi per poter festeggiare insieme. Ovviamente ci sono vari problemi, il problema del coronavirus e quello dell’Ucraina, oltre alla gestione della mia salute. Sapendo che c’erano molti fan che mi aspettavano lì ad Udine mi ero preparato, avevo anche preso un bel vestito e mi ero diretto all’aeroporto di Narita [aeroporto di Tokyo], consapevole del fatto che sarebbe stato un viaggio molto lungo – per arrivare a Dubai mi sarebbero servite dodici ore, poi quattro ore di transito, poi altre sei ore per riuscire ad arrivare a Venezia ed infine un’altra ora e mezza di auto per poter arrivare alla destinazione, oltre ventiquattr’ore di viaggio. Avevo cercato di gestire bene la mia salute, ho fatto i miei vaccini ed un test molecolare ma, non appena arrivato a Narita, si è verificato un imprevisto con l’aereo e, di conseguenza un certo aggravarsi di orari, cosa che mi ha spinto a prendere la decisione di tornare indietro. Detto questo, c’è anche la questione della Russia per cui muoversi è diventato un po’ più complicato ma, in quanto cineasta, non voglio che questa situazione rappresenti un ostacolo. Infine, tenendo conto anche della mia salute fisica, si è creata questa situazione.
Mi trovo però nella fase di montaggio della mia nuova opera e non ho nient’altro da aggiungere se non che spero di tornare la prossima volta ad Udine presentando il mio film, con questo vi chiedo scusa e vi ringrazio.”

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