Napoleon

Napoleon recensione film di Ridley Scott con Joaquin Phoenix e Vanessa Kirby [Anteprima]

L’attesissimo film con protagonista Joaquin Phoenix che ripercorre le tappe più significative della vita di Napoleone Bonaparte

Napoleon recensione film di Ridley Scott con Joaquin Phoenix, Vanessa Kirby, Tahar Rahim, Catherine Walker, Ben Miles e Ludivine Sagnier [Anteprima]

Joaquin Phoenix in Napoleon di Ridley Scott (Credits: Sony Pictures Apple Original Films)
Joaquin Phoenix in Napoleon di Ridley Scott (Credits: Sony Pictures Apple Original Films)

Definire le caratteristiche di Ridley Scott sul piano squisitamente cinematografico, diviene, anno dopo anno, un’impresa sempre più ostica. Il leggendario regista, ormai 85enne, prosegue senza soluzione di continuità lungo un’eclettica parabola creativa che lo spinge a modificare il proprio approccio ad ogni nuovo progetto, disorientando chi avrebbe il disgraziato, e probabilmente anacronistico, compito di etichettarlo in una precisa categoria.

Nel corso della sua carriera, ma anche semplicemente negli gli ultimi anni, Scott ha sfornato svariati lungometraggi, alcuni dei quali sembrano persino provenire da due diverse menti.

L’esempio più lampante è senza dubbio quello di The Last Duel e House of Gucci. Uscite nel medesimo anno, le due pellicole sono caratterizzate da differenze piuttosto marcate: la raffinatezza profilmica e contenutistica del primo va in netto contrasto con la deludente ricostruzione dei caratteri presenti nel secondo, lasciando lo spettatore sgomento.

Ora, sarebbe lecito domandarsi in quale delle due sponde si colloca questo Napoleon, ma la verità è che Ridley Scott ci ha nuovamente stupito, con lo svelamento di un ulteriore approccio al kolossal contemporaneo.

Napoleon di Ridley Scott (Credits: Sony Pictures Apple Original Films)
Napoleon di Ridley Scott (Credits: Sony Pictures Apple Original Films)

L’attesissimo film con protagonista Joaquin Phoenix si prefigge di ripercorrere le tappe più significative della vita di Napoleone Bonaparte, a partire dalla Rivoluzione francese fino alla morte del tiranno corso. Per farlo, Scott sceglie di intraprendere un percorso narrativo particolare, nel quale ci si preoccupa soltanto in parte di raccontare con completezza il percorso storico e politico di Napoleone.

Scott seleziona alcuni sporadici episodi di ogni periodo dell’ascesa e della successiva caduta del protagonista, nei quali sembrano prevalere due focus: Giuseppina e la strategia militare. Quale delle due prevale?

È difficile dare una risposta, poiché, anche se a livello di mero screen time è la questione sentimentale a dominare, per quanto riguarda la qualità della rappresentazione, invece, ci sentiamo di premiare maggiormente la messa in scena e la rappresentazione delle battaglie campali, affrontate da uno degli strateghi più raffinati e ambiziosi della storia dell’umanità.

Napoleon di Ridley Scott (Credits: Sony Pictures Apple Original Films)
Napoleon di Ridley Scott (Credits: Sony Pictures Apple Original Films)

La componente affettiva della vicenda viene costantemente minata da una lacuna davvero imperdonabile, soprattutto se consideriamo il fine e accurato lavoro che Scott aveva messo in scena con The Last Duel. Difatti, se nel film con Matt Damon e Jodie Comer, la psicologia del personaggio di quest’ultima rappresentava sostanzialmente l’ossatura drammaturgica del film, in questo Napoleon, al contrario, le caratteristiche peculiari di Giuseppina – interpretata con maestria da Vanessa Kirby – sono lasciate tragicamente in secondo piano.

La necessità di rappresentare attentamente le numerose fragilità dell’imperatore di Francia ruba fin troppo spazio alla componente femminile della controversa coppia, senza la cui disamina ci ritroviamo ben presto orfani di una reale tensione emotiva.

È vero, il protagonista è e dev’essere Napoleone, ma per comprendere realmente le dinamiche della sua relazione sentimentale appare essenziale comprendere il personaggio di Giuseppina, senza il quale Bonaparte è “soltanto un bruto che non vale niente”.

Scontata ma ugualmente necessaria una lode alla componente tecnica del film, che non risulta impeccabile, ma ottiene una rara conversione della forma in contenuto. I quadri filmici concepiti da Scott ottengono tanto il realismo necessario ad un film in costume, quanto l’estetica del blockbuster statunitense, entrando di prepotenza tra le produzioni più impattanti di sempre.

Concludendo, questo attesissimo progetto fatica a confermare le pretenziose aspettative covate nei mesi di attesa. Svuotare la componente epica del suo protagonista è probabilmente una delle pochissime conquiste di Scott, che si dimentica o sceglie in piena coscienza di non operare nel fango dei sentimenti. Preferisce fornire allo spettatore un’esigua dose di ogni componente: qualche distratto cenno storico, un po’ di politica, alcuni rapidi episodi sparsi negli anni, flebili riferimenti alla strategia militare e l’inconsistente rappresentazione di una storia d’amore compongono un’opera indecisa, che, nel tentativo di dirci tutto in 158 minuti, finisce per lasciarci davvero poco.

Napoleon di Ridley Scott (Credits: Sony Pictures Apple Original Films)
Napoleon di Ridley Scott (Credits: Sony Pictures Apple Original Films)

Sintesi

Ridley Scott sembrerebbe essere inciampato sulla grandezza del proprio protagonista. La paura di precludersi qualcosa della variegata epoca napoleonica costringe il regista di Blade Runner ad inserire tanto, senza trovare il tempo e le soluzioni per approfondire davvero quegli elementi che non avrebbero meritato un trattamento superficiale.

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