Monterossi

Monterossi recensione serie TV con Fabrizio Bentivoglio [Amazon Prime Video]

Fabrizio Bentivoglio interpreta un autore televisivo raccontato nei romanzi di Alessandro Robecchi: la recensione della serie su Amazon Prime Video

Monterossi recensione serie TV Amazon Prime Video di Roan Johnson con Fabrizio Bentivoglio, Diego Ribon, Donatella Finocchiaro, Martina Sammarco, Luca Nucera, Tommaso Ragno e Carla Signoris

La serie Monterossi, adattamento dei romanzi di Alessandro Robecchi, arriva su Amazon Prime Video. Il primissimo impatto funziona, in copertina si vede Fabrizio Bentivoglio e tra gli altri attori emergono Tommaso Ragno e Carla Signoris; la trama inizia con “un autore televisivo…”. Non male.

La televisione (sotto tutte le sue forme) è il nostro pane quotidiano e sapere che lei stessa possa raccontarci meglio come funziona è un sollievo. Il meta cinema è stato sdoganato ma sulla televisione ci sono ancora pochi esperimenti, Unreal sicuramente il più brillante e illuminante ma resta legata all’oltreoceano.

Monterossi recensione serie TV Amazon Prime Video con Fabrizio Bentivoglio
Monterossi serie TV Amazon Prime Video di Roan Johnson con Fabrizio Bentivoglio, Diego Ribon, Donatella Finocchiaro e Martina Sammarco (Credits: Paolo Ciriello/Amazon)

Alessandro Robecchi dal 2014 con ben otto libri offre terreno fertile per mettere sul piccolo schermo la storia di Carlo Monterossi (Fabrizio Bentivoglio), autore televisivo di grande successo che però si trova inaspettatamente invischiato in una serie di crimini che lo riguardano più o meno personalmente.

Nasce dunque Monterossi – la serie tratta da due degli otto romanzi: Questa non è una canzone d’amore che racchiude i primi tre episodi e Di rabbia e di vento su cui si basano gli episodi 4, 5 e 6.

Siamo nel cuore della città meneghina dove effettivamente risiede larga parte della produzione televisiva nazionale e Carlo è all’apice del suo successo professionale per aver scritto il programma Crazy Love condotto brillantemente da Flora De Pisis (Carla Signoris). E qui iniziano i cliché, e le inesattezze che portano purtroppo Monterossi a diventare una serie bidimensionale e superficiale che spreca la grandissima possibilità di raccontare la bellezza e la complessità del mondo televisivo aumentando invece i rumors verso il medium.

Carla Signoris
Carla Signoris (Credits: Paolo Ciriello/Amazon)
Tommaso Ragno
Tommaso Ragno (Credits: Paolo Ciriello/Amazon)

Carlo Monterossi scrive un programma che ama tutta l’Italia, tranne lui che arriva a vergognarsene, a rifiutare di firmare una seconda stagione perché non riuscirebbe a guardarsi allo specchio. Nella realtà, come tutti i lavori, capita di non amare tutto quello che si fa, ma non ci si sognerebbe mai di creare dei programmi con il solo scopo di ingannare o anestetizzare il pubblico a casa. La televisione rispetta il suo pubblico.

Si parla di un medium fondato sulla comunicazione eppure si sente parlare solo di numeri: 30%, 40%, 60% di share, budget quasi illimitati e stipendi da urlo. Non funziona proprio così. Lo share conta, o meglio contava, ma non è l’unico indicatore; e poi ci hanno spiegato cosa sia lo share? Aleggia per tutta la serie l’idea che gli autori televisivi vivano nel lusso lavorando talmente poco da potersi permettere intrighi polizieschi guadagnando cifre stellari e potendosi addirittura permettere un’agente.

Martina Sammarco
Martina Sammarco (Credits: Paolo Ciriello/Amazon)

Monterossi spreca l’occasione di raccontare una realtà interessante agli occhi di tutti e ricca di sfaccettature che il pubblico vorrebbe e dovrebbe conoscere preferendo invece la classica narrativa pseudo crime, finendo però per non saper raccontare bene né l’una nell’altra. La sinossi della serie avrebbe permesso di sviluppare trame tridimensionali e penetranti spingendo sia il lato crime che quello di una comunità poco conosciuta.

Monterossi, nonostante la distribuzione Amazon, si pone come una tipica serie da televisione generalista sia per la trama che per lo stile di regia standard. Una serie, dunque, che avrebbe potuto essere e che non è stata ma che potrebbe essere la base per cominciare un nuovo filone di serialità meta televisivo.

Sintesi

Da due degli otto romanzi di Alessandro Robecchi dedicati al personaggio omonimo nasce Monterossi, serie che vede come protagonista Fabrizio Bentivoglio nei panni di un autore televisivo invischiato in intrighi polizieschi. Seppur con una forte idea di base, Monterossi spreca l’occasione di raccontare la realtà della produzione televisiva, interessante e ricca di sfaccettature, preferendo invece la classica narrativa pseudo crime, finendo però per rimanere bidimensionale e non saper raccontare bene né l’uno nell’altro filone narrativo.

Perché MadMass.it

Consapevoli del nostro ruolo, da cinque anni in MadMass.it portiamo avanti una linea editoriale responsabile, preferendo la copertura dei festival al content farming, le recensioni al clickbait, le rubriche e le interviste al sensazionalismo. Stiamo cercando di fare la nostra parte: sostienici con una donazione, acquistando i prodotti consigliati sul nostro magazine o semplicemente passa a visitarci, sfoglia le nostre pagine e condividi i nostri articoli sui social: ci permetterai di continuare a crescere e fare sentire la nostra voce.

Articoli Correlati

Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ultimi Articoli

Monterossi recensione serie TV con Fabrizio Bentivoglio [Amazon Prime Video]Da due degli otto romanzi di Alessandro Robecchi dedicati al personaggio omonimo nasce Monterossi, serie che vede come protagonista Fabrizio Bentivoglio nei panni di un autore televisivo invischiato in intrighi polizieschi. Seppur con una forte idea di base, Monterossi spreca l’occasione di raccontare la realtà della produzione televisiva, interessante e ricca di sfaccettature, preferendo invece la classica narrativa pseudo crime, finendo però per rimanere bidimensionale e non saper raccontare bene né l’uno nell’altro filone narrativo.