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Limbo recensione film di Soi Cheang con Lam Ka-tung e Cya Liu [FEFF 23]

Limbo recensione film di Soi Cheang con Lam Ka-tung, Cya Liu, Mason Lee, Ikeuchi Hiroyuki, Fish Liew, Hugo Ng, Sammy Sum, Hanna Tam e Iris Lam

– Non è l’odore giusto.
– È catalogabile la spazzatura?
(Lam Ka-tung e Mason Lee in Limbo)

Basato sul romanzo Wisdom Tooth (Dente del giudizio in italiano) dello scrittore cinese e docente di psicologia criminale Lei Mi, Soi Cheang ci immerge in un inquietante viaggio tra i perduti e gli emarginati di una Hong Kong morente – senzatetto, drogati, prostitute – in un thriller noir in bianco e nero che oppone i canonici poliziotto buono e poliziotto cattivo: erudito, ligio alle regole, idealista, impettito e in abiti formali con giacca e cravatta il primo, Cham Lau interpretato da Lam Ka-tung, rude e istintivo, manesco, fuori dalle righe, disilluso e in abiti casual e trasandati il secondo, Will Ren interpretato da Mason Lee.

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Duplice la persecuzione senza tregua, folle e disperata, messa in atto dal protagonista Cham Lau per le strade di una città fratturata: la prima in nome della giustizia, contro un misterioso serial killer (Yamada Akira, portato sullo schermo da Ikeuchi Hiroyuki) che brutalizza, amputa la mano sinistra, violenta e uccide le sue vittime donne, la seconda contro Wong To (Cya Liu), ladra e spacciatrice che vive di espedienti, colpevole di aver involontariamente investito e ridotto in fin di vita la moglie di Lau e di aver ucciso il figlio che portava in grembo.

Cya Liu in Limbo
Cya Liu in Limbo

Anche gli sbirri sono essere umani. Possono provare emozioni.
(Hugo Ng in Limbo)

Rivelazione inevitabilmente toccante che ci mostra un uomo ferito e divorato dalla rabbia – altro titolo del Far East Film Festival 23 che fa leva su questo sentimento dopo Shock Wave 2 – dormire ogni notte accanto all’amore della propria vita ridotta ad una vegetale e tenuta in vita dalle macchine, e coltivare quell’immenso rancore verso Wong To e la sua stessa esistenza che gli impedisce di staccare la spina, donando la pace alla moglie (Iris Lam) e concedendosi la guarigione dal male che lo assilla in un limbo.

Lo sguardo impietoso di Soi Cheang si rivolge agli emarginati della società senza volto né identità, tra immigrati clandestini, tossici, squillo, scavando nel torbido di quelle vite trattate come spazzatura, tra sequenze shock per immagini e commistioni di odori nauseabondi che il protagonista fiuta per cercare di rintracciare il criminale, ossessionato dalle mani – a tal punto da collezionarne di finte oltre che amputarle alle sue vittime e persino alle bambole e alle statue religiose – e da un trauma morboso nei confronti della madre, in una storia spietata, malata e sanguinaria che dal noir vira presto verso l’eccesso di violenza gratuita ed il gore, ponendo in secondo piano la linea narrativa del serial killer per insistere sull’odio del detective Cham Lau per la reietta Wong To.

Mason Lee e Lam Ka-tung
Mason Lee e Lam Ka-tung

Due rifiuti desiderosi di amore e romanticismo.
(Lam Ka-tung in Limbo)

Il dramma di Wong To alla ricerca della redenzione, data in pasto ai suoi simili da Cham Lau mentre la donna cerca di rendersi utile come informatrice incastrando i suoi ex complici, ma anche la classica inversione dei ruoli dove il poliziotto cattivo e instabile, apparentemente fuori controllo, diventa guida e mantiene il sangue freddo sostenendo il giovane poliziotto che va in crisi al primo errore che può compromettere il suo stato di servizio e perde il senno vedendo frantumarsi tutte le sue certezze, in una discesa inesorabile verso il male e la depravazione assoluta che vede il killer che stanno inseguendo trasfigurarsi in una bestia animalesca.

Il regista Soi Cheang sceglie registri differenti che tuttavia in Limbo non sono perfettamente sintetizzati nell’insieme: diversi i momenti e i generi della pellicola dal thriller al noir, dall’horror sanguinolento al dramma, in una commistione non sempre funzionale e pienamente soddisfacente, mentre  l’inquietante figura del serial killer diverge progressivamente verso l’orrore della bestiale mostruosità.

Fish Liew e Ikeuchi Hiroyuki
Fish Liew e Ikeuchi Hiroyuki

Limbo recensione film di Soi Cheang con Lam Ka-tung e Cya Liu
Limbo di Soi Cheang con Lam Ka-tung, Cya Liu e Mason Lee al Far East Film Fest 23

Ti perdono. Sii felice.
(Lam Ka-tung in Limbo)

La scelta stilistica del bianco e nero ed il costante indugiare verso la spazzatura, il disordine, il sudiciume e le macerie dei bassifondi risultano dispersivi e, probabilmente anche a causa della rappresentazione visiva scelta, caotici nella narrazione d’insieme i cui contorni scenografici divengono sempre più sfocati e non ben delineati.

L’epilogo, culmine della tensione narrativa sin lì costruita, afflitto nei momenti topici da maldestre riprese accelerate va ad accentuare la confusione dei contorni della scenografia, disperdendo quanto di buono era stato costruito con un finale segnato da una deviazione insensata per come è stata pensata e realizzata sullo schermo, mentre in Cham Lau riaffiorano i sensi di colpa per aver utilizzato la sin lì odiata Wong To come un’esca viva per il più brutale serial killer di Hong Kong ed il giovane Will Ren si libera finalmente del suo dente del giudizio, in un’opera dagli ottimi spunti, esacerbata tuttavia da un’eccessiva commistione di toni e generi e da scenografie disturbanti.

Limbo: le frasi del film

Non siamo pazzi come te.
(Fish Liew in Limbo)

Limbo recensione film di Soi Cheang con Lam Ka-tung e Cya Liu
Mason Lee e Lam Ka-tung

Limbo recensione film di Soi Cheang con Lam Ka-tung e Cya Liu
Mason Lee

Sintesi

Soi Cheang ci immerge in un inquietante viaggio tra i perduti e gli emarginati senza volto né identità di una Hong Kong morente in un thriller noir in bianco e nero che spazia dall'horror al dramma in una commistione di toni e generi non sempre funzionale, segnato da un epilogo che non concretizza gli ottimi spunti della narrazione e da una rappresentazione visiva caotica e disturbante.

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