La crociata

La crociata recensione film di Louis Garrel con Laetitia Casta e Louis Garrel

Presentato in anteprima alla 74ª edizione del Festival di Cannes, Louis Garrel, in veste di regista e protagonista, riporta sullo schermo i personaggi del precedente "L'homme Fidele" per raccontare un problema all'ordine del giorno

La crociata recensione film di Louis Garrel con Laetitia Casta, Louis Garrel, Joseph Engel, Ilinka Lony, Julia Boème e Clémence Jeanguillaume

In questo sequel de L’homme fidèle, ancora una volta diretto ed interpretato da Louis Garrel e scritto in collaborazione con il compianto Jean-Claude Carrière, ritroviamo i personaggi di Abel (Louis Garrel), Marianne (Laetitia Casta) e Joseph (Joseph Engel), stavolta alle prese con un tema particolarmente attuale: il cambiamento climatico.

La narrazione, che scorre in modo rapido e brillante, rende La crociata una commedia dal risvolto sociale e vengono affrontati, attraverso i diversi personaggi che gravitano attorno alla vita del giovane Joseph, i vari atteggiamenti che – in modo più o meno consapevole – lo spettatore si ritrova ad assumere quando salta fuori un problema così impellente. Da una parte si osservano le reazioni di uno scettico Abel, che cerca di minimizzare l’impatto dell’emergenza climatica sulle singole vite singole di ognuno di noi, dall’altra, Marianne, ammirando il coraggio del figlio, che lo spinge a battersi per un futuro migliore, si lascia convincere che, in effetti, non resta più molto tempo per salvare il pianeta.

Louis Garrel, Laetitia Casta e Joseph Engel
Louis Garrel, Laetitia Casta e Joseph Engel ne La crociata (Credits: Movies Inspired/Why Not Productions)

Louis Garrel, Joseph Engel e Laetitia Casta
Louis Garrel, Joseph Engel e Laetitia Casta (Credits: Movies Inspired/Why Not Productions)

Nonostante la gravità del tema affrontato, ormai da alcuni anni all’ordine del giorno soprattutto grazie ai movimenti giovanili ispirati dagli scioperi della giovane attivista svedese Greta Thunberg (il cui discorso all’ONU compare in una scena), la storia non si rivela mai drammatica, ma, al tempo stesso, il tono leggero e comico non dà mai l’impressione che gli argomenti trattati vengano sminuiti o affrontati con relativa superficialità. Anzi, se proprio vogliamo, pur nella sua leggerezza, La crociata risulta in certi punti apertamente didascalico: è Joseph con il suo gruppo di amici attivisti che si ritrova a spiegare ai genitori che nel deserto non c’è acqua, che la Terra è drasticamente sovrappopolata e che le polveri sottili sono dannose per l’organismo umano, come se lo spettatore si trovasse davanti ad un rapido resoconto di una lezione di ambientalismo.

Garrel ha dichiarato che si tratta di un film pensato per bambini e per adulti, ma soprattutto per bambini e, in effetti, funziona come un film che mira ai più piccoli: i veri protagonisti finiscono per essere non tanto il gruppo di ambientalisti di cui Joseph fa parte e nemmeno i genitori del ragazzino, ma piuttosto gli scontri – generazionali ed ideologici -che emergono nel corso della narrazione: è un conflitto apparentemente destinato a non risolversi, dato che i genitori, cresciuti in una generazione di produzione e consumismo sfrenato, sembrano non avere la sensibilità per capire la portata dell’emergenza climatica. La storia, chiaramente pensata come una commedia, non scade nel banale e nei luoghi comuni; caratteristica del genere è il rovesciamento dei ruoli e questa non è da meno: in un mondo in cui ai genitori, agli adulti in generale non importa di distruggere la loro casa, il pianeta Terra, sono i bambini a dover attivarsi e fare in modo che ancora ci sia una possibilità di salvaguardarla.

Laetitia Casta, Joseph Engel e Louis Garrel
Laetitia Casta, Joseph Engel e Louis Garrel ne La crociata (Credits: Movies Inspired/Why Not Productions)

Louis Garrel e Laetitia Casta
Louis Garrel e Laetitia Casta (Credits: Movies Inspired/Why Not Productions)

Il piccolo Joseph, per finanziare un viaggio in Africa insieme al suo gruppo di attivisti (viaggio per cui hanno già ottenuto un permesso dal Ministero degli Esteri, facendo vedere quanto serio è il loro impegno), vende gli oggetti più preziosi che possiedono i genitori, a loro insaputa: orologi da collezione, vestiti firmati, gioielli d’oro, vini pregiati spariscono dalla casa. Questi, però, finiscono per accorgersene – come il figlio non manca di sottolineare – ben quattro mesi dopo, quando ormai è troppo tardi per recuperare ciò che è stato venduto. Il tempo, infatti, all’interno della narrazione risulta come una presenza costante: non si vede né si può toccare con mano ma gli effetti più gravi e le conseguenze più pesanti arrivano quando sempre è troppo tardi, quando ormai non c’è più niente da fare. Joseph cerca di combattere con tutte le sue forze questo scorrere inesorabile dei minuti, cercando di far capire ai genitori che c’è sempre tempo per agire se si ha la volontà di farlo.

In una della scene centrali della pellicola, non a caso, Abel e Marianne si ritrovano (così come tutta la città di Parigi) a dover restare chiusi in casa, per ordine del governo, a causa di una “emergenza da polveri sottili”, che non rende possibile respirare l’aria della città per la loro carica nociva: a quel punto, troppo tardi ancora una volta, prendono atto dell’azione climatica del figlio. Joseph per tutta la storia ha cercato di far loro capire la gravità della situazione ma si è rivelato necessario uno stato di emergenza per farli attivare da questo punto di vista ed agire di conseguenza. Dall’azione del figlio si esplicita anche il senso del titolo della pellicola, con l’unica differenza che la “crociata” di Joseph viene portata avanti per una giusta causa, nonostante lo scetticismo degli adulti che lo circondano: non si tratta di una questione ideologica né tantomeno religiosa ma di un fatto reale e concreto che potrebbe portare all’estinzione del genere umano.

Come ogni commedia che si rispetti, anche La crociata si conclude con un lieto fine, ma non per questo la sua carica morale risulta attenuata: dopo che lo spettatore per un’intera ora (e qualche minuto di più) si è fatto spiegare l’effetto catastrofico del cambiamento climatico da un ragazzino delle medie, forse, qualche riflessione uscendo dal cinema potrebbe fargli cambiare idea su come affrontare questo problema e cambiare atteggiamento a riguardo.

Sintesi

Louis Garrel riesce, in modo leggero e coinvolgente, a raccontare la gravità della situazione climatica che il pianeta sta attraversando, con personaggi brillanti ed una storia che scorre tra una battuta di spirito e l'altra, senza mai perdere di vista l'orizzonte morale a cui mira.

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