Il Viaggio di Yao

Il viaggio di Yao recensione

Il viaggio di Yao: recensione del nuovo film di Omar Sy diretto da Philippe Godeau

La nuova commedia di Philippe Godeau, Il viaggio di Yao, è un tenero racconto di un’amicizia che nasce e di un lungo viaggio che cambierà per sempre i due protagonisti.

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L’attore Seydou (Omar Sy), di origini senegalesi ma cresciuto sin da bambino in Francia, giunge a Dakar per incontrare i suoi fan. Tra questi c’è il piccolo Yao (Lionel Louis Basse), abitante di un paesino lontano dalla capitale che per conoscerlo ha attraversato da solo il Senegal. I due fanno amicizia e Seydou decide di riaccompagnarlo a casa: non sa però che sta per affrontare il viaggio più importante della sua vita, quello in cui scoprirà le sue origini.

Yao e Seydou hanno due vite completamente diverse, e ciò è evidente sin dalle prime scene: il primo vive in una piccola casa senza alcun tipo di lusso, va a scuola e nel tempo libero gioca in strada con i suoi amici, mentre il secondo ha una vita frenetica ed è abituato alla ricchezza. Giunto in Senegal per quella che credeva sarebbe stata una breve permanenza, all’inizio l’attore non riesce a staccarsi dalla sua routine perché vuole tornare in Francia e riprendere a lavorare.

Il viaggio di Yao
Omar Sy e Fatoumata Diawara

Il viaggio di Yao
Omar Sy e Lionel Louis Basse

Quando però si accorge che si è creato un forte legame con Yao, decide di rimanere: il momento in cui decide di accompagnarlo al suo villaggio è quello in cui Seydou accetta in pieno le sue origini ed è determinato a scoprire fino in fondo la cultura di cui la sua famiglia fa parte e che non ha mai potuto vivere pienamente.

L’attore si lascia guidare da Yao nella scoperta delle sue radici e della sua terra; cultura, musica, tradizioni, paesaggi, tutto è a lui sconosciuto e molto distante dalla quotidianità.

Anche a Yao il viaggio ha molto da insegnare: il coraggio che lo spinge ad arrivare alla città di Dakar per conoscere l’attore viene ripagato con una vera e propria avventura di cui è protagonista con Seydou. Egli vede il mare per la prima volta, visita numerosi villaggi e ha l’opportunità di confrontarsi con la cultura occidentale, apprezzandola nella sua diversità.

Fatoumata Diawara
Fatoumata Diawara e Lionel Louis Basse ne Il viaggio di Yao

Gwendolyn Gourvenec
Omar Sy e Gwendolyn Gourvenec sul set de Il viaggio di Yao

Yao, inoltre, è un bambino molto curioso e sensibile. Rivolge tante domande a Seydou riguardo la sua vita e la sua famiglia e quando scopre che anche suo figlio sarebbe dovuto partire, decide di regalare all’attore un quaderno in cui ha raccontato, giorno per giorno, tutto ciò che ha vissuto, scoperto ed imparato, perché non vuole che egli si scordi di quella esperienza e al tempo stesso desidera rendere partecipe il figlio del suo viaggio facendolo familiarizzare con la cultura senegalese. Per entrambi il viaggio è un’occasione di crescita e di confronto e, quando i due si separano, sanno di aver vissuto un’esperienza che ha cambiato il loro modo di affrontare la vita.

C’è una particolare attenzione ai costumi e alla musica: entrambi rispecchiano le tradizioni ma sono resi moderni, e fanno da sfondo coerente all’intera storia, piacevole grazie alle buone interpretazioni dei protagonisti e al modo in cui viene sviluppata.

Il film scorre facilmente e intrattiene, lasciando allo spettatore principalmente un insegnamento: vale sempre la pena allontanarsi dalla routine e spingersi oltre per scoprire ciò che ci circonda, e quando si è alla ricerca delle proprie origini non c’è viaggio che sia troppo lungo o troppo faticoso, perché raggiungere la meta è tutto ciò che conta.

Marta

Sintesi

Ne Il Viaggio di Yao particolare è l'attenzione rivolta ai costumi e alla musica, che rispecchiano le tradizioni ma sono resi moderni, facendo da coerente sfondo all'intera storia, piacevole grazie alle buone interpretazioni dei protagonisti e al modo in cui viene sviluppata.

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