Il sospetto

Il sospetto recensione film di Thomas Vinterberg con Mads Mikkelsen

Il sospetto recensione film di Thomas Vinterberg con Mads Mikkelsen, Thomas Bo Larsen, Annika Wedderkopp, Lasse Fogelstrøm e Susse Wold

Con un discorso commovente dedicato alla scomparsa di sua figlia, il regista Thomas Vinterberg si è presentato in grande stile quest’anno al pubblico internazionale, accettando l’Oscar come miglior film straniero per Un altro giro. Prima di essere il vincitore di un premio Oscar nominato anche per la miglior regia, però, Vinterberg è un regista europeo con una filmografia dallo stile inconfondibile degna di essere approfondita.

Thomas Vinterberg è innanzitutto il creatore insieme al collega Lars von Trier del Dogma 95, un vero e proprio decalogo artistico da cui hanno iniziato ad attingere diversi registi europei. L’obiettivo del Dogma 95 è l’azzeramento dell’uso degli effetti speciali e il ritorno ad un cinema low budget che rifiuta qualsiasi espediente effimero e scenografico. Nessuna colonna sonora non pertinente alla narrazione, nessun filtro, nessun salto temporale o geografico significativo: parole d’ordine sono semplicità, autenticità e realismo.

Certo è che dal 1995, anno in cui venne redatto il Dogma 95, Vinterberg si è sempre più distaccato da queste ferree regole che limitano spesso il lavoro artistico di un regista. Tra i film lontanamente ancora legati a questo stile registico c’è Il sospetto (The Hunt, “la caccia”, è il titolo originale), film del 2012 presentato al Festival di Cannes.

Mads Mikkelsen
Mads Mikkelsen (Credits: BIM Distribuzione)

Il sospetto recensione film di Thomas Vinterberg con Mads Mikkelsen
Anne Louise Hassing, Thomas Bo Larsen, Mads Mikkelsen, Daniel Engstrup e Sebastian Bull Sarning (Credits: BIM Distribuzione)

Il sospetto racconta la storia di Lucas (Mads Mikkelsen), un maestro d’asilo accusato di pedofilia dalla comunità di una piccola cittadina danese, dove minime circostanze scatenano l’isteria collettiva nei confronti del quarantenne. Mentre il pubblico è a conoscenza della sua innocenza, il protagonista dovrà lottare per riottenere dignità e fiducia da parte degli amici, dei colleghi e dell’intera comunità.

Ne Il sospetto non è tanto la “caccia all’uomo” ad essere il fulcro della narrazione, ma piuttosto la decadenza di un essere umano sempre più emarginato e furioso, ma mai rassegnato. Forse è proprio questa mancanza di rassegnazione che consente al regista di scrivere un apparente lieto fine che, in un colpo di fucile, ci riporta alla realtà di una società che non rinuncia alla presa di mira casuale e purtroppo abituale. Al protagonista viene risparmiata la vita perché la società non è in grado di prenderne la mira, eppure Lucas si ritroverà condannato a doversi guardare le spalle per il resto della sua vita. Se dopo l’esperienza vissuta nel corso del film avrà imparato a farcela oppure no, quello è a dispetto dello spettatore.

Mads Mikkelsen e Alexandra Rapaport
Mads Mikkelsen e Alexandra Rapaport (Credits: BIM Distribuzione)

Annika Wedderkopp e Susse Wold
Annika Wedderkopp e Susse Wold (Credits: BIM Distribuzione)

Da una parte abbiamo dunque un’opera che esplora in maniera sublime i risvolti sociologici rappresentati nella finzione, dall’altra una storia che inserita all’interno della società di oggi non può che stonare e anche parecchio. In un mondo di – soprattutto – donne impegnate a lottare per far valere la propria voce nei confronti degli abusi, un film che rende protagonista l’accusato e lo analizza in quanto vittima piuttosto che carnefice è qualcosa che ai nostri occhi semplicemente non quadra.

Il sospetto è un film pregevole nel momento in cui lo isoliamo dal contesto sociale contemporaneo, che altrimenti finisce per scontrarsi con gli ideali morali e le problematiche che ancora oggi hanno bisogno di una rappresentazione cinematografica e che l’opera di Vinterberg non mostra sullo schermo, con il rischio di portare il pubblico a sminuire la credibilità delle donne che denunciano abusi.

Sintesi

Con Il sospetto Thomas Vinterberg esplora in maniera pregevole i risvolti sociologici di un innocente preso di mira dall'odio collettivo in una società sempre più rancorosa e legata alle apparenze, ribaltando i ruoli di vittima e carnefice in un contesto tuttavia lontano dalle problematiche contemporanee.

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