Il mistero del marito scomparso

Il mistero del marito scomparso recensione film di Norman Foster con Ann Sheridan [Plex]

Il mistero del marito scomparso recensione film di Norman Foster con Ann Sheridan, Dennis O’Keefe, Robert Keith, Ross Elliott, Frank Jenks e John Qualen

Nel cuore della notte un’artista di nome Frank Johnson (Ross Elliott) assiste per caso a un omicidio ma, per paura di essere coinvolto, scappa via. La polizia recatasi sul posto riesce a risalire alla moglie di Johnson perché è l’unica che forse sa dove si trovi il marito. Gli agenti non sanno che tra i due coniugi la relazione amorosa nel tempo si è incrinata, tuttavia, nonostante i dissapori avuti con il compagno, Eleanor Johnson (Ann Sheridan) si metterà alla ricerca del marito scomparso, collaborando, inconsapevolmente, con la polizia e un giornalista che sta seguendo il caso.

Grazie al servizio streaming MUBI e ad altre piattaforme online come Plex, Il mistero del marito scomparso di Norman Foster (in originale Woman on the Run) è un giallo/poliziesco/romantico che è possibile riscoprire all’interno di una una sezione ben fornita che comprende altri titoli come  Il quarto uomo di Phil Karlson, un buon thriller gangsteristico che ha ispirato tra i tanti Le iene di Quentin Tarantino con un giovanissimo Lee Van Cleef nel ruolo di uno dei cattivi del film, e Lo strano amore di Marta Ivers del maestro Lewis Milestone, un giallo romantico a dir poco eccezionale e con tre attori di spessore: Barbara Stanwyck, Van Heflin e Kirk Douglas, al suo esordio.

Dennis O'Keefe e Ann Sheridan
Dennis O’Keefe e Ann Sheridan
Ann Sheridan
Ann Sheridan

Il film diretto da Foster (conosciuto dai più per aver sposato l’attrice Claudette Colbert) è un giallo dalla duplice dimensione: la scomparsa del marito della protagonista, ruolo interpretato da una discreta Ann Sheridan (Gli angeli con la faccia sporca e Ero uno sposo di guerra, giusto per citarne alcuni), e la relazione sentimentale infelice.
In Il mistero del marito scomparso appare evidente come la ricerca del marito (il regista non ne fa mistero, anzi lo rivela apertamente) sia un mero pretesto per raccontare di un rapporto coniugale che con il tempo si è deteriorato. Non a caso viene usata la distanza fisica fra i protagonisti, sia a livello visivo sia a livello narrativo per simboleggiare la sempre più evidente separazione della coppia.

Persino la ricerca dell’assassino sembra passare in secondo piano, tanto che solamente nel finale riacquista la sua importanza. Norman Foster cerca sempre di spostare l’attenzione e concentrare gli sviluppi narrativi sui due innamorati: il suo intento è quello di costruire non un giallo investigativo, ma piuttosto un film romantico su una coppia che deve e vuole infine ritrovarsi. Nonostante qualche calo di ritmo e almeno un paio di sequenze ripetitive, il lungometraggio di Foster appare come un solido ed equilibrato prodotto di genere, apprezzabile in special modo per la costruzione dei personaggi e per una particolare cura delle immagini. Forse non brillerà in inventive visive o in grandi risvolti narrativi, ma è da citare il pregevole finale per l’intensità recitativa e per la composizione sublime delle immagini. La pellicola riesce a coinvolgere lo spettatore con una storia semplice e al tempo stesso lineare, senza mai perdersi in superflui virtuosismi.

Il mistero del marito scomparso recensione film di Norman Foster con Ann Sheridan
Robert Keith e Ann Sheridan
Il mistero del marito scomparso recensione film di Norman Foster con Ann Sheridan
Il mistero del marito scomparso di Norman Foster con Ann Sheridan e Dennis O’Keefe

D’altro canto l’opera non vuol essere nient’altro che un lavoro di genere con tutti gli stilemi del caso, dove tutto è al posto giusto e al momento giusto forse per sopperire ad alcune mancanze tecniche, non eccessivamente rilevanti.

Il mistero del marito scomparso è dunque un film da recuperare, da riscoprire e da rivedere per tre valide ragioni: buona caratterizzazione dei personaggi, efficace lavoro a livello di immagini e semplicità di scrittura narrativa.
Malgrado non sia tra i migliori nel suo genere, rappresenta tuttavia un ulteriore significativo tassello del complicatissimo e stratificato puzzle del noir.
Che la ricerca del marito scomparso abbia inizio!

Sintesi

Il mistero del marito scomparso di Norman Foster sfrutta il genere poliziesco per raccontare il deterioramento di un rapporto di coppia. Solido ed equilibrato prodotto di genere, apprezzabile in special modo per la costruzione dei personaggi e per una particolare cura delle immagini, nonostante qualche calo di ritmo e la presenza di alcune sequenze ripetitive l'opera di Foster rappresenta un significativo tassello del complicatissimo e stratificato puzzle del noir.

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